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Ecco
il Giro d'Italia
Tutto
confermato o quasi rispetto alle nostre anticipazioni per il Giro
d'Italia 2007 che si è svelato questo pomeriggio a Milano. La
sorpresina è la cronosquadre d'apertura più lunga del previsto, 24 km,
per il resto tutto come da copione. Si partirà appunto con la
cronosquadre dedicata a Garibaldi per il duecentenario della nascita, da
Caprera alla Maddalena per 24 km con possibilità già di segnare
qualche decina di secondi di distacco. Poi due tappe per velocisti in
Sardegna prima di tornare in continente con l'arrivo a Montevergine di
Mercogliano, una salita facile che non farà selezione tra i big. La
prima settimana non offrirà grandi spunti per la classifica, ma
possibilità di vedere comunque tappe movimentate alternate a frazioni
da velocisti. Dopo Montevergine sarà volata a Frascati e frazione mossa
a Spoleto con il Terminillo a metà percorso. Di seguito tre tappe che
potrebbero essere tutte per velocisti, Scarperia, Fiorano e Camaiore, ma
che attraversando l'Appennino saranno comunque di non semplice
controllo. Il Giro entrerà nel vivo con la 10°, l'arrivo al Santuario
della Guardia, la salita genovese che ospita la corsa per la prima
volta. E' il classico traguardo dove si misureranno le forze in campo in
vista degli appuntamenti determinanti: è una salita di 9 km all'8%
circa. Dopo un arrivo semplice a Pinerolo ecco le Alpi: sarà una tappa
con due salite lunghissime, Agnello (Cima Coppi) e Izoard, prima
dell'arrivo sul dentino di Briançon. Una tappa dove si scaveranno i
primi solchi importanti. Il giorno dopo altro appuntamento determinante:
la cronoscalata di Oropa, 13 km che daranno verdetti importanti. Dopo
una tappa a Bergamo con l'impegnativo San Marco a 70 km dal traguardo e
l'arrivo alla Città Alta, ecco la sequenza decisiva. Si comincerà con
le Tre Cime di Lavaredo: secondo noi questa è la tappa più bella e
spettacolare, quella che potrebbe anche far pensare ad un attacco da
lontano. E' comunque il percorso più suggestivo, carico di storia e
leggenda. Si scaleranno San Pellegrino, Santa Lucia, il Giau (che
potrebbe già essere decisivo), il Tre Croci e l'arrampicata finale alle
Tre Cime, circa 4 km con pendenze fino al 18%. Qui i distacchi
fioccheranno. La tappa successiva arriverà in Austria e potrebbe
sorprendere: ci sarà il Bannberg nel finale e non sarà uno scherzo. Ma
il clou chiaramente è per la tappa seguente, la numero 17, lo
spauracchio Zoncolan da Ovaro. E' un percorso che presenta dislivelli
anche lontani dall'arrivo, tra cui l'impegnativo ma breve Taulis, ma che
lascerà tutto lo spettacolo allo Zoncolan. Saranno 10 km con pendenza
media del 12%, strada stretta e rampe al 22%. In poche parole, per
essere chiari, un Mortirolo indurito ancora di un po'. Qui i corridori
arriveranno ad uno ad uno e i distacchi, a fine Giro, potrebbero
lievitare. Chi avrà superato l'ostacolo avrà in premio una tappa
facile facile per il giorno successivo e quindi una frazione di media
difficoltà adatta ad una fuga prima della crono veronese. Saranno 42 km
che diranno l'ultima parola sulla classifica prima del consueto finale
milanese. Che percorso è? Molto bello, che lascia spazio a tutti per
esprimersi. Forse manca un arrivo su una rampa da classica, di quelli
che avevamo visto a Namur o Peschici, ma è un dettaglio. C'è qualche
salita in meno dell'anno scorso (ma neanche tante), ma quelle che ci
sono fanno male, avendo pendenze monstre, e il baratto con i km a
cronometro è ancora buono per gli scalatori. In definitiva tutti
soddisfatti, da Basso a Cunego e Simoni, ed anche i velocisti come
Petacchi che avranno certamente qualche occasione in più rispetto ad un
anno fa. (Nella foto Basso davanti alla planimetria - www.bettiniphoto.net)
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