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23 maggio 2006, 16° tappa Rovato - Monte Bondone 173 km
Anche sul Bondone è Basso-show
Altro incredibile spettacolo di Ivan Basso che stacca di nuovo tutti sul Monte Bondone infliggendo pesanti distacchi. Simoni si difende con immenso orgoglio e sale al 4° posto della generale, regge ancora bene Gutierrez, malissimo Savoldelli, Cunego e Basso
   
Cominciano a scarseggiare gli aggettivi e le descrizioni si fanno ripetitive, ma Ivan Basso continua a proporci ad ogni salita lo stesso straordinario spettacolo: forza, cadenza altissima, pedalata fluida, avversari che vanno in panne. E' davvero inarrestabile il varesino e per ritrovare una tale superiorità in una corsa a tappe facciamo una certa fatica. Anche le cronache, i numeri, cominciano a diventare superflui e si arrendono alla forza di Basso. Il Bondone non ha fatto altro che riproporre quello già visto alla Maielletta e sul San Carlo: ritmo della squadra e poi Basso che se ne va, forse senza neanche forzare l'allungo al massimo dei giri, semplicemente in virtù di un passo che è il doppio degli altri. Solo il grande cuore di Gibo Simoni è rimasto a galla tra gli avversari della vigilia: anche con qualche difficoltà già a seguire le accelerate imposte dal suo gregario di lusso Piepoli, il trentino ha voluto regalare comunque almeno uno scatto, un tentativo.
Classifica di tappa
Classifica generale
Classifiche secondarie
Che grande Basso sul Bondone! - www.bettiniphoto.net
Poco importa se poi non è riuscito a seguire Basso, missione impossibile, ma il carattere ha fatto almeno la differenza rispetto a tutti gli altri protagonisti attesi. La corsa è stata piuttosto lenta, con un'azione isolata di Rubiano (Panaria) che si è consumata stancamente fino a due passi dall'imbocco del Bondone, unica vera asperità di giornata. I 18 km di scalata hanno subito mostrato il loro volto: la CSC schierata ha imposto un bel ritmo facendo staccare corridori a decine fin dalle prime curve. Tra i primi nomi importanti a perdere terreno Danielson (Discovery), fin qui il miglior appoggio per Savoldelli. Sastre (CSC) è stato l'ultimo gregario di Basso ad entrare in azione, ma sono state un paio di accelerate di Piepoli (Saunier Duval) a portare scompiglio nel gruppetto e scoprire le magagne di Cunego (Lampre), Savoldelli (Discovery) e Di Luca (Liquigas), spariti subito dal vivo della corsa. Savoldelli si è aggrappato all'aiuto di Rubiera ed ha provato a recuperare, ma una nuova sferzata di Piepoli, sulla quale anche Simoni (Saunier Duval) ha sofferto un po', l'ha ricacciato nell'abisso. A metà salita, nonostante l'evidente superiorità di Basso, Simoni ha comunque voluto lasciare un segno sulla sua montagna: Piepoli l'ha lanciato all'attacco, ma la maglia rosa è tornata sotto quasi in surplace. Si sono così formate due coppie: Simoni e Basso in testa, Piepoli e Gutierrez (Phonak) ad inseguire, con un ottimo Belli (Selle Italia) sempre competitivo e poco distante. Simoni si è aggrappato per un po' a Basso, dando anche qualche cambio, ma il ritmo è stato insostenibile e la maglia rosa, quasi senza accelerare si è involata. Simoni è andato avanti di cuore ed orgoglio, sorretto dalla sua gente, mentre Basso ha dato spettacolo salendo leggero sui continui tornanti della montagna trentina. Una dimostrazione eccelsa, di altra categoria, una corsa solitaria verso la gloria. Simoni ha contato alla fine 1'27'' di distacco, per quel che importa per come si è messa la corsa, reggendo il 2° posto di giornata dall'assalto di un ottimo Gutierrez, anticipato da Piepoli a 1'37''. Il vecchio Belli si è sorretto a 3'11'', meglio di Pellizotti (Liquigas) e Caruso (Liberty), poi le note dolenti, 3 minuti e mezzo per Savoldelli, ancora più indietro quelle dolentissime di uno sconsolato Cunego e di un affannato Di Luca. Davvero poca cosa il loro Giro: se contro questo Basso probabilmente sarebbe stato complicato per chiunque, loro non riescono neanche a salvare l'onore delle armi. Ora, con Basso sempre più padrone, e Simoni che insidia il podio di Savoldelli si sale al Plan de Corones: è lo sterrato del Giro, l'ascesa mozzafiato che ha creato da mesi grande curiosità. Per riaprire il Giro servirebbe un cataclisma ma lo spettacolo sarà comunque di quelli storici.
Ivan Basso, CSC: "I miei risultati sono il frutto del lavoro e dei sacrifici. Non devo fare regali a nessuno, il Giro non è ancora finito e poi per me è importante vincere perchè non ho la possibilità di farlo spesso, in quanto non sono veloce. L'opinione del gruppo? Penso di avere la stima dei miei colleghi, mi sono fatto conoscere negli anni"
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