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maggio 2006, 19° tappa Pordenone - Passo San
Pellegrino (Dolomiti Stars) 224 km
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Garate,
impresa sulle Dolomiti
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| Bellissima vittoria di Garate
nel tappone dolomitico. La corsa è decisa da un
fuga da lontano con Voigt e Garate ultimi reduci
ed il tedesco che lascia la vittoria. Simoni ci
prova ancora, Basso controlla, Gutierrez lascia
qualche secondo. In ripresa Cunego, ancora in
difficoltà Savoldelli e Pellizotti |
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| Lo
spettacolo offerto dalle Dolomiti è stato
all'altezza della fama. Nonostante una tappa
condotta per buona parte sotto ritmo gli spunti
non sono certo mancati, dalla fuga a lunga
gittata che ha lanciato nomi importanti allo
sparpaglio provocato dalla salita finale, il
temuto San Pellegrino. Non c'è stato alcun
sconvolgimento nella classifica, ormai
consolidata, ma finalmente la proposizione di una
tappa con più salite ha consegnato uno scenario
più sfaccettato e interessante, dove ha spiccato
un grande Juan Manuel Garate (Quickstep) che dopo
anni di buoni ma oscuri piazzamenti ha trovato la
giornata di maggior gloria. Le prime ore di corsa
sono state condotte ad andatura sonnolenta, poi,
dopo il traguardo dei 110 Gazzetta vinto da
Bettini (Quickstep), si è entrati nel vivo con
una serie di scatti che hanno lanciato un folto
gruppo di una ventina di uomini. Davanti si sono
ritrovati corridori importanti, ben tre della
Lampre (Valjavec, Petrov e Vila) e della Panaria
(Sella, Baliani e Laverde), oltre a Bettini e
Garate, Di Luca (Liquigas) e due della CSc, Voigt
e Julich. |
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| La fuga ha preso corpo con Bettini
nel ruolo, svolto con grande umiltà, di gregario
di lusso sia sulla Forcella Staulanza che sulla
Marmolada, primi GPM della giornata. Il vantaggio
si è attestato sui 5-6', con Basso (CSC)
minimamente preoccupato in testa al gruppo. Sul
Pordoi ad un Bettini ormai esausto si è
sostituito Baliani e l'andatura dei fuggitivi,
ormai selezionati ad una dozzina, si è
confermata migliore rispetto a quella del gruppo
con un margine ormai prossimo ai 7'. Dopo la
vetta del Pordoi, con il gruppo ancora folto, la
Saunier Duval ha provato a scuotere l'andatura e
nella lunghissima tranche di discesa e pianura
fino all'imbocco dell'erta finale del San
Pellegrino il divario si è assottigliato
leggermente. La tappa è entrata nella fase più
calda a Falcade, dopo le prime rampe piuttosto
semplici del San Pellegrino: Valjavec è stato il
primo ad allungare tra i battistrada, ma un Voigt
sempre a ruota fin lì, l'ha raggiunto facilmente
e poco dopo sono sopraggiunti anche Garate e
Vila. E' stato allora Garate, con la strada più
impegnativa, a proporre la sua accelerata e solo
Voigt, nonostante le dimensioni tutt'altro che da
scalatore, ha saputo reggere il ritmo. In gruppo
la Saunier Duval ha preso ancora in mano la
situazione con Piepoli che con ripetute
strattonate ha messo alle corde Belli (Selle
Italia), sofferente per un problema muscolare, e
quindi Savoldelli (Discovery) e Pellizotti
(Liquigas). Quando poi è toccato a Simoni
(Saunier Duval) fare il suo lavoro sulle rampe
più impervie, ben oltre il 10%, solo Basso gli
è rimasto incollato mentre Gutierrez (Phonak)
dopo un attimo di sbandamento ha innestato una
marcia regolare che gli ha consentito di limitare
i danni. All'inseguimento di Basso e Simoni si è
posto allora un Cunego (Lampre) decisamente più
brillante rispetto alle ultime uscite, ma il
passo dei due si è rivelato troppo forte per il
veronese. Intanto davanti la lotta per la
vittoria di tappa si è risolta con un tarallucci
e vino: Voigt ha lasciato il successo a Garate
con una pacca sulla schiena e lo spagnolo ha
potuto così festeggiare un meritatissimo primo
trionfo sulle strade, da lui battutissime, del
Giro. Simoni e Basso si sono piazzati a poco più
di due minuti e negli ultimi metri hanno
raggiunto anche Di Luca, spento su tutte le
salite nonostante la buona volontà
nell'inserirsi in fuga. Gutierrez si è difeso
ancora oltre previsione, pagando una trentina di
secondi, come Cunego, e tenendo ben salda la
seconda piazza sul podio. Non sarà semplice, ma
sicuramente Simoni, in crescita e con la solita
grinta incrollabile, lo attaccherà anche domani.
Con una maglia rosa già assegnata, al Mortirolo
non si potrà davvero chiedere di più. |
Ritirato Ullrich A
pochi km dalla conclusione della tappa, nella
zona di Falcade, Jan Ullrich si è ritirato dal
Giro. "Ci alleneremo per il Tour de
France" il commento di Rudy Pevenage, DS
della T-Mobile. Ullrich ha aggiunto di sentirsi
stanco dopo tre settimane di corsa e di non voler
compromettere l'avvicinamento alla corsa
francese.
Fiocco
azzurro per la maglia rosa Prima della
partenza Ivan Basso è stato raggiunto dalla
notizia della nascita del suo secondo figlio,
Santiago. Basso ha gareggiato con un fiocchetto
azzurro sul petto.
Ivan
Basso, CSC: "E' stata una giornata
molto particolare. Alle 7 mi sono svegliato ed un
messaggio di mia moglie mi ha avvisato che la
nascita del bambino era imminente. Mio figlio è
nato alle 9 e 10. Sono partito con il cuore pieno
di gioia. Per un papà è dura non essere
presente, ma il mio lavoro è qui.
L'accelerazione di Simoni? Quando le pendenze
superano il 10% so che può farmi male, ho
preferito controllare il mio ritmo e rinvenire
tranquillamente. "
Jens
Voigt, CSC: "Non ho tirato un metro
durante tutta la tappa. In queste condizioni non
sarebbe stato giusto vincere, oggi non meritavo
la vittoria"
Juan
Manuel Garate, Quickstep-Innergetic:
"Quando ci siamo ritrovato soli, Voigt mi ha
detto che non avrebbe fatto la volata. Siamo
stati tutto il giorno in fuga, ha visto il lavoro
che ha fatto la mia squadra: è un gesto da
campione, non lo dimenticherò. Ho saputo da poco
tempo che mia moglie è incinta, giovedì ho
ricevuto un fax con la prima ecografia, questa
vittoria è per mio figlio. Il doping in Spagna?
Nel nostro paese non esistevano leggi antidoping
severe come in Italia, ora le cose
cambieranno" |
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