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23 settembre 2006, Under 23
Ciolek, un pro tra gli under
   
La gara mondiale degli under 23 ha lasciato un esito controverso che non mancherà di suscitare qualche malumore. Ad imporsi, e nettamente, è stato il professionista tedesco Gerald Ciolek, una straordinaria promessa che già gareggia in mezzo ai più grandi. La gara ha proposto proprio questo interrogativo come tema principale, l'inserimento di numerosissimi atleti già professionisti in questa categoria, che ha di fatto generato una suddivisione del gruppo tra coloro che sono a tutti gli effetti dilettanti e coloro che, pur avendo meno di 23 anni, hanno già fatto il salto verso il mondo pro. Una situazione che ricorda quella di qualche anno fa, quando questa gara si chiamava Mondiale dilettanti e spesso veniva presa d'assalto da corridori trentenni che erano rimasti senza contratto professionistico e cercavano qui il rilancio.
Classifica
L'attacco di Gavazzi nell'ultima salita: purtroppo alla fine non riuscirà a salire sul podio - www.bettiniphoto.net
Da allora la nuova denominazione di Mondiale Under 23 che permette di gareggiare a tutti i giovani sia dilettanti che professionisti. Adesso probabilmente sarà necessaria una nuova correzione da parte dell'UCI per dare un volto più definito a questa prova. La gara è stata comunque molto bella, con continui attacchi e cambi di fronte, come nella migliore tradizione giovanile. Il primo momento chiave è stato al terzultimo giro, quando sotto la spinta del belga Cornu e dello sloveno Spilak si è formato una drappello di una decina di uomini con anche il nostro Malacarne. Il giovanissimo italiano però si è trovato a mal partito contro atleti molto più maturi di lui ed il ritorno del gruppo è stato un toccasana per le nostre ambizioni. E' stato così il nostro uomo più atteso, Francesco Gavazzi, a dare una frustata al gruppo ancora foltissimo sull'ultima salita di giornata. Sull'azione decisa dell'azzurro si è formato un sestetto al comando che ha preso una decina di secondi di margine, con il gruppo che non ha trovato le forze e l'organizzazione (essendo le squadre di soli 5 corridori) per recuperare il distacco. A giocarsi l'oro sono stati quindi i sei attaccanti, con Ciolek che ha lasciato tutti sul posto nella volata finale, vinta praticamente per distacco sul francese Feillu e sul russo Khatuntsev, mentre Gavazzi si è fermato al 4° posto. Merita comunque un applauso la prova di personalità del ragazzo italiano che ha dimostrato di avere i numeri giusti e quella di tutta una nazionale che si è mossa bene entrando in ogni azione importante.
 
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