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Giro d'Italia

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Tutti gli uomini del Giro

In 4 per il rosa - Sembra una partita abbastanza ristretta quella che si giocherà per la maglia rosa del 90° Giro d'Italia. Le certezze sono quattro, Simoni, Cunego, Savoldelli e Di Luca, a cui non è che si aggiunga granchè in termini di outsider, soprattutto stranieri. Stilare una classifica di preferenze tra questi quattro grandi pretendenti alla vittoria finale non è cosa semplice, perchè, a causa della frammentazione del calendario, in pratica questi campioni arrivano al Giro senza essersi quasi mai confrontati in questa prima fase della stagione. Chi ha fatto il Trentino, chi le Ardenne, chi il Romandia, insomma uno contro l'altro finora non si sono quasi mai visti. A Cunego comunque assegniamo una piccola preferenza, un po' per il bel Trentino delle scorse settimane e per la buona Liegi, un po' perchè a 26 anni è entrato nell'età migliore per un ciclista e quindi ce lo aspettiamo molto più forte di un anno fa. Altro motivo che gioca a favore di Cunego è l'età dei principali avversari: Simoni va per i 36 anni, Savoldelli ha appena passato i 34 ed è naturale che cedano qualcosa sotto questo profilo. Simoni ha dal canto suo la grande esperienza ed una Saunier Duval che in salita potrebbe essere la squadra più forte, mentre il Falco ha fatto una buona impressione al recente Romandia e troverà un percorso più adatto nelle prime due settimane rispetto alla scorsa edizione, ma dovrà poi fare i conti con Tre Cime e Zoncolan, salite su misura per Simoni e Cunego. Di Luca invece ha dalla sua l'entusiasmo e la sicurezza dopo il trionfo di Liegi, ma sulle tre settimane ha ancora qualche dubbio in più rispetto ai suoi avversari. Due anni fa stupì sfiorando il podio ma soprattutto facendo fuoco e fiamme sul Finestre: questo Di Luca sembra simile a quello del 2005 e quindi ci aspettiamo spettacolo dall'abruzzese. Per vincere questo Giro però bisognerà avere nelle gambe una terza settimana di ferro per affrontare i passaggi decisivi di salite come Tre Cime e Zoncolan e da questo punto di vista Di Luca è quello che ha qualche dubbio in più. Anche nel 2005 di cui si diceva, prima del Finestre passò un paio di giorni difficili tra Tenda e crono di Torino che sulle salite di cui sopra non saranno permessi. Capitolo squadre: Simoni ha una pattuglia di scalatori invidiabile nella sua Saunier Duval, da Riccò a Piepoli passando per l'enigmatico Mayo, mentre Savoldelli ha la squadra più debole tra i favoriti, la Astana, ma un Mazzoleni in formissima che da solo lavora per tre. La Liquigas di Di Luca sulla carta è la più spumeggiante, con corridori che ci aspettiamo come grandi protagonisti, Nibali, Gasparotto e Pellizotti, e probabilmente non si trincererà solo nella difesa del proprio leader ma darà spazio anche agli altri. Più chiusa dovrebbe essere la Lampre in favore di Cunego, che ha quello che è probabilmente il gregario più forte di tutti, Bruseghin, ed alcuni uomini usciti bene dal Romandia come Bono e Szmyd. Unica concessione è il velocista Napolitano. (Nella foto Simoni all'arrivo di una tappa famosa dello scorso Giro - www.bettiniphoto.net)

