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maggio 2006, 16° tappa Rovato - Monte Bondone
173 km
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Anche
sul Bondone è Basso-show
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| Altro incredibile spettacolo
di Ivan Basso che stacca di nuovo tutti sul Monte
Bondone infliggendo pesanti distacchi. Simoni si
difende con immenso orgoglio e sale al 4° posto
della generale, regge ancora bene Gutierrez,
malissimo Savoldelli, Cunego e Basso |
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| Cominciano
a scarseggiare gli aggettivi e le descrizioni si
fanno ripetitive, ma Ivan Basso continua a
proporci ad ogni salita lo stesso straordinario
spettacolo: forza, cadenza altissima, pedalata
fluida, avversari che vanno in panne. E' davvero
inarrestabile il varesino e per ritrovare una
tale superiorità in una corsa a tappe facciamo
una certa fatica. Anche le cronache, i numeri,
cominciano a diventare superflui e si arrendono
alla forza di Basso. Il Bondone non ha fatto
altro che riproporre quello già visto alla
Maielletta e sul San Carlo: ritmo della squadra e
poi Basso che se ne va, forse senza neanche
forzare l'allungo al massimo dei giri,
semplicemente in virtù di un passo che è il
doppio degli altri. Solo il grande cuore di Gibo
Simoni è rimasto a galla tra gli avversari della
vigilia: anche con qualche difficoltà già a
seguire le accelerate imposte dal suo gregario di
lusso Piepoli, il trentino ha voluto regalare
comunque almeno uno scatto, un tentativo. |
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| Poco importa se poi non è
riuscito a seguire Basso, missione impossibile,
ma il carattere ha fatto almeno la differenza
rispetto a tutti gli altri protagonisti attesi.
La corsa è stata piuttosto lenta, con un'azione
isolata di Rubiano (Panaria) che si è consumata
stancamente fino a due passi dall'imbocco del
Bondone, unica vera asperità di giornata. I 18
km di scalata hanno subito mostrato il loro
volto: la CSC schierata ha imposto un bel ritmo
facendo staccare corridori a decine fin dalle
prime curve. Tra i primi nomi importanti a
perdere terreno Danielson (Discovery), fin qui il
miglior appoggio per Savoldelli. Sastre (CSC) è
stato l'ultimo gregario di Basso ad entrare in
azione, ma sono state un paio di accelerate di
Piepoli (Saunier Duval) a portare scompiglio nel
gruppetto e scoprire le magagne di Cunego
(Lampre), Savoldelli (Discovery) e Di Luca
(Liquigas), spariti subito dal vivo della corsa.
Savoldelli si è aggrappato all'aiuto di Rubiera
ed ha provato a recuperare, ma una nuova sferzata
di Piepoli, sulla quale anche Simoni (Saunier
Duval) ha sofferto un po', l'ha ricacciato
nell'abisso. A metà salita, nonostante
l'evidente superiorità di Basso, Simoni ha
comunque voluto lasciare un segno sulla sua
montagna: Piepoli l'ha lanciato all'attacco, ma
la maglia rosa è tornata sotto quasi in
surplace. Si sono così formate due coppie:
Simoni e Basso in testa, Piepoli e Gutierrez
(Phonak) ad inseguire, con un ottimo Belli (Selle
Italia) sempre competitivo e poco distante.
Simoni si è aggrappato per un po' a Basso, dando
anche qualche cambio, ma il ritmo è stato
insostenibile e la maglia rosa, quasi senza
accelerare si è involata. Simoni è andato
avanti di cuore ed orgoglio, sorretto dalla sua
gente, mentre Basso ha dato spettacolo salendo
leggero sui continui tornanti della montagna
trentina. Una dimostrazione eccelsa, di altra
categoria, una corsa solitaria verso la gloria.
Simoni ha contato alla fine 1'27'' di distacco,
per quel che importa per come si è messa la
corsa, reggendo il 2° posto di giornata
dall'assalto di un ottimo Gutierrez, anticipato
da Piepoli a 1'37''. Il vecchio Belli si è
sorretto a 3'11'', meglio di Pellizotti
(Liquigas) e Caruso (Liberty), poi le note
dolenti, 3 minuti e mezzo per Savoldelli, ancora
più indietro quelle dolentissime di uno
sconsolato Cunego e di un affannato Di Luca.
Davvero poca cosa il loro Giro: se contro questo
Basso probabilmente sarebbe stato complicato per
chiunque, loro non riescono neanche a salvare
l'onore delle armi. Ora, con Basso sempre più
padrone, e Simoni che insidia il podio di
Savoldelli si sale al Plan de Corones: è lo
sterrato del Giro, l'ascesa mozzafiato che ha
creato da mesi grande curiosità. Per riaprire il
Giro servirebbe un cataclisma ma lo spettacolo
sarà comunque di quelli storici. |
| Ivan Basso, CSC:
"I miei risultati sono il frutto del lavoro
e dei sacrifici. Non devo fare regali a nessuno,
il Giro non è ancora finito e poi per me è
importante vincere perchè non ho la possibilità
di farlo spesso, in quanto non sono veloce.
L'opinione del gruppo? Penso di avere la stima
dei miei colleghi, mi sono fatto conoscere negli
anni" |
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