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maggio 2006, 13° tappa Alessandria - La Thuile
218 km
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Basso,
poi è il buio
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| Nuova dimostrazione di forza
della maglia rosa che affonda sul San Carlo. Gli
resiste solo Piepoli, vincitore di tappa grazie
ad una splendida discesa finale, a picco Di Luca,
Savoldelli e Cunego. Simoni ancora in difesa,
Gutierrez, ancora ottimo, si rafforza al secondo
posto. Ritirato McEwen |
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| Adesso
la mano di Ivan Basso sull'89° Giro d'Italia è
veramente grande. Il campione della CSC anche
sulle rampe del San Carlo, la prima salita alpina
della corsa, ha mostrato lo stesso volto di tutte
le prime due settimane di corsa e specialmente
quello già ammirato alla Maielletta. Cioè
tranquillità e forza, nettamente superiore agli
avversari, quasi tutti, perchè Leonardo Piepoli
è riuscito a reggerne il ritmo e a conquistare,
dopo un'ultima discesa ben rischiosa, la sua
prima vittoria di tappa al Giro d'Italia. Gli
avversari veri per la classifica per Basso si
erano già dispersi fin dalla prima metà della
scalata valdostana, appesi ad una zattera
fragilissima cui si è sostenuto il solo Gibo
Simoni, in lenta crescita come da tradizione ma
ancora troppo distante dalla consistenza di
Basso. La tappa era partita senza Robbie McEwen
(Davitamon), la maglia ciclamino lasciata sulle
spalle di Bettini (Quickstep) e tre tappe in
valigia. |
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| Il ritmo si è fatto forsennato
fin dalle prime pedalate, con continui allunghi
finchè a prendere il largo sono stati Bruseghin
(Lampre), Julia (C.D'Epargne), Serpa (Selle
Italia), Poilvet (C.Agricole), Knees (Milram) e
Bonnaire (Bouygues). Il sestetto ha superato i 6'
di vantaggio, con la CSC che ha controllato la
situazione, lasciando poi posto in testa al
gruppo, ormai in territorio valdostano, alla
Saunier Duval e alla Liquigas. Con
l'approssimarsi della salita, l'unica di
giornata, anche il tempo si è mutato ad
annunciare la durezza del finale, con pioggia e
vento che hanno avversato la marcia dei
corridori. All'imbocco del San Carlo i sei di
testa hanno visto il loro margine ridotto ad una
cinquantina di secondi, con Bruseghin e Serpa che
si sono arresi per ultimi al rientro a gran
velocità del gruppo. Rujano (Selle Italia) ha
provato uno scattino che sancito come la sua
condizione non sia assolutamente paragonabile a
quella di un anno fa ed a fare selezione è stata
l'andatura di Cuesta (CSC), con già Savoldelli
(Discovery), Di Luca (Liquigas) e Cunego (Lampre)
in grande difficoltà. Quest'ultimo è stato
l'ombra del corridore visto alla Maielletta,
pesante ed impacciato. Esaurito il compito dei
compagni Basso ha fatto in proprio il resto del
lavoro, demolendo col suo passo i coraggiosi
superstiti rimasti a ruota, ed anche Simoni
(Saunier Duval) si è dovuto arrendere, lasciando
via libera a Piepoli, suo compagno ed appoggio
alla Maielletta, che ha potuto giocarsi le carte
di tappa. E così è stato: Piepoli ha mantenuto,
unico, il ritmo di Basso per tutta la salita
senza mai passare avanti, mentre Simoni è stato
raggiunto da un convincente Gutierrez (Phonak),
sempre regolare nel suo buon passo, ed anche
Pellizotti (Liquigas) e Scarponi (Liberty) hanno
limitato i danni meglio di corridori più
strombazzati. Alla vetta, con 7 km di discesa da
percorrere, Basso e Piepoli sono passati con
1'24'' sul duo Simoni-Gutierrez, con Cunego a
2'40'', Savoldelli e Di Luca ad oltre 3'. E qui
la maglia rosa ha tirato i remi in barca, con una
discesa bagnatissima e piena di tornanti sulla
quale coscientemente non ha rischiato niente,
scendendo in maniera impacciatissima. Piepoli si
è così involato verso il successo e gli altri
hanno potuto limare qualche decina di secondi di
distacco, con Savoldelli che ha fatto il solito
spettacolo. I distacchi: Basso ha chiuso a 44'',
Simoni e Gutierrez a 1'19'', Scarponi, Pellizotti
e la sorpresa Gadret (AG2R) a 2'08'', Cunego e
Savoldelli a 2'36''. Tutto a riformulare una
classifica con Basso sempre più leader,
Gutierrez che si fortifica come seconda forza,
mentre Simoni va a 8' tondi. Sembra che vada ad
iniziare un'ultima settimana di Giro bellissima,
ma probabilmente per il secondo posto. |
Il ritiro di Rujano -
Lo scalatore venezuelano si è stranamente
ritirato in prossimità della fine della tappa,
ad appena 3 km dal traguardo. Ad inizio salita
verso il San Carlo, Rujano era scattato
guadagnando qualche metro sul gruppo, ma era
stato ripreso e staccato quasi subito. Quasi in
fondo alla discesa è stato trovato a bordo
strada dalla seconda ammiraglia della Selle
Italia: pare che Rujano abbia sofferto il freddo
e per questo si sia sentito non molto bene nel
finale, decidendo così di chiudere il suo Giro
d'Italia
Ivan Basso, CSC: "Ho
attaccato perchè mi sono sentito molto bene, in
grado di farlo. Abbiamo fatto una bellissima
tappa, sia la squadra che io. In discesa ho
preferito non prendere rischi, era molto
difficile. Resto con i piedi per terra, mancano
molte salite, guarderò la classifica solo sabato
prossimo"
Leonardo Piepoli, Saunier Duval:
"Simoni prima di partire mi aveva detto che
se mi sentivo di poter vincere potevo fare la mia
corsa. Ora cercherò di essergli di aiuto per
salire sul podio"
Damiano Cunego, Lampre-Fondital "E'
stata una giornata molto difficile. I distacchi
sono altissimi, il mio Giro è perso. Durante la
scalata al San Carlo Savoldelli ha recuperato su
di noi, segno che non stavamo andando molto
forte"
Danilo Di Luca, Liquigas:
"Volevo attaccare ed è per questo che la
squadra ha lavorato prima della salita.
Purtroppo, dopo, ho visto che non avevo le gambe
per farlo. In questo momento ci sono troppi
corridori che vanno più forte di me, spero di
vncere una tappa"
Sergio Ghisalberti, Milram:
Oggi sono soddisfatto di come ho pedalato
lungo la salita. In discesa ho sofferto molto il
freddo e alla fine non riuscivo più a frenare.
Esco comunque da questa mia prima giornata alpina
soddisfatto e penso che se non avessi preso 15
minuti nella tappa di Saltara, a causa dei
problemi di stomaco che mi hanno condizionato per
tutto il giorno, ora potrei essere nei primi
dieci in classifica. Il Giro è comunque ancora
molto lungo e spero di riuscire a fare del mio
meglio nelle prossime tappe e riconquistare le
posizioni perdute nelle Marche" |
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