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La Sanremo alla moviola
L'altra metà della Sanremo, quella dei grandi delusi, ha la faccia di Alessandro Petacchi. Il velocista della Milram ha mostrato una buona efficacia in salita, dove ci è parso sui livelli delle scorse due edizioni, ma in volata si è piantato prima ancora di partire. Dopo l'infortunio gravissimo dello scorso Giro d'Italia, Petacchi ha intrapreso nell'inverno un lavoro durissimo per poter recuperare la competitività migliore ed ha partecipato in questo inizio di stagione a molte più corse rispetto agli anni passati. Le volate fin qui disputate non sono state dei prodigi, ma qua e là ha fatto vedere delle progressioni abbastanza convincenti, come a Donoratico. Tutto il lavoro in termini di preparazione e corse però ha probabilmente minato la capacità di sprint: insomma è un Petacchi che pedala bene ma a cui manca ancora un po' della forza che aveva prima dell'incidente. Anche in squadre si erano certamente accorti di questo ed hanno pianificato uno sprint abbastanza strano in via Roma, con Velo che ha lasciato Zabel e Petacchi in fila ai 200 metri e poi l'italiano subito a cercare, senza riuscirci, di sganciarsi con la sua progressione dalla scia del tedesco. Un mood per preservare qualche possibilità di bel piazzamento anche con Zabel, un paracadute che ha fruttato un 6° ed un 8° posto. Chi è mancato a Sanremo sono stati anche molti degli attaccanti che dovevano animare la corsa, con una serie di contrattempi che ha consegnato la Classicissima ai velocisti in maniera piuttosto semplice. Schumacher ha avuto qualche sintomo influenzale e tutta la sua Gerolsteiner è stata decimata dalle cadute, Pozzato è mancato nel finale per problemi di stomaco, Bettini e Ballan hanno corso con le ammaccature di tutte le cadute rimediate. Sembra davvero che in questi ultimi giorni la fortuna abbia voltato le spalle agli interpreti più coraggiosi e spregiudicati delle classiche, quelli che più di ogni altro fanno lo spettacolo. |
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