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Le pagelle - 2° parte

Paolo Savoldelli: è stato un Giro molto sfortunato per il Falco. Non era partito benissimo a Montevergine, ma nella seconda parte di corsa sarebbe sicuramente venuto fuori, come dimostrano le ultime tappe. Purtroppo la caduta all'arrivo di Pinerolo l'ha condizionato in un momento decisivo trascinandolo fuori dall'alta classifica sull'Agnello. Ma Savoldelli non poteva certo finire il Giro senza lasciare tracce e così si è inventato un nuovo ruolo di "gregario" di lusso in favore di Mazzoleni ispirando al compagno di squadra alcune delle azioni più belle e sorprendenti di tutta la corsa. Fughe alla Savoldelli, partendo di soppiatto e fornendo assist troppo invitanti per essere sbagliati: ecco il Falco più che gregario è stato il trequartista che dà palloni da spingere in porta all'attaccante di turno. L'ultima crono, splendida vittoria, ha confermato che senza quell'incidente sarebbe stato lui il vero avversario di Di Luca VOTO 7

Stefano Garzelli: non è più il Garzelli di qualche tempo fa, in grado di reggere le tre settimane con costanza e regolarità. Intelligentemente lui l'ha capito e si è adeguato, il passaggio alla Acqua e Sapone, con un ritrovato stimolo, ha fatto il resto. Abbiamo così trovato un Garzelli diverso, non competitivo alla lunga sulle grandi salite, ma irresistibile in certi percorsi di media montagna dove si è esaltato. Soprattutto abbiamo trovato un Garzelli fresco e voglioso, propositivo e vivo come non accadeva da tanto tempo. Le fughe vincenti di Bergamo e Lienz, bella impresa questa, lo stanno a testimoniare, così come gli altri tentativi che l'hanno tenuto sempre nel cuore della corsa. E' un peccato che con la sua squadra, fuori dal Pro Tour, non possa incentrare la seconda parte di stagione su qualche classica internazionale VOTO 7

Marco Pinotti: è stato uno dei personaggi più significativi di questo Giro che vogliamo credere come quello della svolta nel ciclismo contemporaneo. Pinotti è una delle facce più limpide e pulite che ci siano nello sport, una delle persone che ci auguriamo non escano mai dall'ambiente. La maglia rosa dopo la fuga di Spoleto è una vittoria per lui e per il ciclismo che ha interpretato per tanti anni. Ha tenuto i simboli del primato per quattro giorni lottando in prima linea accanto ai compagni di una squadra abbastanza debole, si è lanciato in diverse fughe, insomma, senza strafare, un gran bel Giro VOTO 7

Danilo Napolitano: possiamo considerare questo Giro come l'investitura di Napolitano nel ruolo guida della nuova generazione di sprinter. Gli è servita qualche tappa per ambientarsi, poi è migliorato a vista d'occhio giorno dopo giorno. La volata di Camaiore è stata un capolavoro per tempismo e coraggio nel cercarsi la posizione, ma già al Mugello avrebbe vinto se non fosse stato intralciato da Hushovd e Cancellara. Una tappa è comunque un bel risultato per un corridore che ha ricevuto la convocazione solo negli ultimi giorni e che ha lottato senza nessun aiuto dei compagni di fronte ai supertreni degli avversari. Purtroppo le montagne, nonostante l'impegno, lo respingono VOTO 7 (Nella foto la volata vincente di Napolitano in Versilia - www.bettiniphoto.net)

Vincenzo Nibali: le attese erano veramente grandi per il giovane messinese e ad un occhio poco attento magari potrebbero essere andate deluse. E' finito addirittura giù dal podio della maglia bianca dei giovani, ma noi diciamo che è stato un Giro in cui Nibali ha preso confidenza con le corse a tappe dimostrando di avere tutti gli ingredienti per esserne presto tra i primattori. A Montevergine è stato grande guidando Pellizotti e Di Luca, poi qualche difficoltà all'impatto con le Alpi, ma quel che più conta è che è stato di grande aiuto alla causa di Di Luca e che ha finito in crescendo ritrovando un bello smalto nell'ultima settimana. A 23 anni sono segnali molto importanti VOTO 6,5

Robbie McEwen: c'è stato un po' meno McEwen degli altri anni. Bellissima la volata in Sardegna, poi qualche problema in sprint un po' confusi che generalmente sono il suo pane. Anche un pizzico di sfortuna ci ha messo lo zampino, problemi intestinali nel secondo week-end di gara, ma non possiamo non far notare che alla sesta partecipazione ha allegato il sesto ritiro. Con tutta l'ammirazione che abbiamo per McEwen ci sembra un po' troppo VOTO 6,5

Paolo Bettini: risultati al di sotto delle attese, è ovvio, ma le attenuanti si sprecano per il campione del mondo, che chiude il suo Giro senza vittorie di tappa e senza la maglia ciclamino. Le due cadute di Montevergine e Pinerolo sono l'emblema della sua stagione: in ognuna delle due occasioni ad innescare la caduta è il corridore che sta vicino a Bettini! Nonostante tutto raccoglie due secondi e tre terzi posti, dà battaglia fino al limite delle proprie possibilità attuali anche in tappe non congeniali, come le Tre Cime e lo Zoncolan, e concludendo il Giro. Un esempio anche nei momenti difficili VOTO 6,5 (Nella foto Bettini sofferente dopo la caduta nella tappa di Montevergine - www.bettiniphoto.net)

Michael Rasmussen: senza fare niente di straordinario ha mostrato come si può venire al Giro pur avendo altri obiettivi più importanti (Tour), finirlo ed onorarlo. Si è inserito in tante fughe cercando con convinzione una vittoria di tappa che però non è arrivata. Una prestazione che comunque valutiamo in relazione a quanto fatto da tanti altri corridori stranieri VOTO 6