Home - Stagione 2006 - Giro d'Italia

20 maggio 2006, 13° tappa Alessandria - La Thuile 218 km
Basso, poi è il buio
Nuova dimostrazione di forza della maglia rosa che affonda sul San Carlo. Gli resiