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14 maggio 2006, 8° tappa Civitanova Marche - La Maieletta 171 km
Basso mette tutti in riga
Grande dimostrazione di forza di Ivan Basso sul primo arrivo in salita della Maielletta. Subito in difficoltà Savoldelli, poi l'attacco di Cunego che frantuma il gruppetto dei migliori ma lancia l'assolo di Basso che vince con una trentina di secondi sul veronese l'ottimo Gutierrez Cataluna. In affanno anche Simoni, ad oltre un minuto, e Di Luca, ad uno e mezzo. Basso è la nuova maglia rosa
   
Ecco i primi verdetti: dopo una settimana con volate, crono e strappi, la prima vera salita del Giro ha tolto dal campo qualche dubbio e dato un volto autentico alla classifica generale. Volto che è poi quello di Ivan Basso (CSC), che nell'ascesa della Maieletta è stato autentico padrone, prima con il forcing di Sastre, poi in prima persona non appena la situazione si è infiammata. La giornata era iniziata con un'andatura forsennata dettata da un gruppo di 14 attaccanti, tra cui Bruseghin (Lampre), Pinotti (Saunier Duval) e Sorensen (CSC), che ha guidato la corsa fino alle prime rampe dell'ascesa finale. Dietro la Saunier Duval di Simoni e la Liquigas di Di Luca si sono incaricate di fare ritmo, con una media sui 46 per le prime tre ore di gara. Già le prime battute dei 12 km finali verso Passo Lanciano hanno disegnato una situazione sorprendente, mentre l'azione dei battistrada si spegneva: Savoldelli (Discovery) si è agganciato a fatica alle ultime ruote del gruppo dei migliori, ancora forte di una dozzina di uomini e, senza compagni, ha dovuto mollare metro dopo metro.
Classifica di tappa
Classifica generale
Classifiche secondarie
Il momento cruciale della tappa: dopo lo scatto di Cunego, Basso se ne va verso la vittoria - www.bettiniphoto.net
Il ritmo imposto da Sastre (CSC) si è fatto sentire anche nelle gambe di Di Luca (Liquigas), che ha lottato ad ogni pedalata ma ha dovuto pure lui mollare il drappello, così come aveva già fatto la maglia rosa di Honchar (T-Mobile). Davanti sono così rimasti Sastre e Basso, Simoni con Piepoli (Saunier Duval), Cunego (Lampre), J. Enrique Gutierrez (Phonak), Caruso (Liberty), Mazzanti (Panaria), mentre Savoldelli ha dovuto attendere i rinforzi, nella fattispecie il secondo gruppetto con il compagno Danielson, oltre a Sella (Panaria) e Noè (Liquigas), con invece Rujano (Selle Italia) e Perez Cuapio (Panaria) in andirivieni di scattini tra i due drappelli. La svolta alla situazione l'ha data Cunego, che ai 4 km dall'arrivo ha mollato gli indugi ed è partito con uno dei suoi scatti dei tempi migliori al quale ha risposto solo Basso, mentre Simoni si è subito appesantito ed ha dovuto appoggiarsi all'aiuto di Piepoli. Anche l'azione di Cunego però è stata un lampo: poche centinaia di metri e lo scatto del veronese si è tramutato in un boomerang, con Basso che se ne è andato via a velocità insostenibile verso la vittoria. Agli altri non è rimasto che contare i distacchi: Cunego si è visto raggiungere da un ottimo Gutierrez ed ha pagato 30'', quindi gli outosider Caruso e Mazzanti, e solo dopo 1'15'' l'arrivo di Simoni al gancio di Piepoli con un finale soffertissimo. Molto sofferta anche la scalata di Di Luca, che ha chiuso a 1'32'', ma soprattutto quella di Savoldelli, a 2'20''. La maglia rosa è passata sulle spalle di Basso, che ha già vantaggi importanti: 1'34'' su Gutierrez, 1'48'' su Cunego, 2'35'' su Savoldelli, mentre Simoni è precipitato a 3'20''. Giro finito così? Crediamo proprio di no. Basso è stato fortissimo, lo stesso di un anno fa a Zoldo Alto, primo arrivo in quota di quel Giro. Cunego, pur con qualche difficoltà e con una squadra che è stata al di sotto delle previsioni (nessun gregario nel gruppetto al contrario di Simoni e Basso), ha dimostrato di esserci e rappresenta una mina vagante, mentre Simoni anche un anno fa non incantò all'inizio e poi fu fortissimo nell'ultima settimana. Per il trentino la strada è dura con oltre 3 minuti di ritardo ed una crono da disputare, ma in un'ultima settimana come quella di questo Giro potrà succedere davvero di tutto. Le occasioni, anche per un attacco a sorpresa, saranno molte, i trend di crescita e calo dei vari atleti tutti da costruire e quindi anche chi oggi ha deluso come Savoldelli potrebbe tornare in gioco. Una nota se la merita senz'altro anche il bravissimo Gutierrez: un gran bel passo in salita, sempre regolare e molto accorto a tenere i propri ritmi. Ricordando che è un grande cronomen potrebbe davvero giocarsi un risultato sorprendente.
La caduta di Scarponi - Michele Scarponi, uomo di punta della Liberty Seguros, è caduto in partenza di tappa, al km 0. Anche se non ha riportato danni, può essere questo il motivo di una non brillante scalata alla Maielletta, dove Scarponi è giunto a 2'34'' da Basso, ed è ora 15° nella generale a 4'47''
Ivan Basso, CSC: "Per un corridore come me che non vince tanto spesso questa è una grande soddisfazione, così come per tutta la squadra. Sastre ha fatto un gran ritmo per una decina di km, quando Cunego è partito gli ho chiesto di accelerare ancora, poi sono andato. E' un ottimo risultato ma restano ancora due settimane di corsa. So per esperienza che può bastare un giorno per perdere tutto e quindi continuo a prendere tappa per tappa. Io non mi considero un campione, so da dove vengo, da dove viene la mia famiglia, i sacrifici che ho fatto. Anche quando le cose vanno male io cerco di sorridere. Le vere prove della vita sono altre"
Paolo Savoldelli, Discovery Channel: "No, il Giro non è finito. Oggi ha vinto un corridore che sapevamo che era molto forte, io mi sono trovato in difficoltà. Vedremo nell'ultima settimana chi avrà più energie.
Pietro Algeri, DS Saunier Duval: "La squadra ha lavorato molto bene ed ha dato molto oggi. Gilberto voleva vincere questa tappa, ma Basso era veramente più forte"
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