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Tutti gli uomini della Vuelta

 

Che incertezza per l'amarillo! Come già al Tour anche alla Vuelta è difficile fare pronostici per la vittoria finale: nessuno arriva alla partenza nel ruolo di grande favorito che ha fatto sfracelli nelle ultime corse e con una megasquadra al fianco. La situazione è molto fluida e vede diversi corridori in grado di potersi lanciare tra le sorprese: in prima fila mettiamo comunque Cadel Evans (Predictor), reduce da un grande Tour e che a metà agosto ha fatto vedere di esserci ancora vincendo la crono preolimpica davanti ad uno specialista come Rogers. Al suo fianco poniamo Carlos Sastre (CSC), grande esperienza e solidità che avrebbe gradito qualche tappone con salite in sequenza in più. Entrambi comunque non avranno a disposizione delle squadre che possano metterli al riparo da sorprese. In montagna potrebbero quindi trovarsi presto da soli. Situazione molto diversa per Discovery Channel e Caisse d'Epargne: entrambe hanno diversi uomini forti e quindi un complesso di eccellente spessore, ma forse non una prima punta da maglia amarillo. In Discovery le preferenze del team sembrano cadere su Stijn Devolder, il belga che va fortissimo a cronometro e ha fatto progressi in salita tanto da arrivare 3° al Giro di Svizzera. Questa Vuelta ha un percorso un po' particolare, con le maggiori difficoltà nella prima parte, e potrebbe quindi essere adatta anche ad un corridore come Devolder che non eccelle nella distanza delle tre settimane, ma è un discorso molto teorico. Al suo fianco Brajkovic e Danielson sono spalle incalzanti e soprattutto il primo potrebbe sfilargli il ruolo di caposquadra. Situazione tutta da verificare anche in Caisse d'Epargne dove Karpets viene da una stagione logorante e Pereiro da una piuttosto anonima. Se i due più titolati fossero in condizione non eccellenti potrebbero spuntare i giovani David Lopez, che viene dal podio al Germania, e Luis Leon Sanchez, più scalatore il primo, più passista il secondo. La Euskaltel sembra invece orientata a lanciarsi su Samuel Sanchez relegando Zubeldia e il giovane Anton al ruolo di spalle, ma come sempre sarà la strada a decidere le vere gerarchie. La voglia di rivalsa sarà l'arma in più di Gomez Marchante (Saunier Duval) che viene però da un periodo di inattività e sarà quindi da verificare per un'eventuale corsa al podio. Speranze di buona classifica (da top ten) ci sono anche per Beltran e Bertagnolli (Liquigas), mentre Cunego (Lampre) potrebbe lasciar perdere per cercare una tappa ed uscire con una condizione mondiale. Tutte da decifrare anche le possibilità dell'unico corridore al via che la Vuelta ce l'ha già in bacheca, Denis Menchov (Rabobank): quest'anno non è mai andato particolarmente bene e la squadra non sembra dargli grande fiducia mettendogli a disposizione una formazione poco competitiva a differenza di altre edizioni. Infine bisogna fare anche il nome di una possibile sorpresa: al Tour avevamo detto Igor Anton e abbiamo sbagliato clamorosamente (ma vedrete che il ragazzo si farà), stavolta indichiamo Carlos Castano della piccola Karpin: è un eccellente pistard (medagliato alle Olimpiadi nell'inseguimento a squadre) passato tardi tra i pro e che l'anno scorso ha vinto l'arrivo in salita di Andorra al Catalunya. A 28 anni è alla prima avventura in un grande giro, ma la Vuelta è senz'altro più "gentile" del Tour con gli esordienti. (Nella foto Gomez Marchante - www.bettiniphoto.net )

 

