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L'Apocalisse sul Bondone 
di Paolo Facchinetti

Giro d'Italia 1956, terzultima tappa, Merano - Trento Alta. Cinque colli da scalare, arrivo in salita sul Monte Bondone. E' l'8 giugno, quasi estate: la Wetterzentrale di Karlsruhe segnala la formazione di anomalo polo freddo che si sta velocemente dirigendo verso sud-est. Nella tarda mattinata, all'altezza del golfo ligure, a 5000 metri di quota la temperatura è di -27 gradi. A Merano la carovana del Giro si prepara ai 242 km della tappa. I corridori partono sotto la pioggia battente. Scalano il Rolle e grandina. Scalano il Brocon in una tempesta di vento. La temperatura è ormai sottozero, nebbia e nevischio rendono mortali i rischi presi nelle discese. Si ritirano i primi corridori, intirizziti. Avanzano quelli che si sono fermati nelle osterie a rifocillarsi e a scaldarsi. Si affronta l'ultima salita in una tormenta di neve. Qualcuno vorrebbe fermare la corsa, ma la tentazione di far entrare nella leggenda quella tappa induce gli organizzatori a proseguire. Si ritira in stato di semiassideramento la maglia rosa Fornara e con lui tanti altri. Ogni corridore ha un dramma personale da raccontare, la tragedia viene sfiorata più volte, grovigli di macchine in mezzo alla neve, grida di aiuto da parte dei ciclisti. Resiste Charly Gaul, detto "l'angelo della montagna", che vince la tappa. Quando arriva è congelato sulla bicicletta, lo devono sollevare a forza, sviene; indossa la maglia rosa. Si sono ritirati in più di quaranta. Per ricordare questa tappa leggendaria nel 50° anniversario, il Giro 2006 è salito di nuovo su quel monte che segnò il ritorno al cosiddetto "ciclismo eroico"

"Il vento, la pioggia, il gelo, la neve: in tanti anni mai ho assistito a una bufera simile, mai ho visto corridori così impegnati sotto la sferza di una sofferenza che non sono capace di definire"

Fausto Coppi

"Ho assistito al dramma dei ritiri: non riconoscevano più gli amici e i propri dirigenti, eppure tentavano ancora di imporre un movimento alle gambe che più non obbedivano al pensiero"

Gino Bartali

L'autore - Paolo Facchinetti, 1938, giornalista e scrittore, è stato direttore del Guerin Sportivo e della Divisione Libri della Conti Editore. Da sempre appassionato di ricerca storica nell'ambito dello sport, ha pubblicato diversi volumi tra cui La stampa sportiva in Italia (1966), L'Italia di Coppi e Bartali (1981, premio CONI), Bartali e Togliatti (1982) Dal football al calcio (1990), Gli anni ruggenti di Alfonsina Strada (2004). Recentemente per "Storie del Giro", Quando spararono al Giro d'Italia (Limina 2006)

Limina Edizioni - 122 pagine - 13,5 € www.liminaedizioni.it 

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