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29 agosto 2006, 4° tappa Almendralejo - Caceres 137 km
Zabel, il giorno della vittoria
Si era talmente abituato ai piazzamenti, Erik Zabel (Milram), che non ha avuto il coraggio di esultare a braccia alzate sul traguardo di Caceres nonostante una vittoria di oltre mezza bicicletta. Il tedesco ha smosso un po' la tattica della sua Milram come aveva annunciato ieri: il treno in stile Petacchi (non ancora pronto per prendere parte alla volata) non fa per lui e così oggi la squadra non si è schierata al gran completo, assicurandogli però una buona posizione di partenza. Anche oggi caldo e vento hanno reso impegnativa una tappa che non aveva grandi ostacoli nè dal punto di vista altimetrico nè del chilometraggio. Protagonista di giornata ancora un uomo della piccola Relax che sta dando battaglia come gli è richiesto: oggi è toccato a Raul Garcia guidare la corsa fino ad una decina di km dal traguardo, quando la Credit Agricole su tutte, ha riportato il gruppo sotto.
Classifiche
E' Zabel a siglare la prima vittoria della Milram in un grande giro - www.bettiniphoto.net
Dopo qualche scaramuccia inoffensiva la Gerolsteiner ha approcciato con un paio di uomini l'ultimo km, con i migliori velocisti tutti ad attendere senza grandi supporti di squadra. Zabel è riuscito a trovare il varco a destra, dove ha provato senza riuscirci anche Napolitano (Lampre). Il velocista della Milram ha tenuto al tentativo di rimonta di Hushovd (Credit Agricole) che si è fermato ancora al 2° posto, davanti a Nazon (AG2R) e O'Grady (CSC). Bettini (Quickstep) è stato 8°, davanti ad un ancora deludente McEwen (Davitamon), davvero lontano dai livelli di Giro e Tour. Ora si comincia a fare sul serio per la classifica:domani primo arrivo in quota a La Covatilla dove si misureranno le chance di Sastre (CSC), Valverde (Cd'Epargne), Menchov (Rabobank) e quant'altri vorranno sedersi al tavolo della Vuelta.
Erik Zabel, Milram: “Sono molto felice, naturalmente. Questa è la prima corsa in un grande Giro per la Milram e per noi è davvero importante. Oggi tutti i miei compagni di squadra hanno lavorato alla perfezione, soprattutto Sacchi, Ongarato, Velo e anche Petacchi. Sono stati veramente fantastici. Quest’anno ho dovuto cambiare mentalità approdando in nuova formazione dallo stampo prettamente italiano ed essendo il compagno di squadra di quel Petacchi che mi aveva battuto una infinità di volte agli sprint. Dovevo immedesimami nel ruolo di ultimo uomo e non era facile. Poi Alessandro si è fatto male e io mi sono trovato con molta più responsabilità: soprattutto al Tour de France e al Giro di Germania. Ora cercherò di finire questa Vuelta nei migliori dei modi: primo perché è una corsa che mi piace, e secondo perché penso che sia il modo migliore di preparare il campionato del mondo di Salisburgo. Il percorso della prova iridata sembra fatto apposta per corridori come Bettini e Di Luca, ma penso di poter dire la mia anch’io. Assomiglia un po’ al tracciato di Lisbona”.
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