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Presentazione tappe
16 maggio: 10° tappa Termoli - Peschici 187 km
   
La tappa del Gargano, così potremmo ribattezzare questa frazione numero 10, è una delle più interessanti della prima parte di Giro. E' una tappa molto mossa, adatta a colpi di mano ed attacchi a sorpresa, nella quale anche i favoriti al successo finale dovranno stare attenti a non perdere le prime posizioni del gruppo. L'arrivo è posto in cima ad un'erta di 1300 metri che favorisce scattisti come Di Luca, già vincitore qui nella tappa del 2000, Rebellin e Bettini. Anche prima, però, ci saranno sicuramente molti spunti d'interesse. La partenza è da Termoli, sede d'arrivo di ieri, da dove si raggiunge in lungocosta la Puglia dove si snoda tutto il resto della tappa. Dopo una settantina di km tranquilli si inizia a salire verso Borgo Celano, poco prima del quale attraversiamo San Marco in Lamis, dominato dal convento di San Matteo nel quale il paese storicamente si identifica. Tutto il Gargano resta comunque un territorio con una spiccata religiosità, che unita ad un aspetto naturale in cui si mescolano fenomeni carsici e fitti boschi, fa di questo promontorio un ambiente assolutamente unico.
Peschici
Peschici è abbarbicato su uno sperone a 90 metri di altezza sul mare, con le sue casette bianche dai tetti a cupola. Il centro storico è molto caratteristico, con continue scalette che scendono verso il mare. A pochi km di distanza si trova l'interessante Abbazia di Santa Maria di Calena

Dopo Borgo Celano si ricomincia a scendere verso il mare di Manfredonia passando da San Giovanni Rotondo, il cui nome deriva da una chiesetta detta di San Giovanni o della Rotonda. Il paese è universalmente noto come la città di Padre Pio ed è oggetto di un incessante flusso turistico religioso. Al termine della discesa, ad un'ottantina di km dall'arrivo, siamo a Manfredonia, città fondata da re Manfredi nel 1256. Il suo Museo archeologico Nazionale del Gargano ospita le stele daunie, preziosisismi reperti che risalgono al VII-VI secolo AC. Rinvenute negli anni Sessanta, sono steli funerarie della misteriosa civiltà daunia, una popolazione di origine illirica. Qui inizia la fase calda della tappa: si deve scalare Monte Sant'Angelo, una salita di 10 con pendenza media del 6% e massima del 10%, quindi attraversare la tortuosa Foresta Umbra prima di ridiscendere verso Peschici. Monte Sant'Angelo ha anch'esso una storia profondamente legata ad un complesso religioso, il Santuario di San Michele Arcangelo, di epoca angioina (1200), dove i crociati venivano a pregare prima di imbarcarsi a Manfredonia. E' il paese più alto della Puglia, scavato nella roccia e sistemato da contrafforti di età angioina. Siamo in una parte molto delicata della corsa e rimanere un po' indietro qui sarebbe molto pericoloso: è un percorso infatti che si addice a colpi di mano, pur non essendo durissimo e l'attraversamento della Foresta Umbra, dove il panorama da pietroso diventa quello di una fitta faggeta dove le curve si succedono a ritmo incalzante ed organizzare una rincorsa diventa difficile. Per questo è possibile che succeda qualcosa, anche di importante. Dopo Vico del Gargano la strada scende verso il mare e a Peschici chi avrà superato le insidie della seconda parte della tappa si giocherà il successo sullo strappetto conclusivo.
 
 
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1 (2000 Di Luca)