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Vai a: Dichiarazioni - Classifica 30
settembre 2007, Professionisti 267 km Incredibile riconferma Mondiale di Paolo Bettini che è più forte di polemiche ed avversari. L'Italia si muove bene coprendo tutte le fughe, la Spagna è sempre sulle tracce degli azzurri ma si scioglie all'ultimo giro dove Rebellin, Pozzato e Bettini si trovano davanti. Il Grillo spezza ancora il gruppo e nello sprint finale doma la sorpresa Kolobnev e Schumacher
Inseguito da mille stupide polemiche per tutta la settimana Paolo Bettini ha dimostrato una volta di più di che pasta è fatto riconfermandosi campione del mondo. Il livornese è venuto a capo di una corsa di difficile interpretazione, con una Spagna sempre sulle tracce degli azzurri ma che poi al momento di tirare fuori gli artigli ha dimostrato di non avere tutta la birra che si pensava. E' stato un Bettini molto diverso da quello di Salisburgo, esuberante là, più riflessivo qui, in un Mondiale che potremmo definire come quello della maturità. La corsa è entrata nel vivo molto presto dopo una fuga di Augè e Perez Arango. Già al 5° giro infatti l'Italia ha preso in mano la situazione iniziando una serie di affondi: Tonti ha attaccato sulla prima salita, Bruseghin sulla seconda e di seguito a questi scatti si è formato in testa un gruppo molto interessante con una quarantina di uomini tra cui lo stesso Bruseghin, Bertolini, Tosatto e Cunego, ma anche 4 spagnoli, Flecha, Barredo, Sastre e Florencio, oltre a Hincapie, Devolder, Voigt e Chavanel. L'Italia però ha trovato poca collaborazione vista la forte presenza spagnola e l'inseguimento dell'Olanda ha fatto naufragare il tentativo che ad un certo punto aveva preso oltre 2' di margine. Gli azzurri però hanno proseguito nella loro opera: rientrati i 40, all'8° giro è stata la volta di un nuovo attacco folto con ancora Bertolini e Cunego protagonisti ed anche Ballan inserito, ma anche stavolta gli spagnoli sono stati abili a piazzare Barredo, Flecha e Rodriguez che sono rimasti al traino. La presenza di uomini forti come Burghardt, Voigt, Devolder, Gilbert, Kirchen e Kroon non ha dato il giusto slancio all'azione ed anche stavolta l'Olanda ha organizzato l'inseguimento. Un movimento abbastanza strano quello dei tulipani, vista la presenza in attacco di Kroon, uno dei loro uomini migliori, forse una delle solite commistioni tra club e nazionali che ci sono ai Mondiali, vista l'appartenenza di Freire alla Rabobank, sponsor olandese che è marchio anche della nazionale orange. Anche l'Australia ha dato impulso all'inseguimento e così l'azione è naufragata. Fatto sta che gli spagnoli sono arrivati ad oltre due terzi di corsa potendo correre sempre sulle ruote, un po' per la loro bravura a mettersi in caccia degli azzurri, un po' per la fortuna di trovare squadre pronte a tirare il gruppo. In questa fase la situazione è sembrata mettersi male, con il gruppo ancora molto folto e un uomo importante come Bruseghin che è rimasto tagliato fuori per un incidente meccanico. Tosatto, Cunego e Bertolini si sono messi in testa a dare trenate e il veneto non è così più riuscito a rientrare, forse l'unico errore di tutta la corsa da parte azzurra. Anche una nuova puntatina di Ballan al terzultimo giro è stata subito stoppata da un attento Barredo, con