Volate: sfida a 4 Per quanto riguarda le sfide tra velocisti la situazione è più chiara e lineare: la Milram si propone come squadra-faro con un treno piuttosto forte che dovrebbe guidare Petacchi negli ultimi 2-3 km. Gli altri velocisti dovranno cercare di conquistare lo spazio giusto, a ruota di Petacchi, e sprintare di rimessa. La sfida è comunque apertissima perchè a contendersi il ruolo di velocista principe insieme a Petacchi ci sono Boonen, Freire e Bennati, quest'ultimo lanciatissimo tra i big dopo le due vittorie al Tour. Qualche altro nome di rilievo si può trovare: Zabel sarà per lo più al servizio di Petacchi ma in qualche occasione potrebbe avere la possibilità di giocarsi le proprie carte, quindi in sott'ordine Furlan, Usov, Greipel e il discusso Allan Davis, un giorno dentro all'Operacion Puerto ed un giorno fuori. La sorpresa in questo caso può essere Chicchi: ci aspettiamo qualcosa di significativo dal velocista della Liquigas.

 

Un bel pezzo di Italia Al contrario del Tour de France dove eravamo ridotti ai minimi termini, a questa Vuelta la pattuglia azzurra si presenta abbastanza nutrita e con buone credenziali. Gli occhi sono puntati principalmente su tre uomini: Bettini, Petacchi e Cunego. Il campione del mondo ha dato qualche segnale incoraggiante nelle ultime esibizione e questa Vuelta deve dargli delle ulteriori risposte in vista della difesa iridata. L'anno scorso si lanciò in qualche volata e in più fughe, vincendo la prima tappa su McEwen. Stavolta essendoci Boonen forse dovrà fare gioco di squadra agli sprint e riservare le proprie carte nelle tappe intermedie, soprattutto verso metà corsa. Sarebbe molto importante per lui vincere una tappa dopo una stagione così, anche perchè questa è l'ultima occasione di indossare la maglia iridata e chiudere senza nessuna vittoria in Europa durante questo 2007 sarebbe un peccato. Di Petacchi si è detto: dopo l'assurda storia in cui è rimasto coinvolto in estate è tornato il momento di pensare solo alle corse. Ha una squadra competitiva e adatta, può portarsi a casa almeno 3 tappe. Cunego visto come è andato al Germania e la starting-list non proprio regale potrebbe giocarsi una bella classifica, ma non sembra tanto convinto al riguardo e preferisce pensare ai successi di tappa. Magari le prime tappe lo consiglieranno diversamente. Da seguire c'è anche Rebellin che si sta avvicinando al Mondiale con una preparazione consistente e cerca ulteriori conferme, quindi il rinato Bertagnolli che è da primi 10 in classifica, Pellizotti, Bennati, Chicchi, Piepoli, Bernucci e Guerini. Per quest'ultimo sarà l'addio alle corse dopo una lunga carriera che l'ha visto anche salire sul podio del Giro d'Italia ormai un decennio fa: un Giro del quale si ricorda una spettacolare azione sulle Dolomiti insieme a Marco Pantani. (Nella foto Bertagnolli vincitore di tappa alla Vuelta 2005)

 

I casi Astana e Relax - Potevano mancare un po' di polemiche attorno al doping prima di questa Vuelta? Se pensiamo che gli eroi di questa corsa negli ultimi anni sono stati Heras, Casero, Aitor Gonzalez, Sevilla, Vinokourov e Valverde, allora forse ce ne sono state fin poche. La Astana aveva ricevuto una wild-card per partecipare alla corsa, ma dopo i casi di Vino e Kashechkin l'invito è stato ritirato. La wild-card è stata invece mantenuta per la discussa Relax-Gam, la squadra spagnola che ha raccolto buona parte dei corridori coinvolti (senza nessun margine d'errore) nell'Operacion Puerto. E' grazie alla Relax che abbiamo "ammirato" in tutto questo 2007 Oscar Sevilla, Angel Vicioso, Francisco Mancebo. La Relax ha ottenuto l'invito ma a patto di non portare questi corridori, come la Karpin è stata impossibilitata a schierare Eladio Jimenez per gli stessi motivi. Intanto la Unipublic, società organizzatrice della Vuelta, ha messo a punto una serrata serie di controlli antidoping durante la corsa.