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Partenze da Trento 23 (ultima nel 2006)
Arrivi alle Tre Cime di Lavaredo 5 (1967 annullata per spinte - 1968 Merckx - 1974 Fuente - 1981 Breu - 1989 Herrera)

 

 

Presentazione tappe

27 maggio 2007 15° tappa

Trento - Tre Cime di Lavaredo

190 km

 

Tre Cime di Lavaredo, non ci sarebbe bisogno di dire altro per capire che questa sarà una delle giornate più attese e spettacolari di tutto il Giro, anzi dei grandi avvenimenti delle ultime edizioni. Le Tre Cime sono una vetta mitica che centellina le proprie apparizioni, una ritrosia a comparire che ne alimenta ancor più la leggenda, come per quelli artisti che scelgono di vivere lontano dai riflettori. Le Tre Cime sono apparse la prima volta nel Giro del '67, ma la tappa vinta da Gimondi fu annullata per le spinte gentilmente elargite dai tifosi e di cui si avvantaggiarono molti girini. L'anno dopo fu il trionfo di Merckx che alle Tre Cime vestì la sua prima maglia rosa; il belga fu protagonista anche nel '74, quando si difese dagli attacchi di un giovane e scatenato Baronchelli salvando la maglia per soli 12''. Nell'89 l'ultimo assalto alle Tre Cime, domate dal colombiano Herrera: dopo ben 18 anni finalmente una nuova recita in quello che è uno dei teatri più incredibili che il ciclismo abbia mai conosciuto. Ma non sarà solo Tre Cime questa tappa dolomitica: le salite sono ben 5 in un percorso che, cosa rara, consentirebbe attacchi consistenti anche abbastanza da lontano. L'avvio è da Trento, altra peculiarità che fa di questa tappa una vera classica. L'asse storico dell'assetto urbano del capoluogo trentino è costituito da via Belenzani e piazza del Duomo, dove tra numerosi palazzi storici come Palazzo Thun e Alberti-Colico, fanno capolino eleganti negozi e caffè. Il monumento più noto di Trento è tuttavia il Castello del Buonconsiglio, una costruzione iniziata a metà del Duecento e proseguita per secoli con ampliamenti e nuove aggiunte. Nella Torre dell'Aquila, che fa parte del complesso, si trova il Ciclo dei Mesi, considerato il più importante ciclo pittorico del gotico internazionale in Europa. La prima parte della tappa è la più semplice: si risale lungo il corso dell'Adige passando nelle vicinanze di uno dei più bei castelli del ricco patrimonio trentino, quello di Thun. La tappa si fa interessante entrando in Val di Fiemme, con le classiche località sciistiche, rinomate per il fondo, come Cavalese e Predazzo. Da Moena inizia la prima vera salita di giornata, quella che porta al San Pellegrino, una salita dura, con pendenze che arrivano al 18%: in questa parte di percorso potrà svilupparsi il gioco tattico delle squadre, con gregari mandati in fuga per fungere da testa di ponte per eventuali attacchi dei big più avanti. La lunga discesa ci porta ad attraversare la Valle del Cordevole risalendo poi verso Caprile, una delle località dolomitiche più belle, incastonata tra la Marmolada ed il Civetta e circondata da splendidi boschi di conifere. Da Caprile si sale verso il Colle Santa Lucia, una salita di media difficoltà con pendenze per lo più tra il 6 e l'8%, prima di entrare nella fase caldissima della tappa. Dopo una brevissima discesa infatti si scalerà il Passo Giau, una vetta poco frequentata dagli ultimi Giri ma che è tra le più belle e selettive dell'intero arco alpino. Il Giau misura 10 km con pendenze sempre sul 9-10% e numerosi tornanti. E' una salita micidiale, che non molla mai, di quelle che non consentono recuperi se si va un po' in affanno. Per questo crediamo che già qui un attacco a fondo di uno dei favoriti non sia un azzardo. Oltretutto dalla vetta mancheranno ancora una quarantina di km, ma quasi tutti in discesa e salita, rendendo quindi difficile un lavoro di squadra per l'inseguimento. Sarà in ogni caso un gruppetto molto esiguo quello che uscirà dalle rampe del Giau e si butterà nella discesa verso Cortina, il salotto delle Dolomiti, sede delle Olimpiadi Invernali del '56. Da qui si riprende a salire verso il Passo Tre Croci, una scalata di 8 km con pendenze irregolari ma a tratti molto dure (11-12%). Un'altra breve discesa ci porta a Misurina, con il suo celebre e romantico laghetto raccolto tra vette maestose e spettacolari come le Tre Cime, il Cristallino, il Sorapis e le Marmarole. Uscendo dal paese un primo strappo durissimo anticipa quello che arriverà poco dopo sotto le ruote dei corridori. Una brevissima discesa e poi il grande spettacolo, la scalata alle Tre Cime di Lavaredo. La salita è breve e tremenda, con pendenze da muro fiammingo, fino al 20%, e tornanti serrati, quanto di meglio ci possa essere per fare grande selezione. Qui possono esserci crisi e corridori piantati in mezzo alla strada, soprattutto se qualcuno avrà avuto l'ardire di attaccare già dal Giau. Comunque all'ombra delle Tre Cime, le spettacolari vette tempio degli alpinisti  che riportano tracce della Grande Guerra, i corridori arriveranno ad uno ad uno e chi sarà in grado di fare il numero avrà buone chance di concludere da vincitore il Giro.  

 

Quattro passi in Giro  Le Tre Cime di Lavaredo sono le vette più scenografiche e conosciute delle Dolomiti. Si levano compatte e maestose, appoggiate su un grande piedistallo coperto da colate di ghiaia. La cima più alta è quella centrale che raggiunge i 2999 metri, mentre la Cima Piccola, la più bassa delle tre, è considerata la più bella ed elegante. Le pareti delle Tre Cime sono autentici miti per gli alpinisti, ma il luogo e anche noto per le tracce belliche risalenti alla Grande Guerra. Qui si trovano infatti resti di trincee e gallerie.

 

 


per gentile concessione RCS Sport