Bastianelli,
tutto il bello del ciclismo
Un
soffio fresco e leggero che ha portato via le mille brutture che hanno
accompagnato il ciclismo negli ultimi tempi ed in particolar modo questo
Campionato del Mondo. Questo è stata Marta Bastianelli e la sua impresa
solitaria di sabato a Stoccarda, costruita pedalata su pedalata, con una
maturità agonistica più grande dei suoi vent'anni che invece sembrano
diventare molti meno quando al traguardo vedi quel viso da bambina. In
Marta c'è tutto il bello del ciclismo, quello che sempre più spesso
viene calpestato e sommerso, quello che sprofonda tra interessi economici,
giochi di potere e contraddizioni, quello che la gente abituata a guardare
la fatica negli occhi stenta a ritrovare. In Marta, in questa ventenne dei
Castelli Romani, c'è tutta la semplicità, la gioia, le emozioni del
ciclismo puro. C'è l'imprevedibile, l'imponderabile di un attacco portato
per essere d'aiuto ad altre e che invece ti porta verso un Campionato del
Mondo, c'è la freschezza di una ragazzina che gioca a fare l'aeroplanino
sul traguardo e un attimo dopo piange un fiume di lacrime. C'è uno
sguardo tra l'intimidito e l'incredulo sul podio e via altre lacrime con
la grinta sfoderata in corsa a diventare infinita dolcezza. C'è una
bicicletta che si fa girare con fatica e sacrifici, determinazione ed
entusiasmo pur sapendo che ben difficilmente porterà soldi in quantità
come promette spesso lo sport moderno. Anzi, senza neanche pensarci ai
soldi, chi se ne importa! Marta ci ha fatto scoprire che tutto il bello
che appartiene alla cultura del nostro sport c'è ancora, in una stagione
in cui a volte anche noi abbiamo cominciato a non crederci più. Ma se il
futuro del ciclismo è nelle mani e nei cuori di giovani come Marta, e ce
ne sono tanti anche tra gli uomini, allora possiamo ricominciare a credere
che le nostre emozioni non saranno tradite. (Nella foto Marta
Bastianelli sul podio Mondiale di Verona 2004, argento tra le juniores
dietro alla Vos)