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5 settembre 2006, 10° tappa Aviles - Museo de Altamira 190 km
La prima fuga è per Paulinho
E' iniziata la Vuelta delle fughe dopo la prima settimana divisa tra volate ed arrivi in quota. Per l'occasione si è ripresentato quel Sergio Paulinho (Astana) che era esploso da un momento all'altro alle Olimpiadi di Bettini conquistando un argento, per poi riprecipitare dal giorno successivo nell'anonimato. In questa Vuelta il portoghese sta mostrando una competitività che in questi anni non si era neanche intravista: valida carta d'appoggio per Vinokourov e Kashechkin nelle tappe in salita e attaccante a ripetizione. Oggi a fare le spese della ritrovata vena di Paulinho è stato un buon Davide Rebellin (Gerolsteiner), protagonista di una corsa attenta e a cui è mancato davvero poco per imporsi. La corsa ha presto chiarito che oggi sarebbe stata la volta buona per una fuga ad approdo sicuro: un gruppo di una quindicina di uomini ha preso il largo potendo contare sul lasciapassare della Caisse d'Epargne di Valverde che ha saputo inserire nell'azione il pericoloso Karpets. Tra gli attaccanti anche Cioni (Liquigas), Rebellin, Mayo (Euskaltel), Florencio (Bouygues), Paulinho, Rasmussen (Rabobank) e una coppia della Saunier Duval, Millar-Ventoso. La CSC di Sastre ha dovuto guidare a lungo l'inseguimento, vista la presenza in fuga di Karpets, ma anche di Paulinho, a 7' ed 8' nella generale, consumando energie preziose che, a ruote ferme, sarebbero dovute essere profuse da Valverde e compagni.
Classifiche
Sergio Paulinho cerca di non restare meteora: per ora una gran bella Vuelta per il portoghese - www.bettiniphoto.net
La bagarre per la vittoria di tappa si è aperta sul GPM di 3° categoria ad una quindicina di km dal traguardo, che però si è rivelato troppo morbido per gli attacchi di Mayo, Petrov (Lampre) e Rebellin. Tutto rimandato al finale, in leggera ascesa, con Millar che ha guidato fino ai meno 4 per favorire una volata di Ventoso, e poi uno scatto dietro l'altro. All'ultimo km, dopo che Cioni aveva messo sull'asfalto un'inutile forcing in testa al gruppetto, Paulinho ha piazzato lo scatto secco: Karpets ha provato a rispondere in progressione portandosi dietro Rebellin e Florencio. Il veneto ha sfruttato bene il lavoro del russo uscendo ai 250 metri finali nel tentativo di riaggancio a Paulinho, fallito però per poche pedalate. Il portoghese ha così portato la terza vittoria di fila alla sua Astana, mentre Rebellin ha dovuto accontentarsi del solito secondo posto. A quasi 4' Pereiro (Caisse d'Epargne) ha guidato il gruppo ed il suo caposquadra Valverde con tutti i migliori al traino. La classifica non cambia nelle primissime posizioni, ma Karpets e Paulinho ora chiudono la top ten: un bel colpo per la Caisse d'Epargne che adottato la più intelligente delle tattiche conservando la maglia amarillo e consumando pochissime energie. Domani altra tappa da fughe, con una prima parte molto impegnativa che potrebbe favorire uomini con buone doti di scalatori ma lontani in classifica, come Caucchioli o Menchov.
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