Presentazione
tappe
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maggio: 10° tappa Termoli - Peschici 187 km |
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tappa del Gargano, così potremmo ribattezzare
questa frazione numero 10, è una delle più
interessanti della prima parte di Giro. E' una
tappa molto mossa, adatta a colpi di mano ed
attacchi a sorpresa, nella quale anche i favoriti
al successo finale dovranno stare attenti a non
perdere le prime posizioni del gruppo. L'arrivo
è posto in cima ad un'erta di 1300 metri che
favorisce scattisti come Di Luca, già vincitore
qui nella tappa del 2000, Rebellin e Bettini.
Anche prima, però, ci saranno sicuramente molti
spunti d'interesse. La partenza è da Termoli,
sede d'arrivo di ieri, da dove si raggiunge in
lungocosta la Puglia dove si snoda tutto il resto
della tappa. Dopo una settantina di km tranquilli
si inizia a salire verso Borgo Celano, poco prima
del quale attraversiamo San Marco in Lamis,
dominato dal convento di San Matteo nel quale il
paese storicamente si identifica. Tutto il
Gargano resta comunque un territorio con una
spiccata religiosità, che unita ad un aspetto
naturale in cui si mescolano fenomeni carsici e
fitti boschi, fa di questo promontorio un
ambiente assolutamente unico. |
| Peschici |
| Peschici è
abbarbicato su uno sperone a 90 metri di
altezza sul mare, con le sue casette
bianche dai tetti a cupola. Il centro
storico è molto caratteristico, con
continue scalette che scendono verso il
mare. A pochi km di distanza si trova
l'interessante Abbazia di Santa Maria di
Calena
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| Dopo Borgo Celano si ricomincia a
scendere verso il mare di Manfredonia passando da
San Giovanni Rotondo, il cui nome deriva da una
chiesetta detta di San Giovanni o della Rotonda.
Il paese è universalmente noto come la città di
Padre Pio ed è oggetto di un incessante flusso
turistico religioso. Al termine della discesa, ad
un'ottantina di km dall'arrivo, siamo a
Manfredonia, città fondata da re Manfredi nel
1256. Il suo Museo archeologico Nazionale del
Gargano ospita le stele daunie, preziosisismi
reperti che risalgono al VII-VI secolo AC.
Rinvenute negli anni Sessanta, sono steli
funerarie della misteriosa civiltà daunia, una
popolazione di origine illirica. Qui inizia la
fase calda della tappa: si deve scalare Monte
Sant'Angelo, una salita di 10 con pendenza media
del 6% e massima del 10%, quindi attraversare la
tortuosa Foresta Umbra prima di ridiscendere
verso Peschici. Monte Sant'Angelo ha anch'esso
una storia profondamente legata ad un complesso
religioso, il Santuario di San Michele Arcangelo,
di epoca angioina (1200), dove i crociati
venivano a pregare prima di imbarcarsi a
Manfredonia. E' il paese più alto della Puglia,
scavato nella roccia e sistemato da contrafforti
di età angioina. Siamo in una parte molto
delicata della corsa e rimanere un po' indietro
qui sarebbe molto pericoloso: è un percorso
infatti che si addice a colpi di mano, pur non
essendo durissimo e l'attraversamento della
Foresta Umbra, dove il panorama da pietroso
diventa quello di una fitta faggeta dove le curve
si succedono a ritmo incalzante ed organizzare
una rincorsa diventa difficile. Per questo è
possibile che succeda qualcosa, anche di
importante. Dopo Vico del Gargano la strada
scende verso il mare e a Peschici chi avrà
superato le insidie della seconda parte della
tappa si giocherà il successo sullo strappetto
conclusivo. |
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