Pagelle:
i promossi
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| IVAN
BASSO - Per descrivere il Giro di Basso
si può usare una sola parola: perfetto. Rispetto
al già eccellente grado raggiunto un anno fa sia
al Giro che al Tour ha compiuto un altro step,
migliorando un po' ovunque, tanto che la sua
superiorità è stata imbarazzante. Ad accentuare
il suo dominio bisogna onestamente ammettere che
è stato pure il livello, non proprio eccelso,
dei suoi avversari: una corsa quindi con un
grande campione ma con un livello medio modesto.
Basso non ha vinto il Giro in una tappa, in un
punto o con un'azione particolare, ha vinto ad
ogni salita, ad ogni chilometro, ad ogni pedalata
senza nessuna possibilità di replica, tanto che
entrare qui nella cronaca del suo Giro è
assolutamente superfluo. Il suo ciclismo è
frutto di un lavoro attento ad ogni dettaglio, di
un pragmatismo finanche ossessivo che l'ha
portato ad essere un meccanismo perfetto. Ecco,
se vogliamo trovargli un piccolo appunto possiamo
dire che questa continua ricerca del
miglioramento anche attraverso l'uso intensivo di
scienza e tecnologia l'ha un po' meccanizzato.
Fino a pochi km dall'Aprica un 10 e lode sarebbe
stato comunque ancora troppo poco. |
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Purtroppo quella storiaccia con
Simoni non può non essere valutata: che bisogno
c'era per l'uomo più forte del Giro di chiedere
un aiuto in discesa se aveva intenzione di
vincere la tappa? Al di là dell'aspetto della
correttezza, non capiamo proprio il ragionamento
tattico di Basso VOTO 10
CSC
- Dietro ad un grande capitano dovrebbe esserci
sempre una grande squadra. Questa CSC disegnata
da Riis lo è stata senz'altro. Un'ottima
cronosquadre, movimenti tattici sempre
all'altezza, un Basso sempre coperto nelle salite
con un avvicendamento ottimale dei compagni di
squadra e nessuna energia sprecata inutilmente.
Eccellente anche il cambiamento di formazione
dell'ultimo momento, con l'innesto di un Sastre
che si è rivelato utilissimo. Anche qui un
peccatuccio: ma perchè Riis si è arrabbiato
tanto con Voigt che dopo essersi fatto portare
all'arrivo del San Pellegrino in carrozza dalla
Quickstep non ha disputato la volata? Anche qui
forse siamo ad un ciclismo un po' troppo
meccanizzato. VOTO 10
JOSE'
ENRIQUE GUTIERREZ - La più grande
sorpresa del Giro. Era partito per fare un'onesta
classifica da primi 10-15 e si è ritrovato ad
essere il primo inseguitore di Basso, pure per il
già citato livello non altissimo degli altri
antagonisti. Molto bravo a cronometro e super in
salita. E' proprio in montagna che ha costruto il
suo podio se è vero che i circa due minuti e
mezzo conquistati su Simoni a Pontedera sono più
o meno gli stessi portati fino a Milano e che
Savoldelli nella crono gli era arrivato davanti.
