24
settembre 2006, Professionisti
|
Il
mondo ai piedi di Bettini
|
| Paolo Bettini riesce a
coronare la sua rincorsa la Mondiale. L'Italia è
padrona della gara fin dall'inizio con una lunga
fuga di Tosatto e Nocentini. Si muovono tutti gli
azzurri e Ballan all'ultimo giro spiana l'attacco
di Bettini, ma la situazione si ricompatta con il
Grillo che riesce a cogliere il momento giusto
per anticipare la volata e vincere su Zabel e
Valverde |
| |
|
| Ora
il cerchio è stato chiuso. Dopo le classiche
più importanti, l'Olimpiade, i Tricolori, le
tappe in tutti i grandi giri è arrivato anche il
Mondiale in casa Bettini. Un alloro che il Grillo
meritava come forse nessun altro e che ha
raccolto alla sua maniera, con un atteggiamento
coraggioso e dipingendo un vero capolavoro
nell'ultimo km, quando la corsa gli ha offerto
improvvisamente la grande chance e lui è stato
il più abile a sfruttarla. Soprattutto però è
stata la vittoria di una nazionale che finalmente
ha saputo coagularsi con tutti i suoi campioni
più affermati, dimostrando che anche noi
possiamo far andare d'accordo le primissime
scelte raccogliendone tutti i benefici del caso.
La corsa è sempre stata nelle mani dell'Italia,
che ha dato la propria impronta fin dalle prime
fasi, con Nocentini e Tosatto che si sono
inseriti in un interessante attacco partito già
dal 2° giro. |
|
Insieme ai due azzurri altri 10
uomini, tra cui il belga Van Goolen, il tedesco
Schreck, lo spagnolo Perez, il francese Voeckler.
Il gruppo ha proceduto per un centinaio di km a
rilento, lasciando un quarto d'ora ai fuggitivi,
ma nessuno, nè davanti nè dietro, è sembrato
fare realmente sul serio. E' arrivata al 5° giro
l'Austria a togliere le castagne dal fuoco, con
l'ausilio degli svizzeri, mentre l'Australia, la
nazione più forte tra quelle rimaste fuori dalla
fuga è stata alla finestra. Il divario si è
rapidamento affievolito, dimezzandosi a metà
corsa, e gli azzurri hanno cominciato a muovere
le seconde punte con Pozzato e Paolini impegnati
nel tentativo di portare via una fuga sullo
strappo. Al quart'ultimo giro, con la fuga ormai
al lumicino, l'affondo è riuscito, con Paolini a
spianare la strada e poi Di Luca e Pozzato ad
inserirsi nel gruppetto che è riuscito ad
avvantaggiarsi dopo lo scollinamento. Un
drappello davvero ben assortito, con Cancellara,
Samuel Sanchez, O'Grady, Gilbert e Devolder tra
gli altri, che si sono riuniti ai primi formando
un gruppo numeroso e molto ostico. L'accordo non
è stato però il migliore e l'azione non ha
preso consistenza, naufragando definitivamente
all'inizio del penultimo giro, con il gruppo
sempre forte di quasi tutti gli effettivi. Ed è
ricominciata subito l'opera di lenta demolizione,
con Ballan a piazzare una progressione
spaccagambe sulla prima salitella e Bettini a
dare un colpetto sulla seconda cui ha risposto
Wegmann, ma a cui in breve tutto il gruppo si è
riaccodato. Dopo un tentativo di Rebellin insieme
a Loosli e Chavanel, giusto per non dare respiro,
tutto si è giocato così nell'ultimo giro, con
sempre Boonen, Hushovd e tutti i velocisti
presenti. Tutti gli azzurri hanno sparato le
ultime cartucce: colpi buoni, con Bruseghin prima
e Ballan poi, che sul primo strappo ha messo in
riga il gruppo con un'altra progressione
micidiale. E poi tutti ad aspettare l'azione
risolutiva, quella di Bettini, che è arrivata
puntuale nel momento decisivo, il più duro, con
Vinokourov che ha perso le ruote, Valverde in
affanno e Boonen che improvvisamente è sparito
dalle prime posizioni. Ma la strada verso il
successo si è rivelata difficilissima: un primo
gruppetto con Vinokourov e Millar si è riportato
sotto immediatamente dopo lo scollinamento ed
anche il resto del plotone non ha tardato a
rientrare, con un McEwen che si è fatto
spauracchio. La volata è sembrata inevitabile e
un attacco disperato di Rebellin nel tratto
pianeggiante è stato facilmente rintuzzato. Ma
quando è sembrata profilarsi una nuova vittoria
di Boonen ecco che è arrivata la mossa a
sorpresa: all'ultimo km Sanchez ha provato a
tirare via un Valverde appannato, approfittando
di un buco costruito dagli spagnoli, ma Zabel e
Bettini sono stati due gatti ad infilarsi nelle
ruote degli spagnoli. Valverde poi non ha avuto
più la forza di rilanciare, accontentandosi del
bronzo, con Bettini che ha preso la scia di Zabel
e l'ha passato in trionfo. A conferma che vincere
una volata di gruppo sarebbe stato difficile è
il 5° posto di uno sprinter puro come McEwen,
mentre Boonen è stato solo 9°. Davvero una
magia quella di Bettini, che finalmente premia
con la maglia iridata uno dei campioni più
limpidi e che ripaga il lavoro di tutta una
nazionale che dopo alcune prove nebbiose è stata
di gran lunga la più forte. Grande onore, però,
va riconosciuto anche a Zabel, a 36 anni sempre
uno dei più forti.
Paolo
Bettini: «Grazie a tutti.
Inseguivo da anni il mondiale, era sempre stata
una gara tabù per me ed il caso ha voluto che
oggi vincessi su uno dei percorsi più facili.
Come nazionale abbiamo cercato di sfruttare il
nostro potenziale, non ci siamo mai nascosti.
Avevo chiesto la gara dura pronto a giocarmela in
volata, siamo stati una squadra vera, tutti
capitani senza gregari. L'importante era portare
gli uomini veloci stanchi nel finale e ci siamo
riusciti: l'abbiamo fatto e bene. Anche quando
sono rimasto solo, ci siamo parlati per radio e
ho chiesto ai ragazzi di restarmi vicino, perché
mi sentivo di fare la volata" |
|
|
|
|