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Presentazione tappe
7 maggio: 2° tappa Mons - Charleroi 197 km
   
Il secondo giorno di Giro vallone non dovrebbe presentare sorprese: il tracciato è disegnato per non sfuggire ai velocisti e con poche tappe piatte a disposizione certamente Petacchi & c. non si farano sfuggire la possibilità di giocarsi il successo di tappa. Appigli per gli attaccanti non ce ne sono: sui 197 km di gara c'è un solo GPM, Silenrieux, che sembra uscito dall'antologia dei quarta categoria del Tour. La partenza è fissata a Mons, la cui Torre campanaria, il Bellfroi, fa parte del patrimonio mondiale protetto dall'Unesco. Un capolavoro barocco del XVII secolo alto 87 metri che è il simbolo della città. Notevole anche la Collegiata di Saint Waudru, una chiesa gotica la cui costruzione si è protratta per 236 anni. Tra i paesi attraversati è di particolare interesse Nivelles, una città sorta attorno all'antica Collegiata di Santa Gertrude, una delle più antichi edifici religiosi romanici d'Europa. Dopo le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale è stata ricostruita nel 1984. Anche il sottosuolo è interessante, con i resti di cinque diverse chiese precedenti. Anche il quartiere Saint Jacques vale la visita, un caratteristico borgo vallone che conserva l'aspetto ed il fascino medioevale.
Charleroi
Charleroi deve il suo nome al re Carlo II di Spagna. Qui infatti gli spagnoli edificarono, nel 1666, una fortezza che prese il nome del re. Conosciuta per i ricchi giacimenti minerari oggi non più sfruttati, Charleroi è il centro principale e capoluogo della Vallonia.

Più avanti Beaumont ha la propria attrazione nella Tour Salamandre, un'antica torre che racconta episodi storici rilevanti, come i passaggi di Carlo V e Napoleone. L'arrivo è a Charleroi e non potrà che essere, come già detto, appannaggio delle ruote veloci, che vivranno qui la loro prima sfida. Oltre che l'aspetto tecnico, la tappa ha una valenza storica: l'8 agosto del 1956 a causa di un errore umano, si scatenò l'inferno nella miniera di carbon fossile del Bois du Cazier, vicino a Charleroi ed esattamente a Marcinelle. In Belgio a quei tempi vivevano migliaia e migliaia di italiani, espatriati per cercare lavoro. Lavoro che era soprattutto quello delle miniere, pericoloso e che causava frequenti incidenti. A Marcinelle si verificò una tragedia che scosse profondamente l'opinione pubblica: i minatori si trovarono improgionati senza via di scampo, soffocati dai gas. Sulle 262 persone rimaste uccise, ben 136 erano italiani. A cinquant'anni di distanza il Giro ricorderà quel tragico avvenimento.
 
per gentile concessione RCS Sport
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Precedenti partenze da Mons
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