Chi crede nel
ciclismo?
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chiusura di una squadra storica e vincente come
la Fassa Bortolo richiama di certo numerose
riflessioni. Quella più evidente ci pare la
grande fuga di sponsor italiani ai livelli più
alti. Purtroppo l'avvento del Pro Tour ha trovato
le nostre realtà ciclistiche impreparate a
confrontarsi con una sfida tanto grande. Tutte le
nostre squadre di punta, erano ben 7 tra le prime
30 al mondo nel 2004, erano sostenute
economicamente da sponsor medio-piccoli, che
portavano avanti soprattutto passione, entusiasmo
e voglia di sostenere questo sport. Il salto
verso il Pro Tour è stato traumatico: sempre
più corse, più corridori, più risorse
economiche necessarie ed il confronto con realtà
ben diverse. Tutto questo ha fatto sì che uno
dietro l'altro, sponsor come Alessio, Caldirola,
Fassa Bortolo, Saeco, Domina Vacanze, non abbiano
più potuto rinnovare il loro impegno nel
ciclismo. |
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| Nonostante sia stata
la squadra più vincente del 2005, la
Fassa Bortolo non ha trovato un nuovo
sponsor - foto t-mobile-team.com |
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| Il caso della Fassa Bortolo ci
sembra particolarmente eloquente: per un'azienda
che volesse entrare nel mondo del ciclismo,
azienda italiana soprattutto, farsi avanti in
quel momento sarebbe stato cogliere un'occasione
forse irripetibile. Una squadra già fatta, con
un leader come Petacchi ormai sdoganato dalla
fama tra i soli sportivi, tanti altri corridori
vincenti, un manager di straordinaria esperienza
e affidabilità come Giancarlo Ferretti. Invece
niente, il gruppo si è sciolto e Petacchi ha
trovato posto nella squadra di Gianluigi Stanga.
Squadra che rappresenta un altro caso
particolare: il vecchio sponsor Domina sarà
sostituito dal colosso alimentare tedesco Milram,
cosicchè nel prossimo Pro Tour saranno solamente
2 (su 20) le formazioni con un main sponsor
italiano, Lampre e Liquigas. Purtroppo mentre
all'estero ci sono grandi multinazionali pronte
ad investire e credere nel ciclismo, da noi
nessun grande gruppo sembra aver intuito la
penetrazione che può dare il legare il proprio
marchio ad una squadra di alto livello. Per una
nazione che guida da anni la classifica UCI, ha
stravinto il primo Pro Tour individuale e per
nazioni, che ha alcune delle corse di maggior
prestigio internazionale questo ci sembra davvero
paradossale. |
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