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Presentazione tappe
25 maggio: 18° tappa Sillian - Gemona del Friuli 210 km
   
Messa lì tra Plan de Corones, Bondone, San Pellegrino, Mortirolo, questa tappa friulana che porta a Gemona del Friuli rischia di essere poco considerata. Il suo profilo altimetrico non è infatti quello del tappone alpino e con tante fatiche intorno questo sembra il giorno meno indicato per fare classifica. C'è però da stare molto attenti, perchè un percorso come questo può trovare interpreti coraggiosi che possono mettere a segno un bel colpo. Dopo lo spettacolo di Plan de Corones il Giro riparte dall'Austria, Sillian, attraversando il territorio biancorosso per un'ottantina di km fino al Passo di Monte Croce Carnico, una salita di una dozzina di km con pendenza media sul 6% che non può provocare movimenti importanti, anche vista la distanza dal traguardo. E' comunque una fase in cui coraggiosi attaccanti in cerca di un traguardo di giornata possono avvantaggiarsi: le squadre dei velocisti non hanno nessuna mira su questa frazione, gli uomini da classifica baderanno fin qui a controllarsi e risparmiare, quindi la fuga da lontano sembra un'ipotesi più che probabile.
Gemona del Friuli
Città d'origine preromana, Gemona sorge ai piedi dei monti Glemine. Il suo periodo storico di maggior prosperità fu tra i secoli XIII e XIV, sotto il patriarcato di Aquileia. Oggi Gemona è il simbolo della rinascita del Friuli dopo il tragico terremoto del 1976. Tra le sue attrattive storiche ed artistiche c'è il Castello risalente all'anno 1000, il Duomo romanico-gotico, pesantemente danneggiato dal terremoto, ma del tutto recuperato e la porticata via Bini
Dopo il Passo di Monte Croce Carnico si ritorna in Italia, ridiscendendo per la Carnia tra Paluzza e Tolmezzo e puntando ancora più a sud fino a San Daniele del Friuli, patria dei prosciutti più dolci e pregiati d'Italia. San Daniele è situata su un colle sopra il Tagliamento, il più importante fiume friulano, e possiede un bel patrimonio storico-artistico con chiese e palazzi che spaziano dal gotico al settecentesco, tra cui spiccano gli affreschi di Pellegrino da San Daniele nella chiesa di Sant'Antonio Abate. La tappa vive in questo tratto un momento tranquillo, ma da qui il ritmo si fa serrato: mancano infatti una ventina di km all'imbocco della salita di Cuel di Forchia e trovarsi nelle primissime posizioni è quantomeno fondamentale. La salita, infatti, presenta subito uno strappo durissimo, con i primi 1800 metri che hanno una media del 12%. La strada, stretta, aumenta la necessità di iniziare davanti e contribuisce a rendere questa ascesa molto selettiva. Per arrivare alla vetta ci sono 8 km e mezzo con una media dell'8,2% ed una punta massima del 18% a poche centinaia di metri dallo scollinamento. Con tante salite piazzate nelle tappe precedenti ed in quelle successive può esserci anche una specie di tregua tra i nomi grossi, ma la selettività di questo Cuel di Forchia lascia aperta la porta anche ad attacchi importanti. Dalla vetta bisognerà percorrere ancora più di 60 km, prima discesa e pianura nel nord-ovest udinese toccando, tra l'altro, Majano e poi nel finale due dentini secchi, di cui l'ultimo a Montenars a 12 km dal traguardo di Gemona, che possono dare il colpo finale. Che tappa sarà? Non è facile dirlo, il percorso è adatto a molte soluzioni: la più probabile è una fuga da lontano, mentre per la classifica dovrebbe esserci un niente di fatto. La salita del Cuel di Forchia resta comunque molto dura e non esclude sorprese, così come pure l'ultimo strappo può lanciare un forte scattista.
Questa tappa è anche un ricordo di quanto accaduto in questa terra trent'anni fa: il disastroso terremoto del 1976 che sconvolse venti comuni friulani e di cui Gemona è diventata simbolo per la sua rinascita rapida e coraggiosa. Il Giro tocca nel suo itinerario odierno 18 dei 20 comuni che vissero quella tragica pagina della nostra storia.
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1 (1977 Marc Demeyer)
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per gentile concessione RCS Sport