Dire
Fiandre è come dire muri, i maligni strappi
spesso in pavè, su stradine strette e mal
tenute, sui quali si è scritta la storia delle
classiche del nord. Questa è, con la Roubaix,
l'università delle corse del nord e questi muri
sono carichi di grandi gesta sportive così come
di polvere e intimo fascino. I muri del Fiandre 2007 sono 18, sparsi
negli ultimi 125 km dei 258 totali. La prima
parte di gara infatti va da Bruges a Zottegem,
affacciandosi anche sul mare di Ostenda. Da qui
all'arrivo di Meerbeke, a due passi dalla
capitale belga Bruxelles, è tutto un susseguirsi
di muri più o meno storici e difficoltosi. Si
comincia con il Molenberg, internamente in pavè, per poi
affrontare tre muri tutti in asfalto anche se dalle pendenze molto
selettive. In questa parte del percorso quest'anno non ci sarà il
Koppenberg che l'anno scorso a 73 km dal traguardo aveva imposto già una
nettissima selezione. Stavolta lo spezzettamento del gruppo dovrebbe
essere più graduale perchè non sembra esserci un muro dalle
caratteristiche tremende del Koppenberg fino al classico Geraardsbergen
(il Muro) ad una ventina di km dall'arrivo. Intanto si supera l'Oude
Kwaremont, il più lungo con i suoi 2200 metri, il breve ma
durissimo Paterberg ed il Kortekeer, un muro asfaltato con pendenze fino
al 17% che torna dopo diversi anni. (Nella foto: l'anno scorso la corsa
si è decisa in vetta al Valkenberg con questo attacco di Boonen ed Hoste
- foto archivio quickstep-innergetic)
Dopo l'Eikenberg, a 60 km dal
traguardo, si arriva quindi con il Boigneberg ad
un lungo tratto con sola presenza di asfalto.
Tutti muri di 7-800 metri, pendenze che arrivano
fin sul 12-15% e che sono trampolini più per
azioni a sorpresa di outsider, ma che non bisogna
comunque sottovalutare. Tra l'altro proprio sul Valkenberg, in
mezzo a questa sequenza, Leif Hoste scattò l'anno scorso a sorpresa con
Boonen decidendo la corsa in maniera assolutamente anomala. Gli ultimi di
questa sequenza sono il Tenbosse, un muretto di appena 450 metri al 7%
che però ha lanciato spesso le azioni buone di
Johann Museuuw, e la novità assoluta dell'Eikenmolen. Questo
muro è all'esordio nel Fiandre e posto nel finale di corsa può essere
una variante molto interessante. E' interamente in asfalto, con un fondo
che si presenta molto buono, ma dalla carreggiata limitatissima e con
pendenze fino al 12%. Dall'Eikenmolen mancano 27 km e si
va verso Il Muro, quello che ha fatto la storia
del ciclismo, il Grammont o Geraardsbergen. La
strada inizia ad inerpicarsi sull'asfalto, poi
arrivano le pietre (rinnovate un paio d'anni fa)
e le pendenze fino al 20% che lasciano spesso un
verdetto inappellabile: chi è in grado di fare
la differenza qui ha una pagina nella storia del
ciclismo e quasi sempre si invola verso il traguardo. Dalla
cima, dove c'è la Cappella, mancano ancora 16 km
ed un ultimo muro, il Bosberg, in gran parte in pavè, che spesso dilata le situazioni create dal
Muro. E allora a Meerbeke non potrà che
presentarsi vittorioso un Campione. (Nella foto il Muro
affrontato nell'edizione del 2004, vinta da Wesemann - www.bettiniphoto.net)