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Presentazione tappe

16 maggio 2007 4° tappa

 Salerno - Montevergine di Mercogliano 

153 km

 

Eccoci già al primo arrivo in salita della corsa rosa. Dopo la tre giorni in Sardegna ed il giorno di riposo, al rientro in continente ci aspetta questa tappa che è sì la prima di montagna del Giro, ma che certamente non dirà molto di importante sui valori in campo, almeno tra i più forti. La salita sulla quale ci si giocherà la tappa, infatti, è ben nota e non ha mai fatto selezione. Si salirà a Montevergine di Mercogliano, come nel 2004, quando Cunego superò in volata McGee ed un gruppetto piuttosto folto. Intanto però vediamo la prima parte della tappa: si attraverserà una delle zone più belle d'Italia, la penisola sorrentina, un crogiolo di profumi e sapori, partendo da Salerno, patria delle mozzarelle di bufala, e facendo il periplo di tutta la lingua di terra che raccoglie scorci e gioielli unici, da Amalfi a Positano. Sarà uno spettacolo straordinario vedere il Giro su queste strade, con il plotone ad incunearsi tra le baiette e le rocce a picco sul mare. Il centro più noto è senz'altro Amalfi, la più antica delle Repubbliche Marinare italiane, in cui spicca il Duomo di Sant'Andrea con la sua monumentale scalinata. Si prosegue per Positano, altro scenografico e notissimo borgo con le case a picco sul mare, con un dedalo di viuzze e scalette. Da qui si taglia in due la penisola e ci si porta sulla costa di Sorrento, scavalcando l'altura di Picco Sant'Angelo. E' una fase del tracciato che può favorire fughe, perchè il controllo su un terreno così mosso e tortuoso è senz'altro difficile, ma con poche chance di andare lontano: la classifica sarà ancora cortissima e per chi vincerà a Montevergine ci saranno grandi possibilità di vestire anche la maglia rosa, buon motivo per non lasciare spazio a fughe. Arrivati sull'altra sponda della penisola ci si trova a Sorrento, che secondo una leggenda nacque su un luogo sacro al culto delle Sirene. Da qui si percorrerà la costa verso Castellammare di Stabia, siamo a metà tappa, e Pompei, che custodisce uno dei più straordinari tesori dell'epoca romana, i resti della città distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Da Pompei la tappa volge verso l'interno del territorio campano, guardando l'Irpinia. Dopo Montorto Inferiore finalmente l'altimetria comincia a smuoversi dopo decine di km pianeggianti. La breve salita verso Celzi è un antipasto degli ultimi 17 km, che si materializzano sotto le ruote dei corridori dopo il transito per Avellino e Mercogliano. Qui inizia la salita finale: non è molto dura, con pendenze sempre tra il 4 e l'8%, ampi tornanti e carreggiata comoda. Si assisterà con tutta probabilità ad un po' di selezione da dietro e non molto altro: nella tappa vinta da Cunego ci furono vari scatti, ma nessuno riuscì a fare una benchè minima differenza e la soluzione fu uno sprint di gruppetto. Anche stavolta sarà così e pronostichiamo un arrivo di una ventina di uomini: per andarsene qui servirebbe davvero una moto, perchè stare a ruota su una salita come Montevergine dà un vantaggio enorme. Ci sarà da giocarsi comunque la tappa e quasi certamente la maglia rosa: corridori come Di Luca e Cunego, che qui hanno già vinto entrambi, sono adattissimi ad un arrivo del genere, ma anche Riccò od un Bettini in gran forma potrebbero pensarci. Per i giochi di classifica ci sarà tempo più avanti. (Nella foto Cunego, con una maglia celebrativa per la Cannondale, vince a Montevergine nel 2004 - www.bettiniphoto.net)
 

Quattro passi in Giro Il Santuario di Montevergine, cima della catena del Partenio, è il più importante di tutta la Campania. La nuova basilica è stata costruita recentemente, negli anni Cinquanta, ma gli edifici più antichi risalgono al XII secolo. Nelle epoche successive ha subito varie modifiche e ampliamenti. Dal santuario, un sentiero porta fino alla vetta del Montevergine, regalando scorci memorabili sul Golfo di Napoli