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Presentazione tappe
20 maggio: 13° tappa Alessandria - La Thuile 216 km
   
Dopo due settimane di corsa il Giro d'Italia prende qui il suo primo contatto con le Alpi, da sempre giudice per la conquista della maglia rosa. Dopo aver lasciato la Liguria ci si ritrova ad Alessandria per la partenza di questa tappa numero 13 che anche presentando una sola salita resta una di quelle che possono fare la classifica. Oltre ad essere una tappa molto interessante dal punto di vista prettamente tecnico è anche una delle più belle da quello paesaggistico e storico-artistico. Si riparte, dunque, da Alessandria per muovere verso il dolce paesaggio monferrino, dove tocchiamo Casale Monferrato. Casale, città dall'identità medievale e rinascimentale assieme, si presenta con un cospicuo patrimonio artistico nel quale spicca il Complesso di San Domenico, convento, chiesa e cappelle con stili che vanno dal gotico al barocco. Siamo in una terra cara agli enologi, che lascia il posto poi alla più monotona pianura vercellese e le sue risaie.
La Thuile
Antico centro minerario, La Thuile è oggi una delle più classiche mete di vacanze della Valle d'Aosta. Il suo territorio è testimone di grandi avvenimenti storici, da Augusto a Napoleone, essendo da sempre un luogo di transito per la vicinanza del Piccolo San Bernardo e del San Carlo. Sul Colle del San Bernardo è stato restaurato l'ospizio mauriziano, ma incantevole è soprattutto il giardino alpino Chanousia
Da Vercelli (abbiamo percorso una cinquantina di km) il tracciato di gara si volge verso nord-ovest puntando deciso verso la Val d'Aosta. Si supera Viverone col suo lago, giungendo quindi ad Ivrea, modernamente conosciuta come città della Olivetti. In realtà l'insediamento è antichissimo: già i romani qui avevano fondato Eporedia e più tardi, nel 1356, i Savoia entrarono in possesso della città costruendovi un poderoso castello ad avvalorarne l'importanza strategica. Ivrea è sita infatti allo sbocco della Dora Baltea in pianura e dà accesso a tutti i valichi valdostani. Da qui il passo in Val d'Aosta è breve dal punto di vista chilometrico: da Pont St. Martin siamo nella Vallèe, con l'imbuto di Bard ed il suo forte a fare da ingresso. Proprio a Bard venivano riscossi i pedaggi per il passaggio in Valle: il suo forte è solo uno dei circa 150 castelli che punteggiano il territorio valdostano, facendone una presenza costante che indica l'antica importanza strategica della regione e dei valichi alpini. I successivi che incontriamo risalendo la Vallèe nel percorso della tappa sono quello fastoso di Issogne e quello più severo e poderoso di Verres. Fin qui la corsa sarà ancora piuttosto tranquilla, con una probabile fuga da lontano fuori classifica e i grossi calibri in mezzo al gruppo. Fino a Morgex, infatti, il percorso risale il fondovalle principale della Val d'Aosta senza incontrare difficoltà, ma una lenta e lievissima ascesa fino ai 920 metri della località che segna l'inizio della salita. C'è ancora tempo, quindi, con la tappa in naftalina, di fare un po' di turismo: dopo Verres si arriva a St. Vincent, notissima stazione turistica che deve la sua fama anche al Casinò. Più culturalmente a St. Vincent spicca il castello di Ussel, una via di mezzo tra il fortilizio e il castello-palazzo di epoca più tarda. Da qui il fondovalle piega decisamente verso ovest, inquadrando Aosta e le montagne che segnano il confine con la Francia, e soprattutto il Bianco. Prima di arrivare ad Aosta, però, non può mancare una menzione per il più famoso dei castelli della Vallèe, quello di Fenis. E' uno dei tanti costruiti dalla potente famiglia degli Challant, ed è assurto a vero simbolo della regione. Il suo aspetto scenograficamente militare non deve trarre in inganno: in realtà Fenis è un vero palazzo nobiliare arricchito da splendidi affreschi. Ancora qualche km e si giunge ad Aosta, capoluogo regionale, crocevia strategicamente imprescindibile tra Savoia, Svizzera e Pianura Padana, in un territorio abitato fin dal 3000 AC. La città romana, invece, risale al 25 AC (Augusta Pratoria) e per il suo fasto fu soprannominata Roma delle Alpi. Si contano infatti l'arco di Augusto, la Porta Pretoria, il teatro, l'anfiteatro, il foro, le terme. Più tarda è invece un'altra grande traccia del passato della città, la monumentale collegiata di Sant'Orso, del X-XI secolo.
Ad Aosta abbiamo raggiunto i 583 metri di altitudine e siamo a 27 km dall'inizio della salita e 45 km dall'arrivo. Da qui la tappa si fa interessante. Iniziare in testa il Colle di San Carlo è importantissimo per gli uomini di classifica e quindi in questi km di falsopiano il lavoro delle squadre sarà fondamentale. A Morgex, a 17 km e mezzo dall'arrivo, i girini inizieranno a confrontarsi con il San Carlo. E' una salita che non lascia mai respiro, con tanti tornanti, strada piuttosto ampia, sempre con pendenze molto impegnative, prima in mezzo al bosco, poi tra prati e pascoli. Il tratto più duro è dopo circa 3 km con pendenze sul 15%, ma è tutta la salita che fa paura. Non ci sono tratti di recupero e questo rende questa ascesa attaccabile fin dall'inizio per chi ha gamba. Qui si può realmente fare la differenza e segnare dei distacchi già significativi. Pensiamo che sul San Carlo anche i migliori possano selezionarsi in maniera importante: oltretutto dalla vetta mancheranno solo 7 km di planata su La Thuile, una discesa molto breve e con una pendenza del 7,6% che non dovrebbe consentire di ricompattare più di tanto i distacchi accumulati su una salita tanto ostica. Quindi, anche se la tappa presenta una sola scalata, secondo noi questa è già una frazione che può mettere un segno molto importante sulla conquista del Giro. Niente di definitivo, naturalmente: con tutte le salite che restano nell'ultima settimana e che sono destinate a far accumulare fatiche su fatiche, il trend si può ancora modificare, però sarà vietato sottovalutare questa tappa perchè fatta di una sola salita.
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per gentile concessione RCS Sport