Presentazione
tappe
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maggio: 13° tappa Alessandria - La Thuile 216 km |
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| Dopo
due settimane di corsa il Giro d'Italia prende
qui il suo primo contatto con le Alpi, da sempre
giudice per la conquista della maglia rosa. Dopo
aver lasciato la Liguria ci si ritrova ad
Alessandria per la partenza di questa tappa
numero 13 che anche presentando una sola salita
resta una di quelle che possono fare la
classifica. Oltre ad essere una tappa molto
interessante dal punto di vista prettamente
tecnico è anche una delle più belle da quello
paesaggistico e storico-artistico. Si riparte,
dunque, da Alessandria per muovere verso il dolce
paesaggio monferrino, dove tocchiamo Casale
Monferrato. Casale, città dall'identità
medievale e rinascimentale assieme, si presenta
con un cospicuo patrimonio artistico nel quale
spicca il Complesso di San Domenico, convento,
chiesa e cappelle con stili che vanno dal gotico
al barocco. Siamo in una terra cara agli enologi,
che lascia il posto poi alla più monotona
pianura vercellese e le sue risaie. |
| La Thuile |
| Antico centro
minerario, La Thuile è oggi una delle
più classiche mete di vacanze della
Valle d'Aosta. Il suo territorio è
testimone di grandi avvenimenti storici,
da Augusto a Napoleone, essendo da sempre
un luogo di transito per la vicinanza del
Piccolo San Bernardo e del San Carlo. Sul
Colle del San Bernardo è stato
restaurato l'ospizio mauriziano, ma
incantevole è soprattutto il giardino
alpino Chanousia |
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| Da Vercelli (abbiamo percorso una
cinquantina di km) il tracciato di gara si volge
verso nord-ovest puntando deciso verso la Val
d'Aosta. Si supera Viverone col suo lago,
giungendo quindi ad Ivrea, modernamente
conosciuta come città della Olivetti. In realtà
l'insediamento è antichissimo: già i romani qui
avevano fondato Eporedia e più tardi, nel 1356,
i Savoia entrarono in possesso della città
costruendovi un poderoso castello ad avvalorarne
l'importanza strategica. Ivrea è sita infatti
allo sbocco della Dora Baltea in pianura e dà
accesso a tutti i valichi valdostani. Da qui il
passo in Val d'Aosta è breve dal punto di vista
chilometrico: da Pont St. Martin siamo nella
Vallèe, con l'imbuto di Bard ed il suo forte a
fare da ingresso. Proprio a Bard venivano
riscossi i pedaggi per il passaggio in Valle: il
suo forte è solo uno dei circa 150 castelli che
punteggiano il territorio valdostano, facendone
una presenza costante che indica l'antica
importanza strategica della regione e dei valichi
alpini. I successivi che incontriamo risalendo la
Vallèe nel percorso della tappa sono quello
fastoso di Issogne e quello più severo e
poderoso di Verres. Fin qui la corsa sarà ancora
piuttosto tranquilla, con una probabile fuga da
lontano fuori classifica e i grossi calibri in
mezzo al gruppo. Fino a Morgex, infatti, il
percorso risale il fondovalle principale della
Val d'Aosta senza incontrare difficoltà, ma una
lenta e lievissima ascesa fino ai 920 metri della
località che segna l'inizio della salita. C'è
ancora tempo, quindi, con la tappa in naftalina,
di fare un po' di turismo: dopo Verres si arriva
a St. Vincent, notissima stazione turistica che
deve la sua fama anche al Casinò. Più
culturalmente a St. Vincent spicca il castello di
Ussel, una via di mezzo tra il fortilizio e il
castello-palazzo di epoca più tarda. Da qui il
fondovalle piega decisamente verso ovest,
inquadrando Aosta e le montagne che segnano il
confine con la Francia, e soprattutto il Bianco.
Prima di arrivare ad Aosta, però, non può
mancare una menzione per il più famoso dei
castelli della Vallèe, quello di Fenis. E' uno
dei tanti costruiti dalla potente famiglia degli
Challant, ed è assurto a vero simbolo della
regione. Il suo aspetto scenograficamente
militare non deve trarre in inganno: in realtà
Fenis è un vero palazzo nobiliare arricchito da
splendidi affreschi. Ancora qualche km e si
giunge ad Aosta, capoluogo regionale, crocevia
strategicamente imprescindibile tra Savoia,
Svizzera e Pianura Padana, in un territorio
abitato fin dal 3000 AC. La città romana,
invece, risale al 25 AC (Augusta Pratoria) e per
il suo fasto fu soprannominata Roma delle Alpi.
Si contano infatti l'arco di Augusto, la Porta
Pretoria, il teatro, l'anfiteatro, il foro, le
terme. Più tarda è invece un'altra grande
traccia del passato della città, la monumentale
collegiata di Sant'Orso, del X-XI secolo. |
| Ad Aosta
abbiamo raggiunto i 583 metri di altitudine e
siamo a 27 km dall'inizio della salita e 45 km
dall'arrivo. Da qui la tappa si fa interessante.
Iniziare in testa il Colle di San Carlo è
importantissimo per gli uomini di classifica e
quindi in questi km di falsopiano il lavoro delle
squadre sarà fondamentale. A Morgex, a 17 km e
mezzo dall'arrivo, i girini inizieranno a
confrontarsi con il San Carlo. E' una salita che
non lascia mai respiro, con tanti tornanti,
strada piuttosto ampia, sempre con pendenze molto
impegnative, prima in mezzo al bosco, poi tra
prati e pascoli. Il tratto più duro è dopo
circa 3 km con pendenze sul 15%, ma è tutta la
salita che fa paura. Non ci sono tratti di
recupero e questo rende questa ascesa attaccabile
fin dall'inizio per chi ha gamba. Qui si può
realmente fare la differenza e segnare dei
distacchi già significativi. Pensiamo che sul
San Carlo anche i migliori possano selezionarsi
in maniera importante: oltretutto dalla vetta
mancheranno solo 7 km di planata su La Thuile,
una discesa molto breve e con una pendenza del
7,6% che non dovrebbe consentire di ricompattare
più di tanto i distacchi accumulati su una
salita tanto ostica. Quindi, anche se la tappa
presenta una sola scalata, secondo noi questa è
già una frazione che può mettere un segno molto
importante sulla conquista del Giro. Niente di
definitivo, naturalmente: con tutte le salite che
restano nell'ultima settimana e che sono
destinate a far accumulare fatiche su fatiche, il
trend si può ancora modificare, però sarà
vietato sottovalutare questa tappa perchè fatta
di una sola salita. |
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