Presentazione
tappe
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maggio: 7° tappa Cesena - Saltara 236 km |
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| Chilometraggio
importante e altimetria nervosa per la tappa
numero 7 del Giro d'Italia. Da Cesena a Saltara
si percorrono 230 km e si superano diversi
dislivelli per una frazione che può premiare una
fuga a media gittata o uno scatto sul trampolino
conclusivo. Si parte da Cesena, una città che fa
da ponte tra le prime alture dell'Appennino e la
piana romagnola. Cesena è una città di origine
umbro-etrusca che conobbe il suo fulgore sotto i
Malatesta (1378-1465) che costruirono anche
l'omonima Rocca. Da Cesena la corsa si muove
verso la Repubblica di San Marino che
raggiungiamo dopo una quarantina di km. E' questa
la prima asperità di giornata, che può già
lanciare una fuga a lunga gittata. La piccola
Repubblica di San Marino fu fondata, seconda la
tradizione, nel IV secolo da Marino, uno scultore
di lapidi in fuga dalle persecuzioni di
Diocleziano. Dallo staterello del Monte Titano si
discende nelle Marche in direzione di Urbino che
raggiungiamo dopo aver affrontato altri
saliscendi. Da qui inizia un lungo giro con
salite anche impegnative tutto sulle alture delle
Marche settentrionali. Urbino, che domina le
valli del Foglia e del Metauro, è uno dei
piccoli grandi gioielli artistici del nostro
paese. |
| Saltara |
| Posta nella
valle del Metauro, Saltara pare avere
l'origine del proprio nome in un'altare
sacrificale, "Saltus area". Fu
sotto il dominio dei Malatesta e più
tardi nello Stato Pontificio. Tra i suoi
monumenti spicca un castello medievale
con una gradinata di 106 scalini
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| Il suo antico nome
romano, Urbs bina, ne indica lo sviluppo su due
diversi colli. Sotto la dinastia dei Montefeltro,
la città, divenne un centro culturale e
artistico di primaria importanza: a simbolo di
ciò sono soprattutto il Palazzo Ducale costruita
da Luciano Laurana e l'Università, una delle
più antiche e prestigiose d'Italia. La tappa del
Giro qui vivrà probabilmente su un attacco da
lontano di uomini fuori classifica: il problema
è che con poche tappe disputate la classifica
sarà ancora piuttosto corta e quindi sarà più
difficile per gli attaccanti avere via libera. Da
Cagli, intorno a metà tappa, inizia la parte
altimetricamente più importante: la prima salita
è quella di Monte Catria, una salita nuova, poco
conosciuta ed asfaltata solo recentemente che si
presenta come piuttosto impegnativa con pendenze
medie anche oltre al 10% ma molto irregolari.
Dalla vetta mancheranno ancora 90 km ed è quasi
certo che qui non succederà niente:
probabilmente ci sarà già una fuga in atto dai
primi km e questa sarà così un'ascesa da
selezione naturale. Dopo lo scollinamento si
tornerà a Cagli, lungo periplo si diceva, per un
lungo tratto in falsopiano prima degli ultimi 40
km molto tosti. Intanto si passa da Fossombrone e
dalla Gola del Furlo, un emozionante spettacolo
di strapiombi creato dall'azione del torrente
Candigliano sul massiccio del Furlo in cui si
notano anche due gallerie romane dove passava
l'antica Flaminia. Proprio da Fossombrone si sale
al Monte delle Cesane, una salitella con pendenze
davvero impegnative, tanto da essere definita il
"Piccolo Mortirolo". Un'ascesa in cui,
soprattutto nella prima parte che ha pendenze da
muro, oltre il 15%, si può fare grossa selezione
e lanciare un gruppo molto ristretto verso il
finale. Possiamo paragonarla più o meno al Muro
di Sammommè visto un anno fa nella tappa di
Pistoia. Non crediamo che possano esserci
distacchi tra i più forti ma certamente verrà
fuori un finale molto battagliato e con grande
selezione. Una volta superato il Cesane l'ultima
trentina di km presenta un andamento vallonato
con lo strappo di Bargni ed un arrivo già noto
agli appassionati, quello di Saltara. E' lo
stesso traguardo sul quale Bettini vinse il suo
Tricolore nel 2003 e dove si concluse pure una
tappa della Tirreno 2005, vinta da Knaven dopo
una lunga fuga. E' un arrivo in leggera salita,
non molto dura ma che favorisce gli scattisti
proprio come Bettini o Di Luca. C'è da dire poi
che i velocisti certamente non saranno della
partita e che a Saltara si presenterà o un
gruppetto di qualche decina di uomini con tutti i
più forti o una manciata di attaccanti evasi
sugli ultimi vallonamenti. Nel complesso una
tappa molto ben disegnata, spettacolare e di
quelle che nei Giri d'Italia dei primi anni del
nuovo millennio sono mancate. |
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| per
gentile concessione RCS Sport |
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