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maggio 2006, 17° tappa Termeno - Passo Furcia
126 km
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Vince
Piepoli, ma senza il Plan
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| Tappa stravolta dal maltempo:
il passo delle Erbe viene tolto e l'arrivo
abbassato al Furcia senza salire all'attesissimo
Plan de Corones. Basso e Piepoli si confermano i
più forti in salita con la maglia rosa che
lascia la vittoria al pugliese. Simoni, in calo,
è 3° nella generale |
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| Da
pagina con ingresso di diritto nella storia del
ciclismo a giornata come tante altre. Ci si è
messo il maltempo a rovinare quella che da mesi
era attesa come la tappa clou del Giro d'Italia,
l'evento, il qualcosa di mai visto. Doveva essere
quello che erano stati lo Zoncolan o il Finestre
negli anni passati, le montagne in grado di
stuzzicare la fantasia degli appassionati. Il
Plan de Corones resterà, almeno per un anno,
ancora una vetta inviolata in attesa di poter
trovare posto in un altro Giro e in una giornata
meno funesta dal punto di vista meteorologico.
Freddo e neve, poi vento in una vera e propria
bufera hanno costretto l'organizzazione ad
abbassare l'arrivo, posto al passo Furcia, cinque
km più sotto il Plan, prima dell'imbocco della
rampa in similsterrato (o similasfalto)
perfettamente risistemata per l'occasione. |
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| Non bastasse questo non si è
potuti salire neanche al passo delle Erbe,
prevista come prima asperità di giornata. Le
notizie contrastanti sulla situazione alla vetta
(c'è neve, è tutto tranquillo, piove, è
freddissimo) sono rimbalzate poco prima della
partenza. Tra i corridori è serpeggiata la
protesta, il via è stato dato con grande
ritardo, circa mezz'ora, e alla fine la scalata
al passo delle Erbe è stata depennata, con
malumore di qualche squadra (Liquigas e Saunier
Duval) cui arrivavano notizie di perfetta
percorribilità della salita altoatesina. Così
quella che in novembre era stata presentata come
una due giorni di salite ad oltranza è arrivata
a maggio, per un motivo o per un altro, ad essere
una riproposizione delle tappe viste nella prima
metà Giro: tanta pianura e poi una salita
all'arrivo. Non bisogna dimenticare infatti che
anche la tappa di ieri inizialmente doveva
prevedere la scalata all'insidioso Maniva, un
passo depennato per dei lavori non completati, e
quella di oggi aveva in scaletta anche il Pinei,
tolto qualche settimana fa. Comunque la corsa:
Cioni (Liquigas) e Poilvet (Credit Agricole)
hanno risvegliato il torpore del gruppo, partito
lentissimamente, provando l'attacco dopo una
trentina di km. L'inseguimento è stato condotto
dalla Saunier Duval e l'azione non ha preso quota
nell'improvvisato attraversamento della Val
Pusteria, contrassegnato da pericolosi tratti di
lavori in corso che hanno restituito alla corsa
perfino qualche centinaio di metri di strada
sterrata. L'azione dei due al comando si è
spenta a San Vigilio di Marebbe, ad una decina di
km dal nuovo traguardo e all'inizio della scalata
al Furcia. Dopo uno scattino di Illiano (Selle
Italia) e Davis (T-Mobile) è stato Piepoli
(Saunier Duval) a dare la scossa per selezionare
il gruppo, con Di Luca (Liquigas) già attardato
e Savoldelli (Discovery) appeso all'ultima ruota.
Anche Perez Cuapio (Panaria) è stato finalmente
pimpante e con il suo gioco di allunghi a
rapporto lungo ha ridotto la testa della corsa a
Basso (CSC), Gutierrez (Phonak) e Piepoli, con
Simoni (Saunier Duval) ad inseguire assieme a
Pellizotti (Liquigas). Basso, che ci è parso
leggermente meno fluido di ieri, ha controllato
le accelerate di Piepoli rimanendo da solo con il
pugliese, mentre un Cunego (Lampre) in ripresa
risaliva posizioni importanti. Il duo di testa ha
scavalcato in accordo le pendenze più dure e
Piepoli ha potuto approfittare della benevolenza
di Basso che ha deciso di non disputare la volata
finale. Tappa quindi al Trullovolante, la
seconda, e nuovo consolidamento, non che fosse
traballante, del rosa per Basso. Gutierrez si è
ancora difeso alla grande pagando solo 15'',
davanti a Pellizotti, Perez Cuapio e Gadret,
mentre un Simoni appesantito dagli sforzi di ieri
si è visto superare nel finale da Cunego.
Piccola soddisfazione per il trentino è la
conquista del 3° posto della generale, con
Savoldelli attardato oggi di un minuto e mezzo.
Una situazione, quella del podio, che sembra
piuttosto consolidata, con distacchi amplissimi.
Resta ora Gemona, una tappa per cercare qualche
rivincita per i tanti delusi di questo Giro, e i
due tapponi, stavolta sì, tra Dolomiti, Gavia e
Mortirolo. Riuscirà qualcuno a gettare il cuore
oltre l'ostacolo e proporci un'azione da lontano
che se non dovesse rivoltare il Giro, ormai
assegnato, potrebbe regalare almeno una giornata
di ciclismo eroico? |
Il plauso
dell'Assocorridori - Le drammatiche
condizioni meteorologiche hanno prodotto una
significativa modifica del percorso della 17°
tappa del Giro dItalia, Termeno-Plan de
Corones. Il presidente dellACCPI, Amedeo
Colombo, osserva come «lorganizzazione
del Giro abbia raccolto con senso di
responsabilità lappello lanciato dai
corridori allinizio della tappa. Gli atleti
avevano richiesto, in caso di maltempo, la
modifica del percorso e, qualora se ne fosse
presentata lesigenza, laccorciamento
della tappa. Desidero ringraziare RCS
Sport, le forze dellordine, la giuria
e tutti gli addetti per la prontezza e la
professionalità dimostrate».
Ivan
Basso, CSC: "Stamani abbiamo detto
all'organizzazione che in una situazione come
questa il parere dei corridori andava considerato
e così è stato. Piepoli è un arrampicatore
puro e su una salita come il Plan de Corones
sarebbe stato duro batterlo. Oggi è stato
veramente freddo e con tutti i cambiamenti di
clima questo Giro è veramente duro"
Paolo
Savoldelli, Discovery Channel: "Il
mio Giro peggiora di giorno in giorno. Ho le
motivazioni, ma non riesco ad essere competitivo.
Sto tenendo duro, anche grazie al lavoro della
squadra. Oggi la pioggia mi ha aiutato contro le
mie allergie, ma ugualmente non sono
competitivo." |
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