Basso:
"Il Giro, il mio sogno"
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Ivan
Basso, CSC: "Un sogno che si
realizza, fin da quando ero bambino sognavo di
vincere il Giro d'Italia, sicuramente è la più
bella giornata della mia vita di sportivo. Io e
la mia squadra abbiamo dimostrato di meritare
questo successo, i miei compagni sono stati
fantastici. Ora penso che dovrò dedicarmi alla
mia famiglia. Non vedo l'ora di abbracciare i
miei figli e mia moglie. Credo che dovrò perdere
questa super condizione con la speranza di
ritrovarla nella prima settimana del Tour de
France. Il Giro mi è costato sicuramente molte
energie preziose ma penso di poter fare bene. Il
mio sogno è quello di fare un pochino meglio
dello scorso anno..."
Paolo
Savoldelli, Discovery Channel: "Ero
partito molto forte in questo Giro, poi ho avuto
molti problemi, dovuti all'allergia. Nel finale
però mi sono sentito in ripresa e sono riuscito
a difendere una buona posizione. Ora cercherò di
prepararmi al meglio per il Tour de France" |
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La polemica Basso-Simoni
dopo l'Aprica Simoni: "Nella
discesa dal Mortirolo, Basso mi ha pregato di non
staccarlo e poi a 5 km dal traguardo lungo la
salita verso l'Aprica mi ha chiesto dei soldi per
lasciarmi il successo di tappa. Gli ho risposto
di no, perché non è nel mio stile comportarmi
in quel modo. Io non chiedo la carità".
Basso: "E' vero che ti ho chiesto di andare
giù insieme in discesa, ma tutto il resto non è
vero". Simoni: "Come non è vero? Vuoi
che dica anche la cifra?". (20.000 euro,
ndr) "Vai per la tua strada, Basso. Hai
vinto il Giro, bravo. Io non ho certo bisogno di
te".
Basso «Nessuno può rovinarmi questa giornata.
Forse avrei potuto essere più generoso, ma sono
una persona onesta e non c'è stata quella
porcheria che ha detto Gilberto».
Simoni: «Basso è stato un dominatore assoluto,
ma io l'ho cancellato dalla mia mente e non ho
più sentimenti per lui. Nella tappa dell'Aprica
ho tirato come un asino e come un asino sono
rimasto in mezzo alla strada».
Gianluigi Stanga, Team Manager Milram:
E' stato un Giro logicamente condizionato
dall'infortunio a Petacchi. Abbiamo corso
diciannove delle ventuno tappe senza il nostro
uomo di riferimento e tutti sappiamo che questa
Milram è stata costruita soprattutto per lui. In
ogni caso, abbiamo provato ugualmente ad essere
protagonisti, variando la tattica di gara e
lanciando sul palcoscenico internazionale questo
Ghisalberti (21° nella classifica finale) che,
essendo un debuttante al Giro, possiamo
considerare ancora un giovane e dunque una delle
novità più liete di questa corsa rosa". |
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