Home page
Stagione 2007
Classiche Monumento

Siti partner
 
The Centre.it
Serie A Calcio
Casinò online bonus
Migliori casinò online
Casinò online sicuri
Offerte e Sconti

La Sanremo alla moviola

Perchè Sanremo è Sanremo, come dice il noto jingle dell'altro evento nazionale che si svolge nella città dei fiori. Così anche in un'edizione della Classicissima come quella di quest'anno che non ha consegnato uno spettacolo ai massimi livelli non sono mancati interessanti spunti da approfondire. Il primo è tutto per la piacevole ventata di freschezza con cui Riccardo Riccò ha segnato il proprio ingresso tra i big del pedale. Le vittorie della Tirreno forse sono più altisonanti ad una prima occhiata rispetto ad uno scatto finito nel nulla, ma Riccò alla Sanremo è scattato come e dove i campioni. Farlo in una corsa del genere alla sua età vuol dire essere già molto più che una promessa, non solo per la forza ma soprattutto per la personalità dimostrata. Niente tatticismi, aveva detto che avrebbe attaccato nel finale e l'ha fatto, dando la sua impronta alla corsa. Un po' alla Bettini, che quando sta bene annuncia come e dove vorrà attaccare. Niente paragoni, per carità, ma questo Riccò con la sua settimana magica è piovuto nel grande ciclismo al momento più opportuno e certamente ci darà da parlare, scrivere e divertirci per le prossime stagioni. Un plauso lo merita anche il belga Philippe Gilbert, che in una Sanremo dove gli attaccanti hanno un po' latitato ha dato sfoggio di bella consistenza sul Poggio. Pensare che a gennaio era finito sotto i ferri per l'asportazione di un melanoma e che già ad inizio marzo era combattivo alla Het Volk. Finora è andato molto forte raccogliendo niente, ma lo vediamo maturo per una grande affermazione. Il mese di aprile con le sue grandi corse al nord può essere la definitiva consacrazione di questo ragazzo eclettico, che va forte alla Sanremo come sul pavè e nelle classiche di media altimetria. (Nella foto Paolo Bettini all'arrivo: una Sanremo di grande coraggio per il campione del mondo - archivio quickstep-innergetic)

 

L'altra metà della Sanremo, quella dei grandi delusi, ha la faccia di Alessandro Petacchi. Il velocista della Milram ha mostrato una buona efficacia in salita, dove ci è parso sui livelli delle scorse due edizioni, ma in volata si è piantato prima ancora di partire. Dopo l'infortunio gravissimo dello scorso Giro d'Italia, Petacchi ha intrapreso nell'inverno un lavoro durissimo per poter recuperare la competitività migliore ed ha partecipato in questo inizio di stagione a molte più corse rispetto agli anni passati. Le volate fin qui disputate non sono state dei prodigi, ma qua e là ha fatto vedere delle progressioni abbastanza convincenti, come a Donoratico. Tutto il lavoro in termini di preparazione e corse però ha probabilmente minato la capacità di sprint: insomma è un Petacchi che pedala bene ma a cui manca ancora un po' della forza che aveva prima dell'incidente. Anche in squadre si erano certamente accorti di questo ed hanno pianificato uno sprint abbastanza strano in via Roma, con Velo che ha lasciato Zabel e Petacchi in fila ai 200 metri e poi l'italiano subito a cercare, senza riuscirci, di sganciarsi con la sua progressione dalla scia del tedesco. Un mood per preservare qualche possibilità di bel piazzamento anche con Zabel, un paracadute che ha fruttato un 6° ed un 8° posto. Chi è mancato a Sanremo sono stati anche molti degli attaccanti che dovevano animare la corsa, con una serie di contrattempi che ha consegnato la Classicissima ai velocisti in maniera piuttosto semplice. Schumacher ha avuto qualche sintomo influenzale e tutta la sua Gerolsteiner è stata decimata dalle cadute, Pozzato è mancato nel finale per problemi di stomaco, Bettini e Ballan hanno corso con le ammaccature di tutte le cadute rimediate. Sembra davvero che in questi ultimi giorni la fortuna abbia voltato le spalle agli interpreti più coraggiosi e spregiudicati delle classiche, quelli che più di ogni altro fanno lo spettacolo.