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settembre 2006, 10° tappa Aviles - Museo de
Altamira 190 km
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La
prima fuga è per Paulinho
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| E'
iniziata la Vuelta delle fughe dopo la prima
settimana divisa tra volate ed arrivi in quota.
Per l'occasione si è ripresentato quel Sergio
Paulinho (Astana) che era esploso da un momento
all'altro alle Olimpiadi di Bettini conquistando
un argento, per poi riprecipitare dal giorno
successivo nell'anonimato. In questa Vuelta il
portoghese sta mostrando una competitività che
in questi anni non si era neanche intravista:
valida carta d'appoggio per Vinokourov e
Kashechkin nelle tappe in salita e attaccante a
ripetizione. Oggi a fare le spese della ritrovata
vena di Paulinho è stato un buon Davide Rebellin
(Gerolsteiner), protagonista di una corsa attenta
e a cui è mancato davvero poco per imporsi. La
corsa ha presto chiarito che oggi sarebbe stata
la volta buona per una fuga ad approdo sicuro: un
gruppo di una quindicina di uomini ha preso il
largo potendo contare sul lasciapassare della
Caisse d'Epargne di Valverde che ha saputo
inserire nell'azione il pericoloso Karpets. Tra
gli attaccanti anche Cioni (Liquigas), Rebellin,
Mayo (Euskaltel), Florencio (Bouygues), Paulinho,
Rasmussen (Rabobank) e una coppia della Saunier
Duval, Millar-Ventoso. La CSC di Sastre ha dovuto
guidare a lungo l'inseguimento, vista la presenza
in fuga di Karpets, ma anche di Paulinho, a 7' ed
8' nella generale, consumando energie preziose
che, a ruote ferme, sarebbero dovute essere
profuse da Valverde e compagni. |
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| La bagarre per la vittoria di
tappa si è aperta sul GPM di 3° categoria ad
una quindicina di km dal traguardo, che però si
è rivelato troppo morbido per gli attacchi di
Mayo, Petrov (Lampre) e Rebellin. Tutto rimandato
al finale, in leggera ascesa, con Millar che ha
guidato fino ai meno 4 per favorire una volata di
Ventoso, e poi uno scatto dietro l'altro.
All'ultimo km, dopo che Cioni aveva messo
sull'asfalto un'inutile forcing in testa al
gruppetto, Paulinho ha piazzato lo scatto secco:
Karpets ha provato a rispondere in progressione
portandosi dietro Rebellin e Florencio. Il veneto
ha sfruttato bene il lavoro del russo uscendo ai
250 metri finali nel tentativo di riaggancio a
Paulinho, fallito però per poche pedalate. Il
portoghese ha così portato la terza vittoria di
fila alla sua Astana, mentre Rebellin ha dovuto
accontentarsi del solito secondo posto. A quasi
4' Pereiro (Caisse d'Epargne) ha guidato il
gruppo ed il suo caposquadra Valverde con tutti i
migliori al traino. La classifica non cambia
nelle primissime posizioni, ma Karpets e Paulinho
ora chiudono la top ten: un bel colpo per la
Caisse d'Epargne che adottato la più
intelligente delle tattiche conservando la maglia
amarillo e consumando pochissime energie. Domani
altra tappa da fughe, con una prima parte molto
impegnativa che potrebbe favorire uomini con
buone doti di scalatori ma lontani in classifica,
come Caucchioli o Menchov. |
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