Home - Stagione 2006 - Giro d'Italia

Pagelle: i promossi
IVAN BASSO - Per descrivere il Giro di Basso si può usare una sola parola: perfetto. Rispetto al già eccellente grado raggiunto un anno fa sia al Giro che al Tour ha compiuto un altro step, migliorando un po' ovunque, tanto che la sua superiorità è stata imbarazzante. Ad accentuare il suo dominio bisogna onestamente ammettere che è stato pure il livello, non proprio eccelso, dei suoi avversari: una corsa quindi con un grande campione ma con un livello medio modesto. Basso non ha vinto il Giro in una tappa, in un punto o con un'azione particolare, ha vinto ad ogni salita, ad ogni chilometro, ad ogni pedalata senza nessuna possibilità di replica, tanto che entrare qui nella cronaca del suo Giro è assolutamente superfluo. Il suo ciclismo è frutto di un lavoro attento ad ogni dettaglio, di un pragmatismo finanche ossessivo che l'ha portato ad essere un meccanismo perfetto. Ecco, se vogliamo trovargli un piccolo appunto possiamo dire che questa continua ricerca del miglioramento anche attraverso l'uso intensivo di scienza e tecnologia l'ha un po' meccanizzato. Fino a pochi km dall'Aprica un 10 e lode sarebbe stato comunque ancora troppo poco.
Ivan Basso sul podio a Termoli - www.bettiniphoto.net
Purtroppo quella storiaccia con Simoni non può non essere valutata: che bisogno c'era per l'uomo più forte del Giro di chiedere un aiuto in discesa se aveva intenzione di vincere la tappa? Al di là dell'aspetto della correttezza, non capiamo proprio il ragionamento tattico di Basso VOTO 10
CSC - Dietro ad un grande capitano dovrebbe esserci sempre una grande squadra. Questa CSC disegnata da Riis lo è stata senz'altro. Un'ottima cronosquadre, movimenti tattici sempre all'altezza, un Basso sempre coperto nelle salite con un avvicendamento ottimale dei compagni di squadra e nessuna energia sprecata inutilmente. Eccellente anche il cambiamento di formazione dell'ultimo momento, con l'innesto di un Sastre che si è rivelato utilissimo. Anche qui un peccatuccio: ma perchè Riis si è arrabbiato tanto con Voigt che dopo essersi fatto portare all'arrivo del San Pellegrino in carrozza dalla Quickstep non ha disputato la volata? Anche qui forse siamo ad un ciclismo un po' troppo meccanizzato. VOTO 10
JOSE' ENRIQUE GUTIERREZ - La più grande sorpresa del Giro. Era partito per fare un'onesta classifica da primi 10-15 e si è ritrovato ad essere il primo inseguitore di Basso, pure per il già citato livello non altissimo degli altri antagonisti. Molto bravo a cronometro e super in salita. E' proprio in montagna che ha costruto il suo podio se è vero che i circa due minuti e mezzo conquistati su Simoni a Pontedera sono più o meno gli stessi portati fino a Milano e che Savoldelli nella crono gli era arrivato davanti. Anche nella consistenza sul fondo e nelle scalate più dure, come il Mortirolo non ha mostrato grandi cedimenti VOTO 7,5
GILBERTO SIMONI - Il solito lottatore. Purtroppo gli anni passano per tutti e questo Simoni ha quindi perso un po' il passo dei giorni migliori e i cambi di ritmo in salita sono ormai un ricordo. Tuttavia riesce ancora a venire fuori abbastanza bene alla distanza, con un 2° posto coraggioso sul suo Bondone e due belle tappe tra le Dolomiti ed il Mortirolo. Su tutto però colpisce per la voglia che ha ancora di cercare la battaglia nonostante un avversario chiaramente più forte. A 35 anni il settimo podio nella corsa rosa è un traguardo di tutto rispetto VOTO 7
Damiano Cunego a Namur: secondo noi un Giro tutto sommato positivo per il veronese - www.bettiniphoto.net
LEONARDO PIEPOLI - Il Trullovolante non era mai stato protagonista così assiduo dall'inizio alla fine in una grande corsa a tappe. Aiuta in tutti i modi Simoni, è l'unico che riesce a tenere il passo di Basso quando il capitano designato lo lascia libero. Due vittorie di tappa sotto la pioggia, per lui che era sempre andato alla deriva con il brutto tempo, sono un bilancio davvero eccellente VOTO 7
ROBBIE MC EWEN - Dopo il primo scontro diretto vittorioso, la caduta di Petacchi gli ha tolto di mezzo il grande avversario. E' diventato quindi piuttosto semplice per lui fare tripletta ed imporsi come il velocista principe del Giro. Un piccolo sforzettino per arrivare almeno alla tappa bresciana però ce lo aspettavamo VOTO 7
STEFAN SCHUMACHER - Dopo una bella gavetta è arrivato al Ciclismo che conta. Si è imposto in due tappe con percorsi da gran classica dimostrando di essere uno degli uomini del futuro prossimo per le gare di un giorno VOTO 7
JUAN MANUEL GARATE - Un Giro tra alti e bassi ma che ci è piaciuto. Garate ha sempre cercato l'attacco dimostrando di non accontentarsi del solito piazzamento. Una gran tappa dolomitica e la maglia verde sono il bottino più che meritato, mentre la classifica non è andata oltre un 7° posto discreto VOTO 6,5
WLADIMIR BELLI - Il vecchio bergamasco ha ritrovato in Selle Italia motivazioni per un Giro da protagonista. Una bella fuga in cui ha sfiorato il successo parziale l'ha riportato in classifica e lui c'è rimasto oltre ogni previsione, dovendo alzare bandiera bianca solo per un infortunio muscolare quando un posto tra i 5 era probabile. Complimenti anche alla sua squadra, che sa dare stimoli a corridori emergenti come a coloro che sono troppo presto ritenuti finiti VOTO 6,5
PAOLO BETTINI - Scoprendosi imprevedibilmente non all'altezza nei traguardi storicamente a lui più congeniali ha saputo sfruttare la pochezza del lotto dei velocisti per riciclarsi in questa veste. E gli è riuscito benissimo, impensierendo in più occasioni anche McEwen e portando a casa lo sprint di Brescia, oltre alla maglia ciclamino. Bene anche come uomo squadra in aiuto a Garate, dimostrando una volta di più la grande umiltà del campione olimpico VOTO 6,5
AG2R - L'avevamo presentata come la squadra più debole del Giro, invece ha portato a casa una vittoria di tappa ed altre belle volate con Vaitkus, ha fatto intravedere Gadret tra i nomi nuovi della montagna ed ha animato molte tappe entrando nelle fughe. Con tante scuse VOTO 6,5
CAISSE D'EPARGNE - Senza velocisti di livello e uomini da top ten della classifica, il Giro della squadra di Unzue e Echavarri sembrava entrare nell'antologia delle semipasseggiate. Invece ogni giorno si sono scoperti protagonisti entrando nelle fughe con una costanza quasi commuovente. La vittoria di Horrach e i bei piazzamenti di Efimkin e Perez ci sembrano il giusto premio VOTO 6,5
DAMIANO CUNEGO - Può sembrare sbagliato inserire tra i promossi un corridore che due anni fa ha vinto il Giro ed ora arriva 4° a 18'. Quella del veronese è però una storia particolare: il Giro 2004 era una corsa di livello inferiore alle ultime due edizioni e non probante fino in fondo dal punto di vista tecnico. L'esaltazione di allora era eccessiva e dargli addosso ora lo sarebbe allo stesso modo. Dopo un buon inizio alla Maielletta ha pagato lo scotto psicologico del sorpasso bassiano a Pontedera. Da lì per qualche giorno è parso fuori corsa, quasi assente e senza voglia, giorni nei quali ha accumulato buona parte del ritardo finale. Le ultime due tappe, però, quelle tecnicamente di maggior valore, ci hanno restituito un bel Cunego, voglioso e determinato oltre che competitivo. Questo è quello che secondo noi si deve conservare del Giro di Cunego VOTO 6+
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