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Le pagelle - 3° parte Damiano Cunego: un Giro davvero grigio. Non tanto perchè non ha vinto, si può sempre trovare qualcuno che va più forte, ma per il modo in cui è stato interpretato, dal corridore e dalla sua squadra. Mai un tentativo di smuovere la corsa, di interpretarla, di dare un'impronta precisa, almeno un segno di personalità. Invece Cunego si è accontentato sempre di un onesto (e modesto) tran tran che l'ha traghettato ad un 5° posto che è piuttosto deludente per uno che partiva con i favori del pronostico. Tanto più che in classifica si trova davanti non solo Di Luca, ma anche un ragazzino, un suo ex gregario ed un corridore vicino al ritiro. Restiamo convinti comunque che Cunego abbia grandi potenzialità e che questo espresso al Giro non sia il suo autentico valore. Deve continuare a crederci, ma ritrovando un po' di quella sfrontatezza e di quella freschezza che aveva agli esordi. Andare al Tour a questo punto potrebbe fargli bene VOTO 5 (Nella foto Cunego sulle Tre Cime, tanta buona volontà ma scarsi risultati - www.bettiniphoto.net)
Yaroslav Popovich: crediamo che ormai ci siano pochi dubbi sul fatto che Popovich non sia quel fenomeno che si pensava quando era dilettante. Non sarà stato fortunato, un paio di scivoloni, avrà ricevuto i gradi di capitano solo alla vigilia visto il caso Basso, ma non è proprio mai entrato nel vivo della corsa. Certo, qualche attenuante c'è (le cadute) ma probabilmente farebbe bene a rivedere un po' le proprie mire: alle classiche ha fatto qualcosa di interessante, ha vinto una bellissima tappa alla Parigi-Nizza, perchè deve incaponirsi a fare il corridore da corse a tappe? VOTO 5 Luca Mazzanti: un Giro piuttosto scialbo quello del bolognese della Panaria. Magari non è un nome altisonante come altri, ma non vederlo mai battagliare nella mischia, nelle fughe buone è abbastanza anomalo. Sarà iniziato il viale del tramonto? VOTO 5 Rinaldo Nocentini: doveva essere uno dei plus di questo Giro, invece è rimbalzato dalla classifica e non è mai stato incisivo per i traguardi di giornata. Ha tentato qualche fuga e quella di Fiorano gli aveva offerto una grande chance anche per la classifica, ma tutto vanificato da una scarsa competitività ogni qualvolta la corsa si è accesa. Questo Giro era la grande occasione per togliersi la nomea di eterna promessa, che invece gli resta ancora saldamente addosso VOTO 4,5 Pietro Caucchioli: più o meno sulla falsariga di Nocentini. Qualche tentativo con pochissimo costrutto, classifica dispersa, mai nel vivo dei finali di corsa. Il Caucchioli attaccante di razza nei tapponi di montagna di qualche anno fa sembra lontanissimo VOTO 4,5 Thomas Voeckler: si, c'era anche lui al Giro. Una valutazione da estendere a molte altre squadre che hanno interpretato la corsa come una garetta di paese. E' la dimostrazione più lampante di come non stia funzionando il Pro Tour: se al posto di Bouygues, FdJeux, Euskaltel avessimo avuto squadre italiane di seconda fascia lo spettacolo sarebbe stato molto migliore. VOTO 4 |
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