una Spagna che fin qui non ha perso un colpo. Ma l'ingresso in scena di Rebellin al penultimo giro ha cambiato la corsa: il veneto si è fatto vedere una prima volta assieme a Menchov e Evans nel falsopiano dove la Bastianelli ieri se ne è andata da sola, ma è riuscito poi a fare la differenza sulla seconda salita. Solo Kolobnev è riuscito a rispondergli e per la prima volta gli spagnoli hanno perso il treno. E' stata la svolta, da qui gli iberici non hanno più visto palla. Rebellin e Kolobnev hanno iniziato l'ultimo giro con gli spagnoli vanamente protesi alla rincorsa con anche Valverde impegnato in un'opera di gregariato a favore di Freire. Ma la rincorsa non ha avuto buon esito e Wegmann ha dato un colpetto al gruppo nello strappo più duro all'ultimo giro cui ha risposto anche Sanchez, scoprendo però la debolezza dei suoi compagni. Bettini è stato pronto a ribattere a Sanchez e su questa azione al culmine dello strappo si è formato un gruppetto di 14 con Rebellin, Pozzato e Bettini, i nostri uomini più attesi. La Spagna, dopo essere stata a ruota quasi tutto il giorno, non ha trovato le forze per inseguire e la corsa per Freire e compagni si è chiusa così ed anche Sanchez ha dimostrato di non essere nella condizione smagliante della Vuelta. Bettini ha mollato allora gli indugi con una progressione formidabile sulla seconda salita che ha messo in ginocchio Schumacher, con Kolobnev ancora pronto ad accodarsi. Alla fine anche Evans, Franck Schleck e Schumacher si sono ricongiunti ed il quintetto è andato a giocarsi la maglia iridata. Evans e Schleck si sono quasi chiamati fuori da soli tirando per la salitella conclusiva senza saper piazzare attacchi convincenti: Kolobnev ha infilato la curva conclusiva in testa, ma Bettini è uscito prepotentemente dalla sua ruota vincendo una volata ed un titolo che va al di là del valore puramente sportivo. Da rimarcare però anche la grande correttezza del russo, che ad un certo punto avrebbe potuto spostarsi alle transenne e Bettini a quel punto non avrebbe più avuto lo spazio per uscire. Un bravo anche a Schumacher, terzo, meno esplosivo del previsto ma comunque molto consistente. Ed un bravo a Rebellin, decisivo come nessun altro in questa corsa, e a tutta un'Italia che ha interpretato una corsa d'attacco con pochissime pause, sulla falsariga di quella offerta ieri dalle ragazze. Un'Italia ciclistica che va via da Stoccarda con un'immagine aurea, per risultati e spettacolo offerto. (Nella foto, Bettini, che colpo a Stoccarda - www.bettiniphoto.net ) I complimenti di Riccò - Anche
Riccardo Riccò, malgrado l Paolo Bettini: "E' stata una settimana dura, mi hanno accusato di tutto senza che neanche sappia il perchè. Abbiamo trasformato la nostra rabbia in motivazione. Abbiamo dimostrato di essere una squadra vera. Cunego, Rebellin, tutti quanti hanno fatto un lavoro straordinario. Un grazie anche a Ballerini che mi ha dato ancora fiducia e alla fine ha avuto ragione" Stefan Schumacher: "Avrei voluto vincere il titolo, in questi ultimi due mesi ho fatto tutto quello che potevo per prepararmi ma Bettini è stato più forte di me. Mi sentivo bene ma allo sprint mi sono subito accorto che non ce l'avrei fatta. Una medaglia nella mia Stoccarda è comunque un piccolo successo" Oscar Freire: "Le cose non sono andate come speravamo e