Home - Stagione 2006 - Giro d'Italia

Basso: "Il Giro, il mio sogno"
Ivan Basso, CSC: "Un sogno che si realizza, fin da quando ero bambino sognavo di vincere il Giro d'Italia, sicuramente è la più bella giornata della mia vita di sportivo. Io e la mia squadra abbiamo dimostrato di meritare questo successo, i miei compagni sono stati fantastici. Ora penso che dovrò dedicarmi alla mia famiglia. Non vedo l'ora di abbracciare i miei figli e mia moglie. Credo che dovrò perdere questa super condizione con la speranza di ritrovarla nella prima settimana del Tour de France. Il Giro mi è costato sicuramente molte energie preziose ma penso di poter fare bene. Il mio sogno è quello di fare un pochino meglio dello scorso anno..."
Paolo Savoldelli, Discovery Channel: "Ero partito molto forte in questo Giro, poi ho avuto molti problemi, dovuti all'allergia. Nel finale però mi sono sentito in ripresa e sono riuscito a difendere una buona posizione. Ora cercherò di prepararmi al meglio per il Tour de France"
Simoni all'arrivo all'Aprica: un po' deluso? - www.bettiniphoto.net
La polemica Basso-Simoni dopo l'Aprica Simoni: "Nella discesa dal Mortirolo, Basso mi ha pregato di non staccarlo e poi a 5 km dal traguardo lungo la salita verso l'Aprica mi ha chiesto dei soldi per lasciarmi il successo di tappa. Gli ho risposto di no, perché non è nel mio stile comportarmi in quel modo. Io non chiedo la carità".
Basso: "E' vero che ti ho chiesto di andare giù insieme in discesa, ma tutto il resto non è vero". Simoni: "Come non è vero? Vuoi che dica anche la cifra?". (20.000 euro, ndr) "Vai per la tua strada, Basso. Hai vinto il Giro, bravo. Io non ho certo bisogno di te".
Basso «Nessuno può rovinarmi questa giornata. Forse avrei potuto essere più generoso, ma sono una persona onesta e non c'è stata quella porcheria che ha detto Gilberto».
Simoni: «Basso è stato un dominatore assoluto, ma io l'ho cancellato dalla mia mente e non ho più sentimenti per lui. Nella tappa dell'Aprica ho tirato come un asino e come un asino sono rimasto in mezzo alla strada».
Gianluigi Stanga, Team Manager Milram: “E' stato un Giro logicamente condizionato dall'infortunio a Petacchi. Abbiamo corso diciannove delle ventuno tappe senza il nostro uomo di riferimento e tutti sappiamo che questa Milram è stata costruita soprattutto per lui. In ogni caso, abbiamo provato ugualmente ad essere protagonisti, variando la tattica di gara e lanciando sul palcoscenico internazionale questo Ghisalberti (21° nella classifica finale) che, essendo un debuttante al Giro, possiamo considerare ancora un giovane e dunque una delle novità più liete di questa corsa rosa".
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