Salerno
- Montevergine di Mercogliano
153 km
Eccoci
già al primo arrivo in salita della corsa rosa. Dopo la tre giorni in
Sardegna ed il giorno di riposo, al rientro in continente ci aspetta
questa tappa che è sì la prima di montagna del Giro, ma che certamente
non dirà molto di importante sui valori in campo, almeno tra i più
forti. La salita sulla quale ci si giocherà la tappa, infatti, è ben
nota e non ha mai fatto selezione. Si salirà a Montevergine di
Mercogliano, come nel 2004, quando Cunego superò in volata McGee ed un
gruppetto piuttosto folto. Intanto però vediamo la prima parte della
tappa: si attraverserà una delle zone più belle d'Italia, la penisola
sorrentina, un crogiolo di profumi e sapori, partendo da Salerno, patria
delle mozzarelle di bufala, e facendo il periplo di tutta la lingua di
terra che raccoglie scorci e gioielli unici, da Amalfi a Positano. Sarà
uno spettacolo straordinario vedere il Giro su queste strade, con il
plotone ad incunearsi tra le baiette e le rocce a picco sul mare. Il
centro più noto è senz'altro Amalfi, la più antica delle Repubbliche
Marinare italiane, in cui spicca il Duomo di Sant'Andrea con la sua
monumentale scalinata. Si prosegue per Positano, altro scenografico e
notissimo borgo con le case a picco sul mare, con un dedalo di viuzze e
scalette. Da qui si taglia in due la penisola e ci si porta sulla costa di
Sorrento, scavalcando l'altura di Picco Sant'Angelo. E' una fase del
tracciato che può favorire fughe, perchè il controllo su un terreno
così mosso e tortuoso è senz'altro difficile, ma con poche chance di
andare lontano: la classifica sarà ancora cortissima e per chi vincerà a
Montevergine ci saranno grandi possibilità di vestire anche la maglia
rosa, buon motivo per non lasciare spazio a fughe. Arrivati sull'altra
sponda della penisola ci si trova a Sorrento, che secondo una leggenda
nacque su un luogo sacro al culto delle Sirene. Da qui si percorrerà la
costa verso Castellammare di Stabia, siamo a metà tappa, e Pompei, che
custodisce uno dei più straordinari tesori dell'epoca romana, i resti
della città distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Da Pompei la
tappa volge verso l'interno del territorio campano, guardando l'Irpinia.
Dopo Montorto Inferiore finalmente l'altimetria comincia a smuoversi
dopo decine di km pianeggianti. La breve salita verso Celzi è un
antipasto degli ultimi 17 km, che si materializzano sotto le ruote dei
corridori dopo il transito per Avellino e Mercogliano. Qui inizia la
salita finale: non è molto dura, con pendenze sempre tra il 4 e l'8%,
ampi tornanti e carreggiata comoda. Si assisterà con tutta probabilità
ad un po' di selezione da dietro e non molto altro: nella tappa vinta da
Cunego ci furono vari scatti, ma nessuno riuscì a fare una benchè minima
differenza e la soluzione fu uno sprint di gruppetto. Anche stavolta sarà
così e pronostichiamo un arrivo di una ventina di uomini: per andarsene
qui servirebbe davvero una moto, perchè stare a ruota su una salita come
Montevergine dà un vantaggio enorme. Ci sarà da giocarsi comunque la
tappa e quasi certamente la maglia rosa: corridori come Di Luca e Cunego,
che qui hanno già vinto entrambi, sono adattissimi ad un arrivo del
genere, ma anche Riccò od un Bettini in gran forma potrebbero pensarci. Per i giochi
di classifica ci sarà tempo più avanti. (Nella foto Cunego, con una
maglia celebrativa per la Cannondale, vince a Montevergine nel 2004 - www.bettiniphoto.net)
Quattro
passi in Giro Il Santuario
di Montevergine, cima della catena del Partenio, è il più importante di tutta
la Campania. La nuova basilica è stata
costruita recentemente, negli anni
Cinquanta, ma gli edifici più antichi
risalgono al XII secolo. Nelle epoche
successive ha subito varie modifiche e
ampliamenti. Dal santuario, un sentiero
porta fino alla vetta del Montevergine,
regalando scorci memorabili sul Golfo di
Napoli
