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24 maggio 2006, 17° tappa Termeno - Passo Furcia 126 km
Vince Piepoli, ma senza il Plan
Tappa stravolta dal maltempo: il passo delle Erbe viene tolto e l'arrivo abbassato al Furcia senza salire all'attesissimo Plan de Corones. Basso e Piepoli si confermano i più forti in salita con la maglia rosa che lascia la vittoria al pugliese. Simoni, in calo, è 3° nella generale
   
Da pagina con ingresso di diritto nella storia del ciclismo a giornata come tante altre. Ci si è messo il maltempo a rovinare quella che da mesi era attesa come la tappa clou del Giro d'Italia, l'evento, il qualcosa di mai visto. Doveva essere quello che erano stati lo Zoncolan o il Finestre negli anni passati, le montagne in grado di stuzzicare la fantasia degli appassionati. Il Plan de Corones resterà, almeno per un anno, ancora una vetta inviolata in attesa di poter trovare posto in un altro Giro e in una giornata meno funesta dal punto di vista meteorologico. Freddo e neve, poi vento in una vera e propria bufera hanno costretto l'organizzazione ad abbassare l'arrivo, posto al passo Furcia, cinque km più sotto il Plan, prima dell'imbocco della rampa in similsterrato (o similasfalto) perfettamente risistemata per l'occasione.
Classifica di tappa
Classifica generale
Classifiche secondarie
Basso e Piepoli da soli sul Furcia - www.bettiniphoto.net
Non bastasse questo non si è potuti salire neanche al passo delle Erbe, prevista come prima asperità di giornata. Le notizie contrastanti sulla situazione alla vetta (c'è neve, è tutto tranquillo, piove, è freddissimo) sono rimbalzate poco prima della partenza. Tra i corridori è serpeggiata la protesta, il via è stato dato con grande ritardo, circa mezz'ora, e alla fine la scalata al passo delle Erbe è stata depennata, con malumore di qualche squadra (Liquigas e Saunier Duval) cui arrivavano notizie di perfetta percorribilità della salita altoatesina. Così quella che in novembre era stata presentata come una due giorni di salite ad oltranza è arrivata a maggio, per un motivo o per un altro, ad essere una riproposizione delle tappe viste nella prima metà Giro: tanta pianura e poi una salita all'arrivo. Non bisogna dimenticare infatti che anche la tappa di ieri inizialmente doveva prevedere la scalata all'insidioso Maniva, un passo depennato per dei lavori non completati, e quella di oggi aveva in scaletta anche il Pinei, tolto qualche settimana fa. Comunque la corsa: Cioni (Liquigas) e Poilvet (Credit Agricole) hanno risvegliato il torpore del gruppo, partito lentissimamente, provando l'attacco dopo una trentina di km. L'inseguimento è stato condotto dalla Saunier Duval e l'azione non ha preso quota nell'improvvisato attraversamento della Val Pusteria, contrassegnato da pericolosi tratti di lavori in corso che hanno restituito alla corsa perfino qualche centinaio di metri di strada sterrata. L'azione dei due al comando si è spenta a San Vigilio di Marebbe, ad una decina di km dal nuovo traguardo e all'inizio della scalata al Furcia. Dopo uno scattino di Illiano (Selle Italia) e Davis (T-Mobile) è stato Piepoli (Saunier Duval) a dare la scossa per selezionare il gruppo, con Di Luca (Liquigas) già attardato e Savoldelli (Discovery) appeso all'ultima ruota. Anche Perez Cuapio (Panaria) è stato finalmente pimpante e con il suo gioco di allunghi a rapporto lungo ha ridotto la testa della corsa a Basso (CSC), Gutierrez (Phonak) e Piepoli, con Simoni (Saunier Duval) ad inseguire assieme a Pellizotti (Liquigas). Basso, che ci è parso leggermente meno fluido di ieri, ha controllato le accelerate di Piepoli rimanendo da solo con il pugliese, mentre un Cunego (Lampre) in ripresa risaliva posizioni importanti. Il duo di testa ha scavalcato in accordo le pendenze più dure e Piepoli ha potuto approfittare della benevolenza di Basso che ha deciso di non disputare la volata finale. Tappa quindi al Trullovolante, la seconda, e nuovo consolidamento, non che fosse traballante, del rosa per Basso. Gutierrez si è ancora difeso alla grande pagando solo 15'', davanti a Pellizotti, Perez Cuapio e Gadret, mentre un Simoni appesantito dagli sforzi di ieri si è visto superare nel finale da Cunego. Piccola soddisfazione per il trentino è la conquista del 3° posto della generale, con Savoldelli attardato oggi di un minuto e mezzo. Una situazione, quella del podio, che sembra piuttosto consolidata, con distacchi amplissimi. Resta ora Gemona, una tappa per cercare qualche rivincita per i tanti delusi di questo Giro, e i due tapponi, stavolta sì, tra Dolomiti, Gavia e Mortirolo. Riuscirà qualcuno a gettare il cuore oltre l'ostacolo e proporci un'azione da lontano che se non dovesse rivoltare il Giro, ormai assegnato, potrebbe regalare almeno una giornata di ciclismo eroico?
Il plauso dell'Assocorridori - Le drammatiche condizioni meteorologiche hanno prodotto una significativa modifica del percorso della 17° tappa del Giro d’Italia, Termeno-Plan de Corones. Il presidente dell’ACCPI, Amedeo Colombo, osserva come «l’organizzazione del Giro abbia raccolto con senso di responsabilità l’appello lanciato dai corridori all’inizio della tappa. Gli atleti avevano richiesto, in caso di maltempo, la modifica del percorso e, qualora se ne fosse presentata l’esigenza, l’accorciamento della tappa. Desidero ringraziare RCS Sport, le forze dell’ordine, la giuria e tutti gli addetti per la prontezza e la professionalità dimostrate».
Ivan Basso, CSC: "Stamani abbiamo detto all'organizzazione che in una situazione come questa il parere dei corridori andava considerato e così è stato. Piepoli è un arrampicatore puro e su una salita come il Plan de Corones sarebbe stato duro batterlo. Oggi è stato veramente freddo e con tutti i cambiamenti di clima questo Giro è veramente duro"
Paolo Savoldelli, Discovery Channel: "Il mio Giro peggiora di giorno in giorno. Ho le motivazioni, ma non riesco ad essere competitivo. Sto tenendo duro, anche grazie al lavoro della squadra. Oggi la pioggia mi ha aiutato contro le mie allergie, ma ugualmente non sono competitivo."
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