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21 maggio 2006, 14° tappa Aosta-Domodossola 223 km
Laverde, uno scampolo di gloria
Giornata dedicata alle fughe. Se ne vanno in 11 sul Gran San Bernardo e nel finale il colombiano Laverde si avvantaggia con Perez e lo batte in volata. Buon 3° Tiralongo, si rivede Schumacher, tutto tranquillo tra i big
   
Era uno degli ultimi appuntamenti, prima della settimana da paura, per i cacciatori di traguardi parziali e la tappa numero 14 non ha dato loro delusioni. Grande battaglia fin dall'inizio, media sostenuta ed un tentativo ad 11 che ha premiato alla fine Luis Felipe Laverde (Panaria) il più italiano, e tra i più concreti, dei colombiani. Nessuno spazio per rimodellare la classifica su salite lunghe ma pedalabili, se non l'ingresso di Casar (FdJeux) tra i primi grazie alla fuga in cui si è inserito. Un ingresso comunque del tutto momentaneo, visto che tutte le salite dell'ultima settimana riporteranno ben più indietro il transalpino. La corsa è iniziata a spron battuto sulle rampe che da Aosta hanno portato verso il Gran San Bernardo a la Svizzera, con un gruppetto di 11 uomini che quasi in vista del tunnel ha preso la testa della gara e si è involato.
Classifica di tappa
Classifica generale
Classifiche secondarie
Tipici paesaggi alpini nella Aosta-Domodossola - archivio quickstep-innergetic
A tentare l'avventura sono stati Zampieri e Tschopp (Phonak), Baliani e Laverde (Panaria), Parra (Cofidis), Schumacher (Gerolsteiner), Perez (Cd'Epargne), Illiano (Selle Italia), Tiralongo (Lampre), Casar (FdJeux) e Flores (Euskaltel). La CSC di Basso non si è preoccupata più di tanto della situazione, procedendo ad un ritmo buono ma molto regolare ed il vantaggio è arrivato a sfiorare i 10'. L'attraversamento del Vallese svizzero non ha portato nessuna novità e la scalata al Sempione solo un estemporaneo attacco solitario di Flores tra i battistrada, che però ben presto ha capito che era il caso di aspettare i compagni d'azione ad oltre 50 km dall'arrivo. Si è notata anche qualche difficoltà di Parra a seguire il ritmo del gruppetto: proprio il corridore vincitore un anno fa ad Ortisei e Livigno, ora ad una prima e poco convincente uscita dalla pancia del gruppo in questo Giro. In vetta al Sempione il vantaggio si è attestato sui 9'30'', con la CSC stabilmente avanti al gruppo, forte di circa metà dei corridori in corsa. La velocissima discesa ha riportato il Giro in Italia e nelle vicinanze di Domodossola è partita tra i battistrada la caccia al successo di tappa. Prima un paio di scattini telefonati di Parra e Flores subito annullati, poi l'attacco di Perez cui ha risposto Laverde. I corridori della Phonak, presenti in due, non hanno trovato le energie per riportarsi sotto ed il duo ha guadagnato lo spazio decisivo, nonostante uno Schumacher impegnatissimo nell'inseguimento. Perez ha sostenuto con forza la fuga e nel finale questo gli è costato caro: approcciata la volata in testa, si è visto affiancare e superare facilmente da Laverde, che ha portato a casa un successo cercato giorno per giorno dalla sua Panaria. Buon 3° posto per Tiralongo, mentre Casar si è potuto accontentare con i molti minuti guadagnati sul gruppo, quasi 8, che l'hanno fatto balzare al 6° posto, subito dietro a Simoni. Una roba tutta provvisoria, comunque: dopo la tappa per velocisti di domani ci sarà pane per scalatori veri e la lotta si riaccenderà. Probabilmente solo quella per il podio.
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