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Presentazione tappe
11 maggio: 5° tappa Piacenza - Cremona 38 km (Cronometro a squadre)
   
Dopo una latitanza di ben 17 anni ecco riapparire la cronosquadre al Giro d'Italia. L'ultima volta che una prova del genere è stata inserita nella corsa rosa fu nel lontano 1989 con una cronosquadre disputata in Sicilia nel Giro poi vinto da Laurent Fignon. Ora il ritorno, con una dimensione che avvalora questa prova anzichè renderla piena di trabocchetti e cavilli come al Tour de France. In Francia infatti, negli ultimi due anni si sono disputate crono di 60-70 km con il sistema degli sbarramenti, i distacchi già preconfezionati in partenza. Il Giro invece si propone con la formula già usata dalla Vuelta Espana: quindi niente sbarramenti di tempo, ma semplicemente un chilometraggio più ridotto, 38 km, che permetterà di vedere una bella prova senza che venga tagliato fuori dalla classifica generale chi non ha una squadra fortissima per questa particolare specialità e al tempo stesso conteggiando distacchi realmente accumulati sul campo e non preparati con tabelle. Questa cronosquadre ha però una piccola incognita: siamo all'indomani del giorno di riposo, con una lunga trasferta in mezzo, e perciò qualcuno potrebbe pagare in misura maggiore questa situazione, con qualche squadra che potrebbe ritrovarsi con dei vagoni poco reattivi.
Cremona
Cremona è sorta su una sponda del Po a seguito della bonifica medievale della zona. Nel Rinascimento la città conobbe un grande fervore artistico e culturale nel quale nacque anche la bottega del grande violinista Stradivari. Il monumento più celebre è il Torrazzo, una torre alta 111 metri ed eretta nel 1267 da cui si gode un ampio panorama su tutta la città

Tecnicamente la prova è presto spiegata: altissime velocità, lunghi rettilinei, nessuna variazione altimetrica per una corsa che favorisce quindi potenza e specialisti. Non è detto però che avere uno o due grandi cronomen risulti decisivo: molto più importante è avere una squadra dalla forza omogenea in cui tutti possano dare il proprio apporto. La partenza è fissata a Piacenza, città d'origine romana che da sempre occupa una posizione strategicamente importante. E' infatti il miglior punto per partire ad un facile scavalcamento dell'Appennino attraverso la Val Trebbia così come fu crocevia tra la via Emilia e l'antica via Francigena. Per questo fu un importante centro di scambi commerciali e finanziari. Nel 1545 divenne capitale del ducato di Parma e Piacenza, retto dai Farnese, ed anche quando il potere fu trasferito alla sola Parma, i Signori non abbandonaro la città, che ebbe la sua parte di abbellimento. Centro di Piacenza è piazza dei Cavalli, così chiamata per le due statue equestri dei Farnese, da cui prenderà avvio la tappa. Su di essa si affaccia il Palazzo Comunale, detto il Gotico, un caratteristico edificio con la parte inferiore in marmo e quella superiore in mattone e smerlature ghibelline. Sula stessa piazza è anche la chiesa di San Francesco, mentre tra i musei si segnala la Galleria Ricci-Bitti, un'importante raccolta di arte moderna con opere di Casorati, De Pisis, Medardo Rosso e dei macchiaioli. La corsa si svolge tutta in statale, a due passi dal Po, che qui disegna ampi tornanti che evocano un tappone alpino mentre qui siamo completamente in piano. Superiamo Caorso, Monticelli d'Ongina e scavalchiamo il Po per l'ultimo tratto lombardo che conduce a Cremona. Tutto ad altissime velocità. Crediamo che le prime squadre saranno raccolte in poche decine di secondi, mentre chi potrebbe pagare qualcosa in più tra i favoriti è Simoni. Con un chilometraggio di questa entità e tutte le salite che ci aspettano, comunque, non dovrebbe esserci niente di decisivo da questa frazione.
Siti amici
The Centre.it
Fiori a domiciclio
 
Precedenti partenze da Piacenza
1 (1986)
Precedenti arrivi a Cremona
3 (1935 Bergamaschi - 1963 Vigna - 1986 Moser)

per gentile concessione RCS Sport