Appunti
Mondiali - terza parte
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| Freire
critica Antequera - Il percorso
salisburghese aveva ingannato tutti tranne Oscar
Freire. Il tricampione del mondo, dopo il
sopralluogo che aveva svolto mesi indietro, aveva
parlato di un circuito tra i più facili
dell'ultimo decennio, unica voce fuori dal coro
di elogi alla durezza del tracciato arrivati da
ogni dove. Poi sappiamo come è andata: Freire si
è infortunato e non ha potuto essere della
partita, ma ora lancia qualche critica al
selezionatore della Spagna Paco Antequera, uno
dei CT più vincenti nella storia dei Mondiali.
Secondo Freire, Antequera avrebbe sopravvalutato
la difficoltà del percorso portando a Salisburgo
una squadra poco adatta ad una gara veloce e con
poca selezione. Il riferimento ci sembra rivolto
alle convocazioni di scalatori come Sastre e
Cuesta e può essere anche azzeccato, ma anche in
passato Antequera ha abituato a scelte di questo
tipo. A Verona 2004, per esempio, Freire forse
non ricorda di aver vinto con una squadra nella
quale erano anche Mancebo, Serrano e Rubiera, su
un percorso che era un po' più impegnativo di
quello austriaco ma non certo un tappone alpino. |
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Che trionfo a
Salisburgo per Bettini - archivio
quickstep-innergetic
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Il Mondiale alla moviola -
Popolo di CT, strateghi e stregoni, stavolta lo
svolgimento tattico della corsa non ha lasciato
errori marchiani (o ci sono sfuggiti?). L'Italia
è sempre stata con le redini in mano, la Spagna
ha saputo trascinare sul podio un Valverde
sottotono, il Kazakistan con soli tre uomini non
poteva fare niente di più. Solo il Belgio ci ha
lasciato un po' perplessi: una volta inseriti
Devolder e Gilbert, mezze punte temibili, nella
fuga con Pozzato e Di Luca, non ha fatto niente
per far andare l'azione, ma ha consumato uomini
preziosi per farla naufragare. Il risultato è
stato che Boonen nel finale si è trovato
solissimo, ma il campione uscente ha comunque
rivelato che non avrebbe avuto le gambe per
vincere una volata, e difatti è stato solo 9°.
Unico altro appunto all'Australia: era la grande
occasione della vita con McEwen pronto a lanciare
la volata vincente, ma la presenza di O'Grady,
Evans e Rogers non è bastata a tenere unito il
gruppo nell'ultimo km. Con passisti del genere
valeva la pena giocare meglio, senza i treni che
McEwen non ama, ma per controllare la situazione.
Troppa
Vuelta fa male? - E' l'interrogativo che
ci lascia questo Mondiale: chi ha fatto
classifica in Spagna non è stato pari alle
attese. Valverde ha faticato e solo un giochino
furbetto l'ha portato sul podio, Vinokourov ha
pagato anche un percorso troppo semplice ed una
squadra ridotta all'osso, ma pure lui non è
sembrato lo stesso di certi strappi spagnoli. La
strada tracciata da Bettini sembra quella più
efficace: una Vuelta corsa in funzione iridata,
mettendosi alla prova, prendendosi qualche pausa
e tornando a casa qualche giorno prima per
recuperare.
Il bilancio azzurro -
Detto ampiamente dei professionisti che hanno
finalmente voltato pagina e corso da campioni
(merito anche di Silvio Martinello, nuovo
responsabile tecnico della Federazione),
tracciamo il bilancio del resto della spedizione.
Per le crono non c'erano ambizioni pesanti, ma
qualcosa si è visto ed il movimento mostra
almeno una maggior vitalità che in passato.
Nibali è un grande talento e l'impegno nelle
crono gli sarà utile anche nella prospettiva di
diventare un uomo da corse a tappe. Nelle gare in
linea abbiamo pagato l'aver portato dei
dilettanti DOC nella gara Under 23, che si sono
scontrati con molti atleti più maturi, già
professionisti, ma i numeri si sono visti e dil
4° posto di Gavazzi vale tantissimo. Tra le
donne bravissima e sfortunata la Cantele che ha
perso la medaglia per un centimetro, mentre
qualcuna deve ancora crescere un filo ma
arriverà (Monia Baccaille). Delusione, e ci
spiace infinitamente dirlo, per il ritorno di una
Fabiana Luperini che non è mai stata nel vivo
della gara.
Il Mondiale prossimo venturo - L'anno
prossimo il Mondiale si disputerà a Stoccarda,
in Germania. Il circuito tedesco sarà di 19,1 km
ed i professionisti, che correranno il 30
settembre, lo percorreranno per 14 volte
totalizzando 267 km. Un percorso leggermente
mosso, che non dovrebbe discostarsi di molto da
quello di Salisburgo, almeno dalla cartina. Ci
sono due strappetti nella prima metà, il primo
breve e più secco (fino al 13%), il secondo di
un paio di km al 5%. La variante sarà che
l'arrivo tenderà a salire, con un dislivello di
un'ottantina di metri negli ultimi 2 km. Nel
2008, invece, appuntamento a Varese. |
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