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Grande ciclismo news: 16 agosto 2007

Stanga difende il Mondiale di Zabel Le recenti dichiarazioni di Erik Zabel hanno messo in forte dubbio la partecipazione al Mondiale di Stoccarda del campione tedesco. Zabel aveva ammesso di aver fatto uso di EPO per una settimana nel 1996, prima di partecipare al Tour,  ma di aver subito smesso per degli effetti collaterali. L'ammissione aveva fatto seguito a tutte le altre, Riis in testa, di ex-corridori e medici della Telekom anni Novanta. L'organizzazione dei Mondiali di Stoccarda ha fatto sapere che Zabel non sarebbe il benvenuto alla rassegna iridata e la sua partecipazione è in forte dubbio. Ora interviene sulla questione anche il Team Manager di Zabel, Gianluigi Stanga, ma intanto vogliamo dare anche la nostra opinione: crediamo che continuare con queste mezze scelte di corridori che possono correre una gara per poi essere lasciati a casa a quella successiva, organizzatori che si impuntano contro questo o quel corridore, siano un danno per il movimento. Se un corridore ha fatto qualcosa lo si squalifica e non corre nessuna gara, in caso contrario deve essere libero di correre senza i mugugni di nessuno. Zabel ha sbagliato in un momento in cui tutti gli altri sbagliavano più di lui e metterlo in croce per questo ci sembra un'assurdità quando invece si permette a corridori coinvolti nell'Operacion Puerto di correre indisturbati. (Nella foto Zabel con Ernesto Colnago - www.bettiniphoto.net ) Ed ora l'intervento di Stanga:

In qualità di Manager del Team Milram sento il bisogno d’intervenire sulle assurde discussioni in ordine alla convocazione di Erik Zabel ai prossimi Campionati del Mondo di Stoccarda apparse, in questi giorni, sugli organi di stampa. Innanzitutto vorrei sottolineare, per l’ennesima volta, la professionalità di Zabel che gli ha permesso, in tutti questi anni di carriera, di essere il corridore più stimato dell’intero gruppo e anche dalla maggior parte della stampa mondiale specializzata. Vincere più di duecento corse ed essere, ancora oggi, all’età di trentasette anni, uno degli atleti più forti in circolazione significa essere un esempio di professionalità e serietà. Zabel non è un corridore da “programmazione agonistica", ma uno dei pochi atleti moderni che gareggia da gennaio a ottobre, “riposandosi” in inverno con le Sei Giorni, vivendo il ciclismo 365 giorni all’anno. La gogna pubblica a cui è stato sottoposto in questi giorni è un accanimento ingiusto ed inqualificabile che fa male a lui, alla squadra e a tutti coloro che amano il ciclismo , perchè - malgrado qualche errore di gioventù che ha avuto la signorilità di ammettere - Erik Zabel , ha fatto di più per lo sport ciclistico in Germania di quanto non abbiano fatto, nel corso della loro storia, gli operatori del ciclismo tedesco.

Gianluigi Stanga

Doppietta di Ciolek E' stata una giornata di transizione al Giro di Germania che è servita solo a confermare il grande talento di Gerald Ciolek (T-Mobile). La consueta fuga della giornata ha visto protagonisti Belohvoscik (S.Duval), Putsep (Bouygues), Stalder (Volksbank), Mandri (AG2R) e Leben (Wiesenhof), con il gruppo che non ha mai realmente rischiato nonostante il buon posizionamento in classifica di Stalder, a poco più di 5'. Ad una decina di km dall'arrivo la fuga è naufragata e dopo un tentativo a quattro mani di Terpstra (Milram) e Den Bakker (Skil) è stata volatona in un finale insidioso per il fondo stradale umido e diverse curve pericolose. Tutto è andato bene con Greipel che ha lanciato Ciolek ed il giovane campione tedesco che ha messo ancora una volta tutti in riga, Zabel (Milram) 2° e Rojas (Cd'Epargne) 3°. Ora la cronometro e poi un'ennesima tappa per velocisti a chiudere questo Giro di Germania che per dirla tutta non è mai decollato davvero in questa edizione, complice un percorso non particolarmente azzeccato che consegnerà cinque volate generali sulle sette tappe in linea disputate. Voigt (CSC) non dovrebbe avere problemi a mantenere la maglia gialla: la classifica infatti parla da sola

1 Jens Voigt (Ger) Team CSC                                           27.00.44
2 David Lopez Garcia (Spa) Caisse d'Epargne                               0.33
3 Robert Gesink (Ned) Rabobank                                            1.14
4 Chris Anker Sørensen (Den) Team CSC                                     1.24
5 Levi Leipheimer (USA) Discovery Channel Pro Cycling Team                1.31
6 Leonardo Bertagnolli (Ita) Liquigas                                     2.19
7 Laurens Ten Dam (Ned) Unibet.com                                        2.34
8 Damiano Cunego (Ita) Lampre-Fondital                                    2.48
9 Davide Rebellin (Ita) Gerolsteiner                                      3.27
10 Maxime Monfort (Bel) Cofidis-Le Crédit par Téléphone                   3.45
11 Josep Jufre Pou (Spa) Predictor-Lotto                                  4.30
12 Andrea Tonti (Ita) Quickstep-Innergetic                                4.33
13 Christian Pfannberger (Aut) Elk Haus-Simplon                           4.34
14 Amaël Moinard (Fra) Cofidis-Le Crédit par Téléphone                    4.35
15 Martin Elmiger (Sui) AG2r Prévoyance                                   4.37
16 Marzio Bruseghin (Ita) Lampre-Fondital                                 4.40
17 Wim Van Huffel (Bel) Predictor-Lotto                                   5.02
18 Ronny Scholz (Ger) Gerolsteiner                                        5.03
19 Luis Leon Sanchez Gil (Spa) Caisse d'Epargne                           5.09
20 Pablo Lastras Garcia (Spa) Caisse d'Epargne                                

