Tutti
gli uomini del Tour
Maglia
gialla e dintorni - Si preannuncia una corsa alla maglia gialla
abbastanza particolare. Il motivo è presto detto: i due principali
favoriti per la corsa al trono di Parigi sono compagni di squadra e due
degli sfidanti più accreditati altrettanto. Si parla infatti delle coppie
Vinokourov-Kloden (Astana) da una parte e Valverde-Karpets (Caisse d'Epargne)
dall'altra. I primi
hanno una squadra un po' più forte e l'esperienza di Tour già vissuti da
protagonisti, ma cosa potrebbe uscire da una situazione di partenza
così? Il saper interpretare bene la corsa, anche cambiando tattica in
divenire, potrebbe essere la chiave di volta in un Tour che potrebbe
vedere nel gruppettino dei migliori tanti compagni di squadra. Un uomo
come Kashechkin per esempio potrebbe essere determinante nelle tattiche
della Astana: un corridore molto forte, in grado di portare in fondo una
classifica di alto livello ma meno controllato dei propri leader può
muoversi in modo da creare scompiglio nelle altre squadre. Da vedere
poi se Astana e Caisse d'Epargne potranno davvero essere dei fari in corsa
come lo è stata per tanti anni la Us Postal-Discovery di Armstrong
chiudendo a suo piacimento le chiavi del Tour. Nei nostri personali pronostici vediamo molto bene
Kloden, sempre regolare e concreto, a seguire Vinokourov, Valv.Piti
Valverde, ed un gruppetto di outsider nei quali inseriamo in prima fila
Evans e Karpets, a seguire Schleck e Menchov. Da verificare le possibilità
di Leipheimer, che mai è andato bene quest'anno ma annuncia di puntare al
podio, di Sastre, pure lui poco presente ultimamente, e di un Moreau che
è andato fortissimo al Delfinato. Pieno di punti interrogativi è anche
il Tour del campione uscente (forse) Pereiro, che mai più si è rivisto
ad alto livello dopo quella strana maglia gialla, come se avesse preso una
sbornia troppo grande. Tra i possibili nomi nuovi Alberto
Contador, che può spodestare Leipheimer dalla guida della Discovery e dal
quale ci aspettiamo qualche bel numero soprattutto sui Pirenei. Altri
giovani da seguire sono Thomas Dekker, un ragazzo tagliatissimo per il
Tour ma alla prima esperienza sulle tre settimane, e Igor Anton che può
rilanciare la Euskaltel nei piani alti di una grande corsa a tappe. Questi
ultimi tre potrebbero essere i più accreditati pretendenti alla maglia
bianca di miglior giovane.
Il
trono della velocità - Tre nomi sopra a tutti per le volate che
imperverseranno come sempre nella prima settimana di corsa: Oscar Freire,
Robbie McEwen e Tom Boonen. Quest'ultimo dovrebbe essere il faro, perchè
la sua Quickstep ci sembra la più attrezzata per guidare una volata con
un minimo di linearità. Oltretutto tra i tre è quello che più gradisce
partire con volate di testa e quindi ci aspettiamo che sia la Quickstep,
con De Jongh e Steegmans soprattutto, a spianare la strada nelle ultime
centinaia di metri. Freire e McEwen cercheranno di cogliere l'attimo,
mentre dietro si ammassa già una pattuglia nutritissima di altri
velocisti pronti a dare battaglia. Il più titolato è il sempreverde
Zabel, a seguire Hushovd, poi Bennati e Napolitano con una Lampre che
potrebbe essere anch'essa molto presente nei finali, quindi O'Grady,
Forster, Fischer, Eisel, Ventoso, Hunter, Eisel ed il nome nuovo Cavendish.
Quest'ultimo, britannico della T-Mobile, può essere una delle sorprese
della corsa. Se invece dovessimo fare un nome secco sul velocista più
forte del Tour allora azzarderemmo Freire.
Quanta
Italia in questo Tour? Per dirla con una banalità "pochi ma
buoni". Con l'esclusione forzata di Alessandro Petacchi non sono
molte le frecce all'arco azzurro. Niente possibilità per la classifica,
innanzitutto, mentre per le tappe il discorso si ribalta. Qui infatti
abbiamo un gruppetto limitato nei numeri ma di altissimo spessore tecnico
che può garantirci ottimi risultati e qualche vittoria. Si parte dai
velocisti, dove la coppia della Lampre Bennati - Napolitano è pronta a
dare l'assalto ai vari Boonen e Freire per vincere una tappa. Il meglio
però i nostri possono garantirlo in quelle frazioni della seconda metà
del Tour dove andranno via le fughe: uomini di grande spessore come
Pozzato, Ballan, Moreni, Tosatto sono da considerarsi tra i migliori
interpreti di questo tipo di tappe. Per Savoldelli invece, al netto di
cataclismi, il ruolo dovrebbe essere quello del gregario per Vino e Kloden,
soprattutto nei tapponi alpini e pirenaici. Se poi dovesse riuscire a
ritagliarsi uno spazio per una tappa come due anni fa quando era gregario
di Armstrong tanto di guadagnato. (Nelle foto McEwen e Tosatto
vincitori di tappa al Tour 2006 - www.bettiniphoto.net
- archivio quickstep-innergetic)