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Record di ieri, record di oggi

Questo nel ciclismo sarà ricordato come l'anno dei record. I 42 successi in carriera di Mario Cipollini al Giro d'Italia a battere i 41 di Binda, il 5° Tour

di Armstrong a pareggiare Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain, la sfilza di successi a Giro-Tour-Vuelta di Alessandro Petacchi. C'è chi dice che questi record valgono molto di più di quelli stabiliti tanti anni fa, vista l'estrema specializzazione dello sport moderno e una presunta maggior competitività generale. Così più si va indietro nel tempo e più i record, le vittorie in sequenza dovrebbero essere semplici (salvo poi la teoria contraria che la specializzazione rende questi record più a portata di mano!!!). Ma siamo sicuri che sia così? Qua non parliamo di medie, di tempi record che con i mezzi moderni sono chiaramente avvantaggiati ma della quintessenza dello sport: un uomo contro l'altro. C'è da credere che per Binda tanti anni fa fosse così facile battere i suoi avversari? E se lo era non era perchè lui si dimostrava nettamente superiore a tutti gli altri come succede oggi per qualcun'altro? Se davvero andando indietro nel tempo le vittorie sono più facili perchè nessuno dei tantissimi campioni che si sono succeduti tra Binda e Cipollini non è mai riuscito a raggiungere il record per 60 anni e passa? Forse perchè semplicemente i tempi c'entrano e non c'entrano e certamente oggi è difficilissimo competere ai massimi livelli per tanto tempo, ma conta soprattutto il fatto che ogni tanto nello sport nasce un campione che è completamente fuori dalla portata di tutti gli altri che hanno la sventura di trovarselo come avversario. Così è stato il Cipollini degli ultimi anni, il Petacchi 2003, l'Armstrong di 5 Tour. Binda, Cipollini, sono campioni che sfuggono alle regole dello sport per entrare in una dimensione leggendaria in cui tutto è permesso. Anche gli altri sport confermano questo: alcuni dei record più straordinari appartengono a personaggi degli ultimi anni. Basta pensare alla storia olimpica, massima espressione dello sport. Per vedere un atleta trionfare per due volte sulla gara simbolo dei Giochi, i 100 metri, si è dovuto aspettare quasi un secolo, Carl Lewis 1984-88. Così come nessuno in 100 anni era mai riuscito ad anticipare l'impresa di Michael Johnson di vincere 200 e 400 metri (Atlanta 1996), impresa doppiata tra le donne ancora per la prima volta da Marie Josè Perec nella stessa edizione. Nelle graduatorie dei più grandi "conquistatori" di medaglie poi atleti che si perdono nella notte dei tempi si mescolano a tanti campioni dagli anni '70 in poi, come Spitz, lo stesso Lewis, Matt Biondi. Non che tutte queste imprese siano diventate più semplici o più difficili a seconda dei tempi, semplicemente, come detto, ogni tanto spunta fuori qualcuno che è decisamente di altro livello e così quello che sembrava impossibile (o possibile solo nella notte dei tempi) diventa realtà. Sicuramente nessuno si sarebbe mai aspettato che un corridore potesse vincere almeno 4 tappe nello stesso anno in ciascuno dei 3 Grandi Giri, così come nessuno si sarebbe aspettato qualche anno fa il superamento del record di Binda. Ma lo sport è così, i record sono fatti per essere battuti e anche questi appena stabiliti, c'è da giurarci, prima o poi verranno attaccati da qualche campione del futuro, e allora ci sarà che esalterà i nuovi arrivati e ricaccerà Petacchi e Cipollini tra i recordman da albori dello sport, quando vincere era facile.
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