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Aspettando la Parigi-Roubaix 1° parte PDF Stampa E-mail

Scritto da Administrator, 11-04-2008 22:21

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Pubblicato in : Grandi Classiche, Parigi-Roubaix

I favoriti - Per la Parigi - Roubaix edizione numero 106, in scena domenica 13, si preannuncia una sfida tra Fabian Cancellara e Tom Boonen. Lo svizzero ed il belga hanno già entrambi una Roubaix nel proprio palmares e si presentano al via della Classica delle pietre come principali favoriti. Boonen, apparso in difficoltà in marzo, ha recuperato terreno nei pronostici dopo la bella impressione destata al Fiandre, al contrario di quanto fatto da Cancellara, che invece sembra vivere una leggera fase discendente. Per questo i due campioni si presentano alla Roubaix più o meno appaiati nelle possibilità e a fare la differenza potrebbe essere anche la forza complessiva della squadra: al Fiandre la Quickstep di Boonen è stata decisamente superiore, ma già mercoledì alla Gand Wevelgem la CSC di Cancellara ha mostrato una certa reazione. Bisogna anche ricordare che Boonen non potrà contare su uno dei suoi gregari migliori, Steegmans, che è ancora sofferente dopo una caduta rimediata in corsa due settimane fa ed ha dovuto dare forfait.

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Nella foto Boonen in testa al gruppo nella Foresta di Arenberg: è il 2006, vincerà Cancellara - archivio quickstep 

 

Sia Cancellara che Boonen potranno comunque contare su compagni d'eccezione: per il primo il campione uscente O'Grady e Arvesen, per il secondo il vincitore del Fiandre Devolder. Capire i movimenti di questi uomini sarà essenziale per lo svolgimento della corsa, che potrebbe vederli in prima linea dalla Foresta di Arenberg, ad un centinaio di km dall'arrivo. Altre soluzioni comunque non mancano: Ballan è in ottime condizioni e può provarci, magari a sorpresa come al Fiandre, così come un Flecha in risalita, ed uno dei grandi delusi del Fiandre, Hoste. Tra gli outsider figurano anche Nuyens, Pozzato ed un Hincapie che capeggia una High Road molto quadrata e che ha tante alternative da poter lanciare da lontano, come Klier, Eisel, Hammond e Knaven. La corsa potrebbe decidersi ancora una volta sul Carrefour de l'Arbre, il tratto di pavè più selettivo tra quelli del finale, dove Cancellara e Boonen potrebbero cercare il colpo decisivo. Ma ci aspettiamo che in precedenza tutti gli altri, che difficilmente potranno fare il vuoto qui, cerchino una soluzione alternativa, e che le squadre dei due grandi favoriti si muovano lanciando le seconde linee e creando così le possibilità per una fuga a sorpresa. Qualche altro nome da tenere d'occhio è quello del vecchio Wesemann, di Guesdon, della novità Langeveld, di un Quinziato in grande forma, di Van Avermaet, Hushovd e Cooke.

Lampre: venerdì di ricognizione Quest'oggi, venerdì 11, è giornata di trasferimento attivo per la Lampre. Il gruppo blu-fucsia, in vista della Parigi-Roubaix, ha lasciato Kortrjik alle 9 circa col bus della squadra per dirigersi verso il percorso della gara; i ciclisti hanno inforcato le bici e percorso i più impegnativi settori di pavè, partendo dall’8° tratto (De Querenaing a Maing) fino al 19° (Mons en Pevele) per un totale di circa 70 km (Foresta di Arenberg compresa).
Al termine dell’allenamento, partenza per il Novotel Survilliers di Saint Witz.
Nella ricognizione e poi in gara, i corridori blu-fucsia utilizzeranno bici calibrata appositamente per il pavè. A parte Ballan e Baldato che utilizzeranno telai in carbonio, gli altri atleti Lampre pedaleranno in sella a telai in acciaio: in particolare, Murro e Bandiera avranno a disposizione telai da ciclocross. Le forcelle saranno per tutti in carbonio, sulle ruote a 36 raggi verranno montati tubolari Vittoria 27” speciali per il pavè. I meccanici blu-fucsia offriranno ai corridori la possibilità di montare sul manubrio un eventuale freno aggiuntivo da utilizzare nei tratti in pavè. Dopo la ricognizione, i corridori sceglieranno i rapporti che verranno montati per la gara.
Quella di domenica sarà probabilmente l’ultima Parigi-Roubaix sia per Baldato che per Fornaciari (entrambi cesseranno l’attività a fine stagione). “Darò tutto, non mi risparmierò – promette Fornaciari – Nella mia 12^ Roubaix in carriera voglio chiudere alla grande: è una corsa nella quale mi sono sempre trovato a mio agio e sarebbe bello realizzare una prestazione positiva per me e soprattutto per la squadra”.
Alla 14^ partecipazione nell’Inferno del Nord, Baldato è particolarmente carico: “Arrivo a questa Roubaix in buona forma, so che potrò fare bene: domenica sarà una giornata intensa ed emozionante”.

