Presentazione
tappe
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maggio: 17° tappa Termeno - Plan de Corones 133
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ad uno degli appuntamenti più attesi di tutto il
Giro. Reduci dal Bondone ci volgiamo ora all'Alto
Adige per una tappa di breve chilometraggio (133
km) ma dura e spettacolare. E' infatti la
frazione dello sterrato, che dopo il successo
clamoroso del Finestre sembra poter trovare uno
spazio se non fisso comunque riproponibile con
una certa frequenza. Stavolta però, rispetto
alla tappa piemontese dell'anno scorso, il tratto
sterrato sarà all'arrivo e con pendenze più
aggressive, ai limiti dell'umano. Ci si aspetta
quindi uno spettacolo unico, mai visto nel
ciclismo moderno. Intanto però questa tappa
numero 17 parte da Termeno: siamo in Alto Adige,
sulla Strada del Vino, a 4 km dal Lago di
Caldaro. Il paese non si trova certo qui per
caso: il suo Gewurztraminer è un prelibato vino
bianco aromatizzato. La prima parte della tappa
è molto semplice, con la risalita della Valle
Isarco fino a Bressanone passando anche da
Bolzano, senza la scalata al Passo di Pinei che
nella prima stesura della tappa avrebbe dovuto
rappresentare la prima difficoltà odierna e che
invece è stata depennata. |
| S. Vigilio di
Marebbe |
| Nel cuore
delle Dolomiti, a 1200 metri, si situa
questa splendida località, San Vigilio
di Marebbe, in un fondovalle circondato
da suggestive vette e zone protette.
Anticamente abitata da popolazioni
retiche, la zona fu assoggettata da Roma
nel 15 AC. La mescolanza delle lingue
forgiò il ladino, ancora oggi lingua
parlata non solo qui ma anche nelle altre
valli dolomitiche, in zone del Friuli e
della Svizzera. |
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| Città bilingue, Bolzano (Bozen),
è capoluogo della provincia autonoma dell'Alto
Adige Sudtirol. Si trova nei pressi della
confluenza dell'Isarco nell'Adige, circondata da
frutteti e vigneti. Il suo aspetto è
spiccatamente quello del centro medioevale
austriaco, come nel gotico Duomo. Molto eleganti
sono le vie più antiche come via della Mostra e
via dei Portici. Nei dintorni sono notevoli
l'abbazia benedettina e la Parrocchiale di Gries,
che conserva un altare capolavoro di Michael
Pacher, ed il Castel Roncolo costruito nel 1237
dalla potente famiglia Vanga a protezione di
Bolzano ma poi trasformata soprattutto in
residenza nobiliare. Da Bolzano si continua a
risalire la Valle Isarco verso Ponte Gardena, un
tratto spesso strettissimo con le pareti della
montagna a strapiombo sulla strada. Il successivo
paese è Chiusa, ai piedi del monastero di
Sabione. Abbiamo percorso poco più di 50 km e si
riprende a risalire la Valle verso la verde conca
di Bressanone, una città rimasta per otto secoli
sotto il potere vescovile. La residenza dei
vescovi-principi, il duecentesco Palazzo
Vescovile, ospita oggi il Museo diocesano con
un'importante raccolta di arte altoatesina.
L'elemento più caratteristico della città sono
i due alti campanili del Duomo che svettano nella
piazza omonima. A poca distanza (un paio di km
circa) è l'abbazia di Novacella, un imponente
monastero agostiniano del XII secolo inizialmente
romanico ma che successivamente ha acquisito un
volto gotico. La parte più cospicua dela
complesso risale comunque al 1442, iniziata per
volontà del vescovo Artmanno. Uno degli scorci
più particolari è il Pozzo delle Meraviglie,
posto dentro un'edicola ottagonale nella quale
sono raffigurate le Sette Meraviglie e l'abbazia
stessa. Da Bressanone si lascia la Valle Isarco
per scalare il Passo delle Erbe, che affrontiamo
dal versante meno noto. E' una salita lunghissima
ma, nella seconda parte, discontinua. I primi 16
km sono comunque abbastanza impegnativi, con una
media del 7%, poi la salita si fa più facile,
con tratti anche in discesa. Visto quello che ci
aspetta nel finale è difficile che su questa
salita qualcuno dei favoriti si muova. E'
piuttosto un tratto di percorso nel quale si
possono mandare avanti dei compagni di squadra da
usare come testa di ponte per un tratto
dell'ultima salita. Dai 1987 metri del Passo
delle Erbe si scende nella verdissima Val Badia
fino a Longega per cominciare la scalata
decisiva, quella del Passo Furcia, che è la
porta verso la Val Pusteria, che si prolunga
nello sterrato di Plan de Corones. E' la salita
sulla quale due anni fa Damiano Cunego si involò
approfittando anche della forza della sua Saeco
verso la vittoria di Falzes, decisiva per la
conquista della maglia rosa finale. I primi 7 km
dopo Longega sono piuttosto semplici, quindi la
strada si fa più stretta e procede con strappi
durissimi fin sul 14%. Ad 8-9 km dall'arrivo
pensiamo ci possa già essere una nettissima
selezione con i più forti ormai da soli. E'
però negli ultimi 5,3 km che si concentrano
attese, paure e speranze: da qui la strada è
sterrata e con pendenze da capogiro. I primi 3 km
di fondo bianco hanno una media superiore all'11%
e tratti al 14%, poi un breve intermezzo di
recupero e un'ultima arrampicata da brivido di
circa 1 km al 13,3% con un tornante spaccagambe
al 24%. E' facile prevedere che qui anche i più
forti arriveranno ad uno ad uno e che i distacchi
potrebbero essere importanti, essendo anche alla
fase finale del Giro, con già tante salite nelle
gambe. E' quindi uno degli appuntamenti chiave
della corsa, sicuramente il più atteso dagli
appassionati che aspettano di vedere cosa voglia
dire un arrivo con queste caratteristiche di
pendenze e fondo, sul quale nessuno ha realmente
idea di cosa possa avvenire. Il fondo stradale
tra l'altro sarà una novità assoluta: una cosa
diversa rispetto a quello, già buono, del
Finestre, che dovrebbe garantire una tenuta
assoluta anche nel tempo e quindi essere
utilizzato per altre strade bianche. |
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