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26 maggio 2006, 19° tappa Pordenone - Passo San Pellegrino (Dolomiti Stars) 224 km
Garate, impresa sulle Dolomiti
Bellissima vittoria di Garate nel tappone dolomitico. La corsa è decisa da un fuga da lontano con Voigt e Garate ultimi reduci ed il tedesco che lascia la vittoria. Simoni ci prova ancora, Basso controlla, Gutierrez lascia qualche secondo. In ripresa Cunego, ancora in difficoltà Savoldelli e Pellizotti
   
Lo spettacolo offerto dalle Dolomiti è stato all'altezza della fama. Nonostante una tappa condotta per buona parte sotto ritmo gli spunti non sono certo mancati, dalla fuga a lunga gittata che ha lanciato nomi importanti allo sparpaglio provocato dalla salita finale, il temuto San Pellegrino. Non c'è stato alcun sconvolgimento nella classifica, ormai consolidata, ma finalmente la proposizione di una tappa con più salite ha consegnato uno scenario più sfaccettato e interessante, dove ha spiccato un grande Juan Manuel Garate (Quickstep) che dopo anni di buoni ma oscuri piazzamenti ha trovato la giornata di maggior gloria. Le prime ore di corsa sono state condotte ad andatura sonnolenta, poi, dopo il traguardo dei 110 Gazzetta vinto da Bettini (Quickstep), si è entrati nel vivo con una serie di scatti che hanno lanciato un folto gruppo di una ventina di uomini. Davanti si sono ritrovati corridori importanti, ben tre della Lampre (Valjavec, Petrov e Vila) e della Panaria (Sella, Baliani e Laverde), oltre a Bettini e Garate, Di Luca (Liquigas) e due della CSc, Voigt e Julich.
Classifica di tappa
Classifica generale
Classifiche secondarie
Garate e Voigt, soli sul San Pellegrino - foto quickstep-innergetic
La fuga ha preso corpo con Bettini nel ruolo, svolto con grande umiltà, di gregario di lusso sia sulla Forcella Staulanza che sulla Marmolada, primi GPM della giornata. Il vantaggio si è attestato sui 5-6', con Basso (CSC) minimamente preoccupato in testa al gruppo. Sul Pordoi ad un Bettini ormai esausto si è sostituito Baliani e l'andatura dei fuggitivi, ormai selezionati ad una dozzina, si è confermata migliore rispetto a quella del gruppo con un margine ormai prossimo ai 7'. Dopo la vetta del Pordoi, con il gruppo ancora folto, la Saunier Duval ha provato a scuotere l'andatura e nella lunghissima tranche di discesa e pianura fino all'imbocco dell'erta finale del San Pellegrino il divario si è assottigliato leggermente. La tappa è entrata nella fase più calda a Falcade, dopo le prime rampe piuttosto semplici del San Pellegrino: Valjavec è stato il primo ad allungare tra i battistrada, ma un Voigt sempre a ruota fin lì, l'ha raggiunto facilmente e poco dopo sono sopraggiunti anche Garate e Vila. E' stato allora Garate, con la strada più impegnativa, a proporre la sua accelerata e solo Voigt, nonostante le dimensioni tutt'altro che da scalatore, ha saputo reggere il ritmo. In gruppo la Saunier Duval ha preso ancora in mano la situazione con Piepoli che con ripetute strattonate ha messo alle corde Belli (Selle Italia), sofferente per un problema muscolare, e quindi Savoldelli (Discovery) e Pellizotti (Liquigas). Quando poi è toccato a Simoni (Saunier Duval) fare il suo lavoro sulle rampe più impervie, ben oltre il 10%, solo Basso gli è rimasto incollato mentre Gutierrez (Phonak) dopo un attimo di sbandamento ha innestato una marcia regolare che gli ha consentito di limitare i danni. All'inseguimento di Basso e Simoni si è posto allora un Cunego (Lampre) decisamente più brillante rispetto alle ultime uscite, ma il passo dei due si è rivelato troppo forte per il veronese. Intanto davanti la lotta per la vittoria di tappa si è risolta con un tarallucci e vino: Voigt ha lasciato il successo a Garate con una pacca sulla schiena e lo spagnolo ha potuto così festeggiare un meritatissimo primo trionfo sulle strade, da lui battutissime, del Giro. Simoni e Basso si sono piazzati a poco più di due minuti e negli ultimi metri hanno raggiunto anche Di Luca, spento su tutte le salite nonostante la buona volontà nell'inserirsi in fuga. Gutierrez si è difeso ancora oltre previsione, pagando una trentina di secondi, come Cunego, e tenendo ben salda la seconda piazza sul podio. Non sarà semplice, ma sicuramente Simoni, in crescita e con la solita grinta incrollabile, lo attaccherà anche domani. Con una maglia rosa già assegnata, al Mortirolo non si potrà davvero chiedere di più.
Ritirato Ullrich A pochi km dalla conclusione della tappa, nella zona di Falcade, Jan Ullrich si è ritirato dal Giro. "Ci alleneremo per il Tour de France" il commento di Rudy Pevenage, DS della T-Mobile. Ullrich ha aggiunto di sentirsi stanco dopo tre settimane di corsa e di non voler compromettere l'avvicinamento alla corsa francese.
Fiocco azzurro per la maglia rosa Prima della partenza Ivan Basso è stato raggiunto dalla notizia della nascita del suo secondo figlio, Santiago. Basso ha gareggiato con un fiocchetto azzurro sul petto.
Ivan Basso, CSC: "E' stata una giornata molto particolare. Alle 7 mi sono svegliato ed un messaggio di mia moglie mi ha avvisato che la nascita del bambino era imminente. Mio figlio è nato alle 9 e 10. Sono partito con il cuore pieno di gioia. Per un papà è dura non essere presente, ma il mio lavoro è qui. L'accelerazione di Simoni? Quando le pendenze superano il 10% so che può farmi male, ho preferito controllare il mio ritmo e rinvenire tranquillamente. "
Jens Voigt, CSC: "Non ho tirato un metro durante tutta la tappa. In queste condizioni non sarebbe stato giusto vincere, oggi non meritavo la vittoria"
Juan Manuel Garate, Quickstep-Innergetic: "Quando ci siamo ritrovato soli, Voigt mi ha detto che non avrebbe fatto la volata. Siamo stati tutto il giorno in fuga, ha visto il lavoro che ha fatto la mia squadra: è un gesto da campione, non lo dimenticherò. Ho saputo da poco tempo che mia moglie è incinta, giovedì ho ricevuto un fax con la prima ecografia, questa vittoria è per mio figlio. Il doping in Spagna? Nel nostro paese non esistevano leggi antidoping severe come in Italia, ora le cose cambieranno"
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