Nella foto il famoso e temuto pavè della Foresta di Arenberg - Bettiniphoto 

 

AG2R per un posto nei 10 Come al Giro delle Fiandre la AG2R si pone come obiettivo principale un piazzamento tra i primi 10 per questa Parigi-Roubaix. Al Fiandre l'obiettivo è stato mancato (Elmiger 22°), qui la squadra di Vincent Lavenu ci riprova con lo stesso schema. "Martin Elmiger è il nostro leader" annuncia Lavenu "è un uomo adatto a queste classiche. Dovremmo fare di tutto per proteggerlo il più possibile e permettergli di arrivare in buone condizioni nel finale. Per la sua importanza storica e per il suo impatto mediatico, la Parigi-Roubaix è uno degli appuntamenti più importanti per la nostra squadra e dovremmo essere all'altezza. Dovremmo cercare di inserire almeno un uomo nella prima fuga, come fu l'anno scorso con Poulhies, che poi alla fine fu il primo francese nell'rdine d'arrivo, 22°

La Tinkoff cerca gloria A chi lo interroga su cosa si aspetti domenica dalla Parigi-Roubaix, Maini risponde: “Dipende da molte circostanze, dal meteo, dalla fortuna e dalla condizione, ma noi della Tinkoff abbiamo l’obbligo e il dovere di lasciare un segno, una buona immagine del gruppo e fare in modo di correrla offrendo il massimo dell’impegno”. Fisicamente i ragazzi della Tinkoff Credit Systems stanno bene e sono pronti a leggere tra le righe di una leggendaria classica dal fascino antico come la Parigi-Roubaix in programma domenica 13 aprile. Per la gara legata soprattutto ai tratti di pavè, che si disputa a nord-est della Francia, saranno al via Pavel Brutt, Ilya Chernetsky, Nikita Eskov, Alexander Gottfried, Mihkail Ignatyev, Alberto Loddo, Bernardo Riccio e Alexander Serov. ”Siamo coscienti che la condizione dei nostri atleti è molto buona. Non abbiamo uomini di riferimento in questa importante competizione il cui invito a partecipare vale quanto una vittoria. Non rinunceremo comunque a movimentare la corsa cercando di esaltare le qualità dei nostri ciclisti”.

La Barloworld fa quadrato su Cooke  Giovedì mattina, poco prima che la squadra partisse per Wasmuel, dove si disputava la mini-classica G.P. Cerami, Baden Cooke si è fermato a parlare con il direttore sportivo Valerio Tebaldi per dirgli che avrebbe preferito non correre quella gara e sostenere piuttosto un allenamento consistente. Tebaldi, uomo diretto e schietto, non ha avuto esitazioni, anche conoscendo la professionalità e l’esperienza del suo corridore: “Baden, se capisci che questo è meglio per te, per me è ok”.
Baden Cooke sta pensando alla Roubaix da almeno un anno e non ha mai fatto mistero della sua predilezione per le competizioni nel grande nord e per la Roubaix in special modo. L’obbiettivo è fare una gara da protagonista, quanto al risultato, sarà quel che verrà. Ma Baden ci crede e il Team Barloworld è con lui, pur sapendo di avere almeno altri tre uomini in grado di farsi valere. Adesso il problema è capire quali siano le reali possibilità dell’australiano anche alla luce della prestazione luci ed ombre di domenica al Fiandre seguita poi da quella soddisfacente alla Gand-Wevelgem.
“In effetti – spiega Claudio Corti, il team manager – al Fiandre abbiamo visto Baden in due versioni completamente diverse. Brillante, reattivo, sempre presente nel vivo della corsa fino ai 200 km. Poi improvvisamente la luce si è spenta e Baden non ha potuto raccogliere neanche la minima parte di quello che avrebbe voluto e meritato”.
Tante le cause o concause di quella parziale delusione: il cambio di bici in corsa, qualche problema alla schiena... “Indubbiamente c’è qualcosa da migliorare nella posizione in bici di Baden – spiega Corti – abbiamo cominciato a lavorarci e i risultati si sono visti subito. Ma io credo che al Fiandre il problema sia stato soprattutto legato all’alimentazione. In corsa Cooke ha mangiato poco e male: quando si è trovato a corto di energie ed è corso ai ripari, era troppo tardi”.
Un’esperienza che può risultare doppiamente utile alla Roubaix, dove pure si balla molto sulla bici: bisogna tenere le mani ben strette sul manubrio e mettere qualche tartina in bocca è spesso un problema. Ma il Team Barloworld si sente pronto, galvanizzato dalla vittoria di Patrick Calcagni, che al G.P. Cerami non ci ha pensato due volte a prendere al volo l’occasione che gli è capitata, favorito da un gran lavoro di squadra, per piazzare una super-volata e regalarsi la prima vittoria in maglia Barloworld. “Non sono uno che vince spesso, purtroppo – scherza Calcagni – ho detto ai fotografi: fatemi parecchi scatti, chissà quando ricapiterà... Però era già un po’ di tempo che sentivo la gamba buona e dunque sono doppiamente contento per me e per la squadra. Credo e spero potremo fare una buona Roubaix”.
E’ quello che spera anche Rob Hunter, che dopo un periodo per niente brillante è sembrato improvvisamente rinfrancato al Gran Prix Cerami, dove si è reso protagonista di una bella fuga che ha spianato la strada al compagno di squadra Calcagni. “Rob ha avuto qualche problema di salute: la febbre prima di venire in Belgio e qui qualche fastidio intestinale. Lui comunque ha fatto un ottimo lavoro e dunque ci aspettiamo che si sblocchi da un momento all’altro, forse ha già cominciato a farlo...”, spiega Tebaldi.
Sulla via verso Roubaix c’è anche un Paolo Longo Borghini molto ispirato, il migliore dei “Barloworld” al Fiandre, poi brillante sia alla Gand che al Cerami. “Per me la priorità è sempre aiutare la squadra – riflette il simpatico e brillante atleta lombardo – ma con una buona condizione come quella che mi sostiene posso cercare di stare con i migliori”.
Chris Froome, Daryl Impey, Carlo Scognamiglio e Marco Corti completano il team. C’è un bel clima nel clan Barloworld, che in questo lungo soggiorno al nord ha già messo a segno due colpi. Valerio Tebaldi con la sua aria sorniona, tra ricordi e speranze, guarda avanti: mai dire mai...

Ultimo aggiornamento : 13-04-2008 06:16

   
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