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maggio 2006, 8° tappa Civitanova Marche - La
Maieletta 171 km
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Basso
mette tutti in riga
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| Grande dimostrazione di forza
di Ivan Basso sul primo arrivo in salita della
Maielletta. Subito in difficoltà Savoldelli, poi
l'attacco di Cunego che frantuma il gruppetto dei
migliori ma lancia l'assolo di Basso che vince
con una trentina di secondi sul veronese l'ottimo
Gutierrez Cataluna. In affanno anche Simoni, ad
oltre un minuto, e Di Luca, ad uno e mezzo. Basso
è la nuova maglia rosa |
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| Ecco
i primi verdetti: dopo una settimana con volate,
crono e strappi, la prima vera salita del Giro ha
tolto dal campo qualche dubbio e dato un volto
autentico alla classifica generale. Volto che è
poi quello di Ivan Basso (CSC), che nell'ascesa
della Maieletta è stato autentico padrone, prima
con il forcing di Sastre, poi in prima persona
non appena la situazione si è infiammata. La
giornata era iniziata con un'andatura forsennata
dettata da un gruppo di 14 attaccanti, tra cui
Bruseghin (Lampre), Pinotti (Saunier Duval) e
Sorensen (CSC), che ha guidato la corsa fino alle
prime rampe dell'ascesa finale. Dietro la Saunier
Duval di Simoni e la Liquigas di Di Luca si sono
incaricate di fare ritmo, con una media sui 46
per le prime tre ore di gara. Già le prime
battute dei 12 km finali verso Passo Lanciano
hanno disegnato una situazione sorprendente,
mentre l'azione dei battistrada si spegneva:
Savoldelli (Discovery) si è agganciato a fatica
alle ultime ruote del gruppo dei migliori, ancora
forte di una dozzina di uomini e, senza compagni,
ha dovuto mollare metro dopo metro. |
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| Il ritmo imposto da Sastre (CSC)
si è fatto sentire anche nelle gambe di Di Luca
(Liquigas), che ha lottato ad ogni pedalata ma ha
dovuto pure lui mollare il drappello, così come
aveva già fatto la maglia rosa di Honchar
(T-Mobile). Davanti sono così rimasti Sastre e
Basso, Simoni con Piepoli (Saunier Duval), Cunego
(Lampre), J. Enrique Gutierrez (Phonak), Caruso
(Liberty), Mazzanti (Panaria), mentre Savoldelli
ha dovuto attendere i rinforzi, nella fattispecie
il secondo gruppetto con il compagno Danielson,
oltre a Sella (Panaria) e Noè (Liquigas), con
invece Rujano (Selle Italia) e Perez Cuapio
(Panaria) in andirivieni di scattini tra i due
drappelli. La svolta alla situazione l'ha data
Cunego, che ai 4 km dall'arrivo ha mollato gli
indugi ed è partito con uno dei suoi scatti dei
tempi migliori al quale ha risposto solo Basso,
mentre Simoni si è subito appesantito ed ha
dovuto appoggiarsi all'aiuto di Piepoli. Anche
l'azione di Cunego però è stata un lampo: poche
centinaia di metri e lo scatto del veronese si è
tramutato in un boomerang, con Basso che se ne è
andato via a velocità insostenibile verso la
vittoria. Agli altri non è rimasto che contare i
distacchi: Cunego si è visto raggiungere da un
ottimo Gutierrez ed ha pagato 30'', quindi gli
outosider Caruso e Mazzanti, e solo dopo 1'15''
l'arrivo di Simoni al gancio di Piepoli con un
finale soffertissimo. Molto sofferta anche la
scalata di Di Luca, che ha chiuso a 1'32'', ma
soprattutto quella di Savoldelli, a 2'20''. La
maglia rosa è passata sulle spalle di Basso, che
ha già vantaggi importanti: 1'34'' su Gutierrez,
1'48'' su Cunego, 2'35'' su Savoldelli, mentre
Simoni è precipitato a 3'20''. Giro finito
così? Crediamo proprio di no. Basso è stato
fortissimo, lo stesso di un anno fa a Zoldo Alto,
primo arrivo in quota di quel Giro. Cunego, pur
con qualche difficoltà e con una squadra che è
stata al di sotto delle previsioni (nessun
gregario nel gruppetto al contrario di Simoni e
Basso), ha dimostrato di esserci e rappresenta
una mina vagante, mentre Simoni anche un anno fa
non incantò all'inizio e poi fu fortissimo
nell'ultima settimana. Per il trentino la strada
è dura con oltre 3 minuti di ritardo ed una
crono da disputare, ma in un'ultima settimana
come quella di questo Giro potrà succedere
davvero di tutto. Le occasioni, anche per un
attacco a sorpresa, saranno molte, i trend di
crescita e calo dei vari atleti tutti da
costruire e quindi anche chi oggi ha deluso come
Savoldelli potrebbe tornare in gioco. Una nota se
la merita senz'altro anche il bravissimo
Gutierrez: un gran bel passo in salita, sempre
regolare e molto accorto a tenere i propri ritmi.
Ricordando che è un grande cronomen potrebbe
davvero giocarsi un risultato sorprendente. |
La caduta di Scarponi -
Michele Scarponi, uomo di punta della Liberty
Seguros, è caduto in partenza di tappa, al km 0.
Anche se non ha riportato danni, può essere
questo il motivo di una non brillante scalata
alla Maielletta, dove Scarponi è giunto a 2'34''
da Basso, ed è ora 15° nella generale a 4'47''
Ivan
Basso, CSC: "Per un corridore come
me che non vince tanto spesso questa è una
grande soddisfazione, così come per tutta la
squadra. Sastre ha fatto un gran ritmo per una
decina di km, quando Cunego è partito gli ho
chiesto di accelerare ancora, poi sono andato. E'
un ottimo risultato ma restano ancora due
settimane di corsa. So per esperienza che può
bastare un giorno per perdere tutto e quindi
continuo a prendere tappa per tappa. Io non mi
considero un campione, so da dove vengo, da dove
viene la mia famiglia, i sacrifici che ho fatto.
Anche quando le cose vanno male io cerco di
sorridere. Le vere prove della vita sono
altre"
Paolo
Savoldelli, Discovery Channel: "No,
il Giro non è finito. Oggi ha vinto un corridore
che sapevamo che era molto forte, io mi sono
trovato in difficoltà. Vedremo nell'ultima
settimana chi avrà più energie.
Pietro Algeri, DS Saunier Duval: "La
squadra ha lavorato molto bene ed ha dato molto
oggi. Gilberto voleva vincere questa tappa, ma
Basso era veramente più forte" |
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