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Appunti Mondiali
prima parte

A Stoccarda dopo 16 anni - I Mondiali di ciclismo tornano quest'anno a Stoccarda dove erano già stati disputati nel 1991. Da allora la Germania non aveva più avuto l'occasione di vedere assegnata la maglia iridata sul proprio territorio. In quell'edizione del 1991 la nazionale italiana trionfò grazie a Gianni Bugno che vinse in una volata mozzafiato sull'olandese Rooks: Bugno rischiò la vittoria alzando le braccia troppo presto e Rooks recuperò fin quasi ad appaiare l'azzurro. Fu il primo dei due successi iridati consecutivi del campione nato a Brugg che si sarebbe ripetuto in Spagna nel 1992, battendo Jalabert. Chissà che questa coincidenza non porti fortuna: allora Bugno iniziò qui la sua doppietta mondiale, stavolta Bettini potrebbe chiuderla sempre a Stoccarda. La città tedesca vive intensamente il suo rapporto con lo sport e con il ciclismo in particolare: qui tra l'altro c'è anche un velodromo nobilissimo dove Francesco Moser battè il record dell'ora al coperto e dove si sono disputati i Mondiali del 2003. Vista la grande passione che anima il pubblico tedesco ad ogni occasione d'incontro con il grande ciclismo c'è da aspettarsi una vera marea umana nella settimana mondiale, nonostante le tante vicissitudini legate al doping che in Germania hanno lasciato un segno più profondo che altrove. Cuore pulsante della manifestazione sarà l'area fieristica del Killesberg, dove prenderanno il via e si concluderanno tutte le prove, e dove si trova il centro organizzativo del Mondiale. Le gare poi si svilupperanno sulle colline che contornano Stoccarda. Per i turisti che andranno in Germania per seguire i Mondiali c'è anche la possibilità di visitare una città che ha molte attrattive da offrire: Stoccarda è infatti nota per i teatri, i musical, l'orchestra da camera, oltre che per la monumentale Schlossplatz (la piazza del Castello), i musei delle case automobilistiche che vi hanno sede (Mercedes e Porsche), oltre che i numerosi spazi verdi che sono uno dei tratti caratteristici della città. (Nella foto il podio Mondiale di Salisburgo: Bettini portato in trionfo da Valverde e Zabel - archivio quickstep-innergetic)

Valverde si o no? - Sembra che ogni evento ciclistico che si rispetti debba avere per forza il suo antipasto di polemiche. Del resto vista la gestione che ha avuto l'Operacion Puerto questo stato di cose non deve sorprendere. Stavolta tutto verte attorno a Alejandro Valverde. L'UCI ha lanciato un avvertimento giorni fa alla Federazione spagnola: niente convocazione per Valverde ai Mondiali perchè per il murciano ci sono prove inquietanti di un coinvolgimento nell'Operacion Puerto. Dalla Spagna si ribatte che Valverde sarà invece convocato ed il Ct degli iberici Paco Antequera spende parole pesanti, sventolando l'innocenza di Valverde e l'eliminazione dal Mondiale senza prove. La Federazione spagnola ritiene illegittima la presa di posizione dell'UCI perchè secondo loro non ci sono novità nell'ultima documentazione esaminata rispetto a quanto già visto mesi fa, inoltre il materiale non potrebbe comunque essere utilizzato per procedimenti contro gli atleti per una disposizione della magistratura spagnola. L'UCI in risposta non fa marcia indietro e si mostra ferma nella propria decisione di impedire la partecipazione di Valverde al Mondiale, e l'ultima puntata la firma il corridore in prima persona. Valverde ha scritto al Presidente dell'UCI McQuaid chiedendo di rivedere la sua posizione riguardo alla presenza  Stoccarda, altrimenti passerà a vie legali "per difendere la mia immagine e il mio onore". Un'altra battaglia a carte bollate per cercare di difendere l'indifendibile: per Valverde crediamo che sia iniziata la strada che porta ad una lunga e giusta squalifica. Sarebbe un fatto epocale: un campione tra i più in vista della nazione più complice del doping che viene squalificato, sperando che non sia un fiore all'occhiello da esibire per dimostrare l'efficacia della lotta al doping intrapresa dalla federazione, ma un tassello tra i tanti che debbono andare a completare il mosaico di uno sport nuovo e che da solo servirebbe a ben poco.