Gli outsider - E' una nota un po' carente. In effetti immaginare qualcuno, oltre ai quattro principali favoriti, a lottare per la maglia rosa finale è un po' difficile. Comunque abbiamo Garzelli che torna con una squadra tutta per sè, la Acqua e Sapone, ma non è certo il corridore di qualche anno fa. Stare tra i 5 crediamo possa essere il suo obiettivo più realistico. Molto interessanti i due giovani più promettenti del nostro ciclismo, quel Riccò che è esploso fragorosamente in marzo, e un Nibali reduce da un weekend di vittorie in Toscana. Entrambi sono da considerare seconde punte delle rispettive squadre dietro a Simoni e Di Luca. Se Riccò avesse ancora la condizione sfavillante di due mesi fa ci sarebbe da aspettarsi ogni cosa, ma probabilmente quello stato magico è un po' scemato. Qualche numero ed una vittoria di tappa (Montevergine o Madonna della Guardia, per esempio) ce li aspettiamo comunque, così come da Nibali. Per entrambi ci sarà anche l'occasione di correre per la maglia bianca dei giovani: ecco, questa sfida tra i nostri due campioncini per la maglia bianca può diventare uno dei motivi d'interesse maggiore della corsa, e non è detto che non si porti dietro anche un piazzamento rilevante nella classifica dei "grandi". Qualche altro nome per le posizioni nobili della classifica? Pietro Caucchioli è un'habituè della top ten, Nocentini può diventarlo, Pellizotti e Cioni possono anch'essi puntare ad un discreto piazzamento. E gli stranieri? Poca cosa: c'è Popovich, ma se è quello visto nel 2006 ed in questo inizio 2007 potrà puntare solo a successi parziali. Inseriamo tra le possibili sorprese Andy Schleck, il fratellino di Franck, che per almeno due settimane potrebbe stare nei piani alti e poi si vedrà, ed il duo della Tinkoff Ricardo Serrano - Evgeni Petrov, che erano partiti fortissimo ma ultimamente si sono visti poco. Una citazione anche per lo scalatore della Rabobank Ardila, mentre Rasmussen probabilmente scalderà i muscoli per le prossime avventure. (Nella foto Dario David Cioni, miglior risultato al Giro il 4° posto nel 2004 - www.bettiniphoto.net)

Che sfida per i velocisti! Se per la classifica gli stranieri arrivano col contagocce non è così per le volate. Ma andiamo con ordine: la sfida ha il suo centro nel dualismo Petacchi - McEwen. L'italiano sta crescendo ma non sembra avere un treno all'altezza degli altri anni, anche per gli infortuni di Sacchi e Velo. Ci sono molti innesti nuovi e questo potrebbe portare a qualche errore, specie nelle prime tappe. McEwen è in agguato e al Romandia ha dimostrato una grande condizione stravincendo una tappa non proprio pianeggiante. La cosa bella però è che quasi tutte le squadre hanno portato un velocista, e qualcuna ha esagerato con due. Del resto le tappe favorevoli agli sprinter sono diverse, 8, forse 9, e con un Petacchi che non è più imbattibile come prima ecco che gli avversari si fanno avanti. La grande novità è l'arrivo di Thor Hushovd (con al fianco Angelo Furlan), che possiamo considerare il terzo incomodo. Poi ci sono Napolitano, Balducci, Usov, Grillo, Richeze, Fernandez, Forster, Van Heswijck, Brown e Haedo. Proprio quest'ultimo, uomo CSC, ve lo segnaliamo tra le possibile grandi sorprese del Giro, aggiungendo che alla sfida dei velocisti potrebbe aggiungersi anche Bettini, almeno in qualche occasione. Vedremo anche quale tattica userà Petacchi: farà il treno come sempre o adotterà un diversivo in virtù di una squadra più vulnerabile? (Nella foto Petacchi al Costa Etrusca: lancerà il treno o cambierà tattica? www.bettiniphoto.net)

Quanti campioni - Oltre a chi si giocherà la maglia rosa e le volate, ci saranno molti altri big sulle strade del Giro. Il primo è naturalmente il campione del mondo Paolo Bettini, cui l'organizzazione, in assenza di Basso vincitore un anno fa, ha assegnato il dorsale numero 1. Non mancherà Davide Rebellin che porterà in giro la sua maglia di leader del Pro Tour (ma guai a salire sul palco delle premiazioni!). Ci saranno due esordi importanti, Fabian Cancellara e George Hincapie. Il primo può guidare la CSC alla vittoria della cronosquadre, il secondo è una gradita sorpresa dell'ultimo minuto. Il suo posto doveva essere di Vaitkus, ma il lituano ha avuto un'indisposizione all'ultimo momento ed ha rinunciato. Hincapie sfrutterà il Giro per ritrovare la condizione migliore dopo la frattura della clavicola di un paio di mesi fa. Ancora ci saranno Zabriskie, Bernucci, Voeckler, Aerts, Van Bon, Merckx, giovani come Visconti e Ignatyev. Nonostante tutto sarà davvero un bel Giro. (Nella foto Ignatyev, una delle rivelazioni della stagione)