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Presentazione tappe
24 maggio: 17° tappa Termeno - Plan de Corones 133 km
   
Siamo ad uno degli appuntamenti più attesi di tutto il Giro. Reduci dal Bondone ci volgiamo ora all'Alto Adige per una tappa di breve chilometraggio (133 km) ma dura e spettacolare. E' infatti la frazione dello sterrato, che dopo il successo clamoroso del Finestre sembra poter trovare uno spazio se non fisso comunque riproponibile con una certa frequenza. Stavolta però, rispetto alla tappa piemontese dell'anno scorso, il tratto sterrato sarà all'arrivo e con pendenze più aggressive, ai limiti dell'umano. Ci si aspetta quindi uno spettacolo unico, mai visto nel ciclismo moderno. Intanto però questa tappa numero 17 parte da Termeno: siamo in Alto Adige, sulla Strada del Vino, a 4 km dal Lago di Caldaro. Il paese non si trova certo qui per caso: il suo Gewurztraminer è un prelibato vino bianco aromatizzato. La prima parte della tappa è molto semplice, con la risalita della Valle Isarco fino a Bressanone passando anche da Bolzano, senza la scalata al Passo di Pinei che nella prima stesura della tappa avrebbe dovuto rappresentare la prima difficoltà odierna e che invece è stata depennata.
S. Vigilio di Marebbe
Nel cuore delle Dolomiti, a 1200 metri, si situa questa splendida località, San Vigilio di Marebbe, in un fondovalle circondato da suggestive vette e zone protette. Anticamente abitata da popolazioni retiche, la zona fu assoggettata da Roma nel 15 AC. La mescolanza delle lingue forgiò il ladino, ancora oggi lingua parlata non solo qui ma anche nelle altre valli dolomitiche, in zone del Friuli e della Svizzera.
Città bilingue, Bolzano (Bozen), è capoluogo della provincia autonoma dell'Alto Adige Sudtirol. Si trova nei pressi della confluenza dell'Isarco nell'Adige, circondata da frutteti e vigneti. Il suo aspetto è spiccatamente quello del centro medioevale austriaco, come nel gotico Duomo. Molto eleganti sono le vie più antiche come via della Mostra e via dei Portici. Nei dintorni sono notevoli l'abbazia benedettina e la Parrocchiale di Gries, che conserva un altare capolavoro di Michael Pacher, ed il Castel Roncolo costruito nel 1237 dalla potente famiglia Vanga a protezione di Bolzano ma poi trasformata soprattutto in residenza nobiliare. Da Bolzano si continua a risalire la Valle Isarco verso Ponte Gardena, un tratto spesso strettissimo con le pareti della montagna a strapiombo sulla strada. Il successivo paese è Chiusa, ai piedi del monastero di Sabione. Abbiamo percorso poco più di 50 km e si riprende a risalire la Valle verso la verde conca di Bressanone, una città rimasta per otto secoli sotto il potere vescovile. La residenza dei vescovi-principi, il duecentesco Palazzo Vescovile, ospita oggi il Museo diocesano con un'importante raccolta di arte altoatesina. L'elemento più caratteristico della città sono i due alti campanili del Duomo che svettano nella piazza omonima. A poca distanza (un paio di km circa) è l'abbazia di Novacella, un imponente monastero agostiniano del XII secolo inizialmente romanico ma che successivamente ha acquisito un volto gotico. La parte più cospicua dela complesso risale comunque al 1442, iniziata per volontà del vescovo Artmanno. Uno degli scorci più particolari è il Pozzo delle Meraviglie, posto dentro un'edicola ottagonale nella quale sono raffigurate le Sette Meraviglie e l'abbazia stessa. Da Bressanone si lascia la Valle Isarco per scalare il Passo delle Erbe, che affrontiamo dal versante meno noto. E' una salita lunghissima ma, nella seconda parte, discontinua. I primi 16 km sono comunque abbastanza impegnativi, con una media del 7%, poi la salita si fa più facile, con tratti anche in discesa. Visto quello che ci aspetta nel finale è difficile che su questa salita qualcuno dei favoriti si muova. E' piuttosto un tratto di percorso nel quale si possono mandare avanti dei compagni di squadra da usare come testa di ponte per un tratto dell'ultima salita. Dai 1987 metri del Passo delle Erbe si scende nella verdissima Val Badia fino a Longega per cominciare la scalata decisiva, quella del Passo Furcia, che è la porta verso la Val Pusteria, che si prolunga nello sterrato di Plan de Corones. E' la salita sulla quale due anni fa Damiano Cunego si involò approfittando anche della forza della sua Saeco verso la vittoria di Falzes, decisiva per la conquista della maglia rosa finale. I primi 7 km dopo Longega sono piuttosto semplici, quindi la strada si fa più stretta e procede con strappi durissimi fin sul 14%. Ad 8-9 km dall'arrivo pensiamo ci possa già essere una nettissima selezione con i più forti ormai da soli. E' però negli ultimi 5,3 km che si concentrano attese, paure e speranze: da qui la strada è sterrata e con pendenze da capogiro. I primi 3 km di fondo bianco hanno una media superiore all'11% e tratti al 14%, poi un breve intermezzo di recupero e un'ultima arrampicata da brivido di circa 1 km al 13,3% con un tornante spaccagambe al 24%. E' facile prevedere che qui anche i più forti arriveranno ad uno ad uno e che i distacchi potrebbero essere importanti, essendo anche alla fase finale del Giro, con già tante salite nelle gambe. E' quindi uno degli appuntamenti chiave della corsa, sicuramente il più atteso dagli appassionati che aspettano di vedere cosa voglia dire un arrivo con queste caratteristiche di pendenze e fondo, sul quale nessuno ha realmente idea di cosa possa avvenire. Il fondo stradale tra l'altro sarà una novità assoluta: una cosa diversa rispetto a quello, già buono, del Finestre, che dovrebbe garantire una tenuta assoluta anche nel tempo e quindi essere utilizzato per altre strade bianche.
 
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per gentile concessione RCS Sport