Bettini e Boonen ad Amburgo Nella Quickstep che disputerà la Classica di Amburgo domenica prossima ci sarà la supercoppia Bettini-Boonen. Accanto agli ultimi due campioni del mondo ci sarà il tricolore di Visconti, Tonti, Rosseler, Tankink, Tosatto e Weylandt

Bozic piazzato in Spagna Si chiude con il quarto posto di Borut Bozic la terza frazione della Vuelta a Burgos, Burgos – Aranda de Duero di 158 chilometri. La corsa è stata segnata dall'attacco di cinque corridori, tra cui Bozic per il Team Lpr, evasi dal gruppo dopo soli 30 chilometri di gara. I battistrada hanno proseguito di comune accordo, superando senza difficoltà un percorso vallonato ma privo di particolari salite, tanto che a metà gara pedalavano con quasi 5' di vantaggio sul gruppo. Malgrado il tentativo del plotone di recuperare lo svantaggio accumulato, i cinque al comando sono riusciti a conservare un buon margine di vantaggio per giocarsi il successo di tappa in uno sprint ristretto dopo 120 chilometri di fuga. Capito che Bozic era l'uomo più veloce, i compagni di avventura hanno cominciato ad attaccarlo con scatti e controscatti, facendogli spendere energie importantissime per il finale. Arrivati al momento dello sprint, il portacolori del Team Lpr ha così pagato dazio, concludendo la volata vinta dal francese Aurelien Passeron in quarta posizione. “Probabilmente Borut ha pagato un po' di ingenuità – spiega il direttore sportivo Enrico Paolini -, cercando ogni volta di chiudere gli scatti degli avversari, pensando di poterli battere dopo allo sprint. Invece, le energie spese in quei recuperi, potevano essere spese a sua volta per un tentativo di allungo. Ma con il senno di poi tutto è più semplice, quindi ci rimbocchiamo ancora una volta le maniche e pensiamo all'ultima tappa, una frazione a noi molto congeniale”. 
Domani, venerdì 17 agosto, è invece in programma la quarta tappa della Vuelta a Burgos, la cronometro individuale di 15 chilometri a Ribera del Duero. 
Intanto dalla Cina, Raffaele Ferrara è atterrato a Pechino assieme al gruppo della nazionale ed ha cominciato la marcia di avvicinamento alla gara preolimpica in programma sabato 18 agosto. Gli azzurri non hanno potuto visionare il tracciato di gara, quindi hanno ripiegato verso la Grande Muraglia, dove hanno potuto percorrere alcuni chilometri in completa tranquillità. 

Portogallo e Burgos Si è chiuso ieri il Giro del Portogallo con il successo finale dello spagnolo Xavier Tondo che nella crono finale ha scalzato il portoghese Barbosa, fin lì in maglia di leader. Alla prova hanno partecipato anche diversi esponenti del "clan Fuentes", tra cui Sevilla e Mancebo. In Spagna si sta invece correndo la Vuelta Burgos: dopo la prima tappa andata a Ignatyev, nella seconda, con arrivo in salita, si è imposto Soler (Barloworld) che ha conquistato anche la maglia di leader. Segnaliamo il 6° posto di Piepoli (S.Duval) subito dietro a Valverde. Intanto si è chiuso anche il Tour de l'Ain, breve corsa a tappe francese, con il successo dello scalatore di casa John Gadret (Ag2R) e l'ultima tappa ad Halgand (C.Agricole)

Ancora una vittoria per la Rasmussen Oggi Dorthe Rasmussen (Menikini-Selle Italia – Gysko) ha perso la leadership alla Route de France, il Giro di Francia femminile. La giornata è iniziata bene per Dorthe: ha vinto allo sprint la semitappa Santry – Amilly di 94 chilometri. Si è trattato di una volata a ranghi compatti. La Rasmussen ha ottenuto il secondo successo di tappa in questa edizione della Route de France, dopo quello di 20 ore prima ad Argenteuil. Però nella semitappa pomeridiana a cronometro di 22, 400 chilometri ad Amilly la danese ha perso la maglia arancio da leader in classifica generale. Nella crono si è imposta la statunitense Amber Neben, nuova maglia arancio. Nella tappa di lunedì Rochelle Gilmore purtroppo è caduta a 30 metri dalla conclusione, riportando una botta alla spalla destra e svariate abrasioni. Ieri la velocista australiana del team Menikini –Selle Italia – Gysko ha concluso la tappa. Nella serata di ieri si è recata per accertamenti all’ospedale; questa mattina Rochelle ha preso regolarmente il via nella Saintry – Amilly. Dopo 1500 metri tuttavia si è fermata. "Non riuscivo a stringere il manubrio – ha spiegato la Gilmore – a causa del dolore alla spalla". E’ un vero peccato per Rochelle, vincitrice domenica della prima tappa in linea di questa Route de France. Il Giro di Francia 2007 finirà sabato.