riconosco che quell'attacco di Bettini mi ha sorpreso, ho pensato che non sarebbe andato in porto. Fisicamente stavo bene, mi sono preparato come per gli altri Mondiali, ma le cose, ripeto, non sono riuscite come speravo. Non sono sorpreso della vittoria di Bettini, lo consideravo il mio avversario principale" Alejandro Valverde: "Non ho avuto una buona giornata. Mi è mancato il fondo e negli ultimi tre giri mi sono reso conto che non avrei potuto vincere e mi sono messo a disposizione della squadra. Comunque io ho vinto il mio Mondiale a poter stare qui con la squadra, non possiamo vincere una medaglia ogni anno" Juan Antonio Flecha: "Ho lavorato molto nella prima parte per tutti gli attacchi portati dagli italiani, purtroppo negli ultimi giri non ce l'ho più fatta. E' stata una corsa molto dura. Bettini? Io veramente quello che ho visto più forte in corsa è stato Rebellin" |
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1 Paolo Bettini (Italy) 6.44.43 (39.642 km/h) 2 Alexandr Kolobnev (Russian Federation) 3 Stefan Schumacher (Germany) 4 Frank Schleck (Luxembourg) 5 Cadel Evans (Australia) 6 Davide Rebellin (Italy) 0.06 7 Samuel Sanchez Gonzalez (Spain) 0.08 8 Philippe Gilbert (Belgium) 9 Fabian Wegmann (Germany) 10 Martin Elmiger (Switzerland) 11 Thomas Dekker (Netherlands) 12 Michael Boogerd (Netherlands) 0.14 13 Björn Leukemans (Belgium) 0.15 14 Oscar Freire Gomez (Spain) 0.49 15 Aleksandr Kuschynski (Belarus) 16 Alexandre Usov (Belarus) 17 Beat Zberg (Switzerland) 18 Erik Zabel (Germany) 19 Thor Hushovd (Norway) 20 Radoslav Rogina (Croatia) 21 Murilo Antonio Fischer (Brazil) 22 Matej Mugerli (Slovenia) 23 George Hincapie (United States Of America) 24 Marcus Ljungqvist (Sweden) 25 Chris Sörensen (Denmark) 26 Jurgen Van Goolen (Belgium) 27 Leonardo Duque (Colombia) 28 Rene Mandri (Estonia) 29 Gustav Larsson (Sweden) 30 Pierrick Fedrigo (France) 31 Thomas Lövkvist (Sweden) 32 Alexander Efimkin (Russian Federation) 33 Tomasz Marczynski (Poland) 34 Jan Valach (Slovakia) 35 Sebastian Langeveld (Netherlands) 36 Christian Vandevelde (United States Of America) 37 Nuno Ribeiro (Portugal) 38 Christian Pfannberger (Austria) 39 Unai Etxebarria Arana (Venezuela) 40 David George (South Africa) 41 Ludovic Turpin (France) 42 Kurt-Asle Arvesen (Norway) 43 Vladimir Efimkin (Russian Federation) 44 Sergey Lagutin (Uzbekistan) 45 Mario Aerts (Belgium) 46 Vladimir Karpets (Russian Federation) 47 Denis Menchov (Russian Federation) 48 Przemyslaw Niemiec (Poland) 49 Manuel Beltran Martinez (Spain) 50 Damiano Cunego (Italy) 0.57 51 Filippo Pozzato (Italy) 52 Alessandro Ballan (Italy) 53 Allan Davis (Australia) 1.05 54 David Millar (Great Britain) 55 Matthew Lloyd (Australia) 1.10 56 Karsten Kroon (Netherlands) 1.24 57 Alejandro Valverde Belmonte (Spain) 2.47 58 Matija Kvasina (Croatia) 3.10 59 Kristjan Fajt (Slovenia) 3.38 60 Gorazd Stangelj (Slovenia) 3.41 61 Kanstantsin Siutsou (Belarus) 5.17 62 Alessandro Bertolini (Italy) 6.01 63 Greg Van Avermaet (Belgium) 6.34 64 Maxime Monfort (Belgium) 6.52 65 Joaquin Rodriguez Oliver (Spain) 7.52 66 Simon Gerrans (Australia) 8.09 67 Sylvain Chavanel (France) 68 Thomas Voeckler (France) 15.51 69 Erki Pütsep (Estonia) 70 Laszlo Bodrogi (Hungary) 17.10 71 Vladimir Tuychiev (Uzbekistan) 21.57 72 Hossein Askari (Islamic Republic Of Iran)