Verso
la Freccia Vallone
Il
Muro di Huy è uno dei monumenti del ciclismo
mondiale, ancor più celebre della corsa di cui
è la spettacolare conclusione, la Freccia
Vallone. Siamo in Belgio, sulle Ardenne, teatro
di tante sfide tra i più grandi campioni di
questo sport. Il percorso di questa che è una
delle classiche più affascinanti, un po'
sminuita dopo che è rimasta esclusa dalla
vecchia Coppa del Mondo, conta di 202 km. Si
parte da Charleroi con una prima parte in linea
fino al Muro di Huy per circa 65 km, quindi
inizia un circuito da ripetere due volte con il
passaggio sul Muro e poi un giro più largo di un
centinaio di km. In questa seconda metà della
gara sono poste tutte le difficoltà altimetriche
più rilevanti, le tipiche Cote delle Ardenne,
salite più lunghe rispetto a quelle delle
Fiandre e senza pavè. Negli ultimi 70 km sono ben 5 le
Cote da affrontare, di cui la penultima, la Cote d'Ahin (2 km e
mezzo al 6%), ad una decina di km dal gran finale sul
Muro di Huy, circa 1000 metri che toccano anche
il 20%. Nella maggior parte dei casi è proprio
sul Muro che si decide la corsa: negli ultimi 3 anni Valverde,
Di Luca e Rebellin hanno piazzato qui lo scatto vincente con un gruppo
ancora piuttosto folto. Ma non sempre è stato così:
Astarloa nel 2003 vinse grazie ad una fuga della prima ora dalla
quale poi si avvantaggiò nel finale, ed
andando più indietro ci si ricorda anche di un
Michele Bartoli sotto il diluvio che attaccò da
lontano insieme a Den Bakker e staccò il rivale
sull'ultima erta. E' una corsa molto cara agli
italiani: nell'albo d'oro figurano molti dei
nostri più grandi campioni, da Coppi a Moser, da
Saronni a Argentin, da Bartoli a Fondriest. Negli
ultimi anni la tendenza è sempre più aumentata,
con ben nove successi dal 1990 ad oggi. (Nella foto: alla
Freccia dello scorso anno Valverde supera Sanchez www.bettiniphoto.net)
Dopo l'Amstel i valori in
campo sono stati un po' scoperti e quindi fare un pronostico per questa
corsa è già un po' meno complicato. Rebellin (Gerolsteiner) ci sembra
una puntina sopra a tutti e potrebbe bissare il successo del 2004.
Oltretutto la sua squadra ha dimostrato di essere fortissima, con
Schumacher e Wegmann che sono anche loro tra i favoriti. Nonostante la
caduta ha fatto una grandissima Amstel anche Franck Schleck (CSC) che se
non risentirà a freddo delle botte potrebbe essere in primissima fila.
Tra i principali favoriti anche Di Luca (Liquigas), Riccò (Saunier Duval)
e Kessler (Astana). In casa Astana ci sarà anche Vinokourov: visto come
è andato alla Tirreno dove si era presentato per fare la gamba è meglio
diffidare anche del kazako. Insieme a Riccò per la Saunier segnaliamo
Juan Cobo, che già un anno fa fece una buona corsa e adesso va il doppio
rispetto ad allora. Per Valverde (Caisse d'Epargne) e Bettini (Quickstep)
invece potrebbe essere più una rifinitura per cercare di recuperare lo
smalto migliore in vista della Liegi di domenica. Tra gli spagnoli può
provarci Joaquim Rodriguez e ad una rivincita è atteso Samuel Sanchez (Euskaltel),
andato abbastanza male all'Amstel. Chi altri? Ci aspettiamo qualcosa da
Nocentini (Ag2R), Moreni (Cofidis), Popovich (Discovery), Gilbert (FdJeux),
Kirchen e Sinkewitz (T-Mobile), Voigt e Kroon (CSC). Magari più con una
fuga a media gittata per questi uomini. E poi c'è Oscar Freire (Rabobank)
dal quale ci si può sempre attendere di tutto, e qualche uomo che prepara
il Giro come Simoni (Saunier Duval). Se dovessimo
invece indicare un nome un po' più a sorpresa allora stavolta ci
proveremmo con Alex Efimkin (Barloworld). “E’ difficile fare
pronostici ma noi della Tinkoff ci aspettiamo qualcosa di concreto – ha
sottolineato il DS della squadra italorussa Maini –: scoprirò
soltanto in corsa se è legittimo nutrire ambizioni, e comunque sarà
nostro dovere meritarci la fiducia degli organizzatori della Freccia e
della Liegi, che ci hanno consentito di poter essere al via delle loro
classiche. Abbiamo corridori che pedalano bene già da qualche settimana e
sulle strade delle Ardenne mi aspetto una buona prova da Commesso, Serrano
e Ignatyev”. «Sono molto soddisfatto per il terzo posto dell'Amstel
– commenta invece Di Luca –. Dalla
brillantezza della pedalata ho avuto la conferma che il lavoro svolto nei
mesi scorsi sta dando i frutti sperati». Flèche Wallonne o
Liège-Bastogne-Liège? «
La Freccia
è, tra le due, la corsa più adatta alle mie caratteristiche ma non
nascondo che entrambe rientrano nei miei obiettivi. Per potersela giocare
l’importante è essere lì davanti nei chilometri finali; peccato, però,
che lì dove conta quest’anno potremmo essere in tanti…». Dopo
la campagna delle Ardenne, l’atteso appuntamento con il Giro d’Italia:
«Nonostante molti storcano il naso, sono convinto di poter dire la
mia in termini di classifica generale. Cercherò di dimostrare che il
piazzamento finale del 2005 (quarto, ndr) non fu una casualità».
Alla “Flèche” Roberto Amadio e Stefano Zanatta guideranno
dall’ammiraglia un team che, oltre a Di Luca, comprenderà Michael
Albasini, Patrick Calcagni, Eros Capecchi, Kjell Carlström, Francesco
Failli, Roman Kreuziger ed Alessandro Spezialetti. (Nella foto le rampe
più difficili del Muro di Huy - foto t-mobile-team.com)
Basso rinuncia -
All'ultimo momento Ivan Basso ha deciso di non prendere parte nè alla
Freccia Vallone nè alla Liegi Bastogne Liegi di domenica prossima. Il
varesino aveva da tempo nel proprio programma queste corse ma gli ultimi
eventi hanno consigliato il forfait. Basso è stato nuovamente chiamato a
presentarsi alla Procura Antidoping del CONI per il 2 maggio e sembra
farsi strada l'ipotesi di un test del DNA per accertare in maniera
inequivocabile la sua posizione nel caso Operacion Puerto. Ci viene da
dire perchè ora e non durante questi 11 mesi che sono trascorsi
inutilmente tra accuse e polemiche senza sapere niente di certo?