Home - Stagione 2006 - Campionati del Mondo

Appunti Mondiali - terza parte
   
Freire critica Antequera - Il percorso salisburghese aveva ingannato tutti tranne Oscar Freire. Il tricampione del mondo, dopo il sopralluogo che aveva svolto mesi indietro, aveva parlato di un circuito tra i più facili dell'ultimo decennio, unica voce fuori dal coro di elogi alla durezza del tracciato arrivati da ogni dove. Poi sappiamo come è andata: Freire si è infortunato e non ha potuto essere della partita, ma ora lancia qualche critica al selezionatore della Spagna Paco Antequera, uno dei CT più vincenti nella storia dei Mondiali. Secondo Freire, Antequera avrebbe sopravvalutato la difficoltà del percorso portando a Salisburgo una squadra poco adatta ad una gara veloce e con poca selezione. Il riferimento ci sembra rivolto alle convocazioni di scalatori come Sastre e Cuesta e può essere anche azzeccato, ma anche in passato Antequera ha abituato a scelte di questo tipo. A Verona 2004, per esempio, Freire forse non ricorda di aver vinto con una squadra nella quale erano anche Mancebo, Serrano e Rubiera, su un percorso che era un po' più impegnativo di quello austriaco ma non certo un tappone alpino.
Che trionfo a Salisburgo per Bettini - archivio quickstep-innergetic

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Il Mondiale alla moviola - Popolo di CT, strateghi e stregoni, stavolta lo svolgimento tattico della corsa non ha lasciato errori marchiani (o ci sono sfuggiti?). L'Italia è sempre stata con le redini in mano, la Spagna ha saputo trascinare sul podio un Valverde sottotono, il Kazakistan con soli tre uomini non poteva fare niente di più. Solo il Belgio ci ha lasciato un po' perplessi: una volta inseriti Devolder e Gilbert, mezze punte temibili, nella fuga con Pozzato e Di Luca, non ha fatto niente per far andare l'azione, ma ha consumato uomini preziosi per farla naufragare. Il risultato è stato che Boonen nel finale si è trovato solissimo, ma il campione uscente ha comunque rivelato che non avrebbe avuto le gambe per vincere una volata, e difatti è stato solo 9°. Unico altro appunto all'Australia: era la grande occasione della vita con McEwen pronto a lanciare la volata vincente, ma la presenza di O'Grady, Evans e Rogers non è bastata a tenere unito il gruppo nell'ultimo km. Con passisti del genere valeva la pena giocare meglio, senza i treni che McEwen non ama, ma per controllare la situazione.
Troppa Vuelta fa male? - E' l'interrogativo che ci lascia questo Mondiale: chi ha fatto classifica in Spagna non è stato pari alle attese. Valverde ha faticato e solo un giochino furbetto l'ha portato sul podio, Vinokourov ha pagato anche un percorso troppo semplice ed una squadra ridotta all'osso, ma pure lui non è sembrato lo stesso di certi strappi spagnoli. La strada tracciata da Bettini sembra quella più efficace: una Vuelta corsa in funzione iridata, mettendosi alla prova, prendendosi qualche pausa e tornando a casa qualche giorno prima per recuperare.
Il bilancio azzurro - Detto ampiamente dei professionisti che hanno finalmente voltato pagina e corso da campioni (merito anche di Silvio Martinello, nuovo responsabile tecnico della Federazione), tracciamo il bilancio del resto della spedizione. Per le crono non c'erano ambizioni pesanti, ma qualcosa si è visto ed il movimento mostra almeno una maggior vitalità che in passato. Nibali è un grande talento e l'impegno nelle crono gli sarà utile anche nella prospettiva di diventare un uomo da corse a tappe. Nelle gare in linea abbiamo pagato l'aver portato dei dilettanti DOC nella gara Under 23, che si sono scontrati con molti atleti più maturi, già professionisti, ma i numeri si sono visti e dil 4° posto di Gavazzi vale tantissimo. Tra le donne bravissima e sfortunata la Cantele che ha perso la medaglia per un centimetro, mentre qualcuna deve ancora crescere un filo ma arriverà (Monia Baccaille). Delusione, e ci spiace infinitamente dirlo, per il ritorno di una Fabiana Luperini che non è mai stata nel vivo della gara.
Il Mondiale prossimo venturo - L'anno prossimo il Mondiale si disputerà a Stoccarda, in Germania. Il circuito tedesco sarà di 19,1 km ed i professionisti, che correranno il 30 settembre, lo percorreranno per 14 volte totalizzando 267 km. Un percorso leggermente mosso, che non dovrebbe discostarsi di molto da quello di Salisburgo, almeno dalla cartina. Ci sono due strappetti nella prima metà, il primo breve e più secco (fino al 13%), il secondo di un paio di km al 5%. La variante sarà che l'arrivo tenderà a salire, con un dislivello di un'ottantina di metri negli ultimi 2 km. Nel 2008, invece, appuntamento a Varese.
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