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Bettini: "Nove capitani"
   
Paolo Bettini: «Zabel per me è l’esempio del ciclismo. Se non dovevo vincere io, quello che meritava di più era Zabel, un professionista vero. Grazie a tutti. Inseguivo da anni il mondiale, era sempre stata una gara tabù per me ed il caso ha voluto che oggi vincessi su uno dei percorsi più facili. Come nazionale abbiamo cercato di sfruttare il nostro potenziale, non ci siamo mai nascosti. Avevo chiesto la gara dura pronto a giocarmela in volata, siamo stati una squadra vera, tutti capitani senza gregari. L'importante era portare gli uomini veloci stanchi nel finale e ci siamo riusciti: l'abbiamo fatto e bene. Anche quando sono rimasto solo, ci siamo parlati per radio e ho chiesto ai ragazzi di restarmi vicino, perché mi sentivo di fare la volata. Spero già da domenica prossima di indossare questa maglia importante visto che quella di campione olimpico non me l’hanno fatta indossare».
Finalmente Bettini in maglia iridata - foto t-mobile-team.com

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Tom Boonen: "Sia io che tutta la squadra abbiamo disputato un buon Mondiale. Sull'ultimo strappo, quando Bettini ha attaccato, ho cominciato a soffrire di crampi. Probabilmente non ho bevuto abbastanza nell'ultimo giro. Alla fine ho capito che non avrei avuto le gambe per poter vincere: Paolini ha fatto un buco e Bettini con gli altri hanno preso 50 metri. Bettini è il corridore che meritava di più di vincere e l'Italia è stata la squadra più forte"
Carlo Bomans, CT Belgio: "La squadra si è mossa bene, con Van Goolen, Gilbert e Devolder siamo entrati nelle fughe, gli altri hanno controllato italiani e spagnoli. Ci avrebbero dovuto lasciar schierare un decimo corridore visto che Boonen era campione in carica, ma i regolamenti sono cambiati e Tom così si è trovato solo nel finale. Comunque battere un'Italia con tutti questi talenti sarebbe stato duro"
Philippe Gilbert: "Alla fine ero morto, avevo crampi dappertutto. Quando sono entrato nel gruppo di testa ci ho sperato, era una fuga che poteva andare lontano, ma le accelerate di Kashechkin hanno nociuto al ritmo e all'armonia del gruppetto. Dopo ho fatto il possibile, ma ero veramente scarico. Spagna e Italia sono state molto forti, ma io non capisco l'atteggiamento di Kashechkin"
Erik Zabel: "Avevo promesso a mio figlio che se avessi vinto avrei passato tutto il mio tempo con lui. Ho sognato di potercela fare fino a 50 metri dall'arrivo. E' brutale, ma vicecampione del mondo è comunque un bel risultato"
Alejandro Valverde: "Tutta la squadra ha lavorato bene. Sono contento, questa medaglia di bronzo arriva alla fine di una grande stagione. Ho corso quattro mondiali vincendo tre medaglie, due argenti ed un bronzo. Un grazie a tutta la squadra e soprattutto a Sanchez, senza di lui non sarei sul podio. L'Italia è stata la più forte, ma ha anche avuto quel pizzico di fortuna che serve"
Francisco Antequera, CT Spagna: "E' mancata solo un po' di fortuna. Doveva essere una corsa tra spagnoli ed italiani e così è stato. Queste due squadre hanno gestito la corsa con sicurezza nei pochi momenti difficili che ci sono stati. Il nostro obiettivo era l'oro, ma non dobbiamo rimproverarci niente, la nostra squadra è andata molto bene. A fare la differenza tra la maglia iridata ed il bronzo, in fondo, è stata solo un pizzico di fortuna"
 
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