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Pagelle, seconda parte

 

Alejandro Valverde - Il discusso campione spagnolo aveva iniziato il Tour come antagonista principale di Vinokourov, diventando poi il favorito numero 1 dopo la caduta del kazako. Sulle Alpi è andato molto bene, e finalmente lo si è visto correre con personalità sul Galibier, ma il suo Tour in pratica è finito lì. A cronometro è stato un disastro, peggio degli anni passati, sui Pirenei si è sempre fatto da parte prima che iniziasse la corsa vera. Soprattutto non ha mai dato sussulti d'orgoglio sprofondando ogni giorno un po' di più e portando a casa un 6° posto solo per le disavventure degli altri. Sarà l'inesperienza del Tour o la mancanza della "benzina super" alla Valv.Piti? VOTO 5 (Nella foto Valverde durante la tappa di Tignes - www.bettiniphoto.net )

 

 

Markus Fothen - Se l'anno scorso il tedesco aveva conteso fino all'ultimo la maglia bianca a Damiano Cunego, quest'anno ha fatto non uno, ma forse due passi indietro. In montagna non ha avuto un minimo di competitività ed anche a cronometro è peggiorato molto. Non che ci si aspettasse un Tour da fenomeno ma Fothen è comunque uno che vale la top ten, invece si è salvato parzialmente solo grazie ad una fuga che gli ha dato un 2° posto di tappa dietro a Bennati VOTO 5

 

Mark Cavendish - Il britannico si era avvicinato al Tour con l'intento di inserirsi tra i migliori velocisti. Non si è invece mai visto in nessuno sprint, ma le attenuanti ci sono: la giovane età, il primo contatto con una corsa di questo livello, qualche caduta. Cavendish è un velocista di talento che nonostante questo fallimento merita altre chance VOTO 5

 

Franck Schleck - Le tre settimane continuano a restare un tabù per il bravo lussemburghese. E' partito abbastanza bene a Tignes ma poi si è spento subito e non è riuscito a ritagliarsi neanche uno spaziettino per una bella tappa, magari con una fuga da lontano. Anche il suo apporto alla causa di Sastre è stato un po' limitato. Per ora dobbiamo considerarlo un corridore da corse di un giorno o piccole gare a tappe VOTO 4,5

 

Christophe Moreau - Per qualche giorno il vecchio francese ha acceso le speranze dei propri connazionali. L'avvio era stato notevole, con la bella tappa di Tignes che lo aveva visto brillante protagonista, ma poi già il Galibier l'ha scoperto più debole e il ventaglio di Montpellier l'ha annichilito. Da lì Moreau non ha più dato segni di vitalità, con una cronometro imbarazzante e retate con i velocisti sui Pirenei. D'altronde è difficile fare a 36 anni quello che non si è fatto a 26 con l'apporto della Festina VOTO 4,5

 

Denis Menchov - Il russo rischia di diventare una grande incompiuta. Anche stavolta era partito per andare a podio ma non è mai stato realmente competitivo, finendo staccato su ogni salita e lontano a cronometro. Ha fatto discretamente bene il gregario pro Rasmussen e magari il suo vero valore è proprio quello della spalla di lusso visto che in tre Tour corsi da capitano ha portato a casa un 85°, un 6° posto ed il ritiro di quest'anno a poche tappe dalla fine quando era 23°. La miglior competitività Menchov l'ha avuta alla Vuelta, corsa meno da fondisti di Giro e Tour, e nelle corse di una settimana e forse la sua strada è quella VOTO 4,5

 

Igor Anton - Vi avevamo presentato questo giovane basco tra le possibili sorprese per la classifica, invece non si è visto una volta che sia stata una, neanche per sbaglio. Tuttavia siamo convinti che Anton sia un buon talento e che già alla Vuelta potrà dimostrarlo: l'approccio con il Tour è sempre difficoltoso e non è da tutti riuscire a dare il meglio di sè alla prima partecipazione VOTO 4,5

 

Vladimir Karpets - Ecco un altro corridore che si era avvicinato al Tour sulla scia di grandi risultati ma si è perso all'appuntamento più importante. L'errore di Karpets è stato probabilmente quello di anticipare troppo la preparazione: già a maggio andava forte, ha proseguito a giugno con il Giro di Svizzera e alla fine al Tour non è mai stato nel vivo della corsa dando anche un apporto abbastanza misero alla squadra rispetto alle proprie possibilità. Resta comunque un corridore su cui scommettere per un grande giro, visto anche che ha chiuso con una bella cronometro, ma dovrà rivedere i propri piani e magari cercare una squadra che lo valorizzi al meglio VOTO 4

 

Stefan Schumacher - Che non fosse in gran forma si è capito fin dal prologo, dove normalmente non sarebbe dovuto scendere dal podio ed invece è stato appena 38°. Il resto del Tour è stato anche peggio, senza lo straccio di un'azione degna di nota. Probabilmente i suoi obiettivi sono un po' più in là, dalla classica di Amburgo ai Mondiali, ma da Schumacher era lecito aspettarsi almeno uno sprazzo di classe VOTO 4

 

Thomas Voeckler - Dov'è finito quel corridore che non perdeva occasione per infilarsi in ogni attacco? Quest'anno ha partecipato sia al Giro d'Italia che al Tour de France onorando le due corse nella stessa maniera, cioè senza farsi vedere nè di qua nè di là VOTO 4