Anche nella consistenza sul fondo e nelle scalate
più dure, come il Mortirolo non ha mostrato
grandi cedimenti VOTO 7,5
GILBERTO
SIMONI - Il solito lottatore. Purtroppo
gli anni passano per tutti e questo Simoni ha
quindi perso un po' il passo dei giorni migliori
e i cambi di ritmo in salita sono ormai un
ricordo. Tuttavia riesce ancora a venire fuori
abbastanza bene alla distanza, con un 2° posto
coraggioso sul suo Bondone e due belle tappe tra
le Dolomiti ed il Mortirolo. Su tutto però
colpisce per la voglia che ha ancora di cercare
la battaglia nonostante un avversario chiaramente
più forte. A 35 anni il settimo podio nella
corsa rosa è un traguardo di tutto rispetto VOTO
7 |
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| Damiano Cunego a
Namur: secondo noi un Giro tutto sommato
positivo per il veronese - www.bettiniphoto.net |
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LEONARDO
PIEPOLI - Il Trullovolante non era mai
stato protagonista così assiduo dall'inizio alla
fine in una grande corsa a tappe. Aiuta in tutti
i modi Simoni, è l'unico che riesce a tenere il
passo di Basso quando il capitano designato lo
lascia libero. Due vittorie di tappa sotto la
pioggia, per lui che era sempre andato alla
deriva con il brutto tempo, sono un bilancio
davvero eccellente VOTO 7
ROBBIE
MC EWEN - Dopo il primo scontro diretto
vittorioso, la caduta di Petacchi gli ha tolto di
mezzo il grande avversario. E' diventato quindi
piuttosto semplice per lui fare tripletta ed
imporsi come il velocista principe del Giro. Un
piccolo sforzettino per arrivare almeno alla
tappa bresciana però ce lo aspettavamo VOTO 7 |
STEFAN SCHUMACHER
- Dopo una bella gavetta è arrivato al Ciclismo
che conta. Si è imposto in due tappe con
percorsi da gran classica dimostrando di essere
uno degli uomini del futuro prossimo per le gare
di un giorno VOTO 7
JUAN MANUEL GARATE - Un Giro tra
alti e bassi ma che ci è piaciuto. Garate ha
sempre cercato l'attacco dimostrando di non
accontentarsi del solito piazzamento. Una gran
tappa dolomitica e la maglia verde sono il
bottino più che meritato, mentre la classifica
non è andata oltre un 7° posto discreto VOTO
6,5
WLADIMIR BELLI - Il vecchio
bergamasco ha ritrovato in Selle Italia
motivazioni per un Giro da protagonista. Una
bella fuga in cui ha sfiorato il successo
parziale l'ha riportato in classifica e lui c'è
rimasto oltre ogni previsione, dovendo alzare
bandiera bianca solo per un infortunio muscolare
quando un posto tra i 5 era probabile.
Complimenti anche alla sua squadra, che sa dare
stimoli a corridori emergenti come a coloro che
sono troppo presto ritenuti finiti VOTO 6,5
PAOLO BETTINI - Scoprendosi
imprevedibilmente non all'altezza nei traguardi
storicamente a lui più congeniali ha saputo
sfruttare la pochezza del lotto dei velocisti per
riciclarsi in questa veste. E gli è riuscito
benissimo, impensierendo in più occasioni anche
McEwen e portando a casa lo sprint di Brescia,
oltre alla maglia ciclamino. Bene anche come uomo
squadra in aiuto a Garate, dimostrando una volta
di più la grande umiltà del campione olimpico
VOTO 6,5
AG2R - L'avevamo presentata come
la squadra più debole del Giro, invece ha
portato a casa una vittoria di tappa ed altre
belle volate con Vaitkus, ha fatto intravedere
Gadret tra i nomi nuovi della montagna ed ha
animato molte tappe entrando nelle fughe. Con
tante scuse VOTO 6,5
CAISSE D'EPARGNE - Senza
velocisti di livello e uomini da top ten della
classifica, il Giro della squadra di Unzue e
Echavarri sembrava entrare nell'antologia delle
semipasseggiate. Invece ogni giorno si sono
scoperti protagonisti entrando nelle fughe con
una costanza quasi commuovente. La vittoria di
Horrach e i bei piazzamenti di Efimkin e Perez ci
sembrano il giusto premio VOTO 6,5
DAMIANO CUNEGO - Può sembrare
sbagliato inserire tra i promossi un corridore
che due anni fa ha vinto il Giro ed ora arriva
4° a 18'. Quella del veronese è però una
storia particolare: il Giro 2004 era una corsa di
livello inferiore alle ultime due edizioni e non
probante fino in fondo dal punto di vista
tecnico. L'esaltazione di allora era eccessiva e
dargli addosso ora lo sarebbe allo stesso modo.
Dopo un buon inizio alla Maielletta ha pagato lo
scotto psicologico del sorpasso bassiano a
Pontedera. Da lì per qualche giorno è parso
fuori corsa, quasi assente e senza voglia, giorni
nei quali ha accumulato buona parte del ritardo
finale. Le ultime due tappe, però, quelle
tecnicamente di maggior valore, ci hanno
restituito un bel Cunego, voglioso e determinato
oltre che competitivo. Questo è quello che
secondo noi si deve conservare del Giro di Cunego
VOTO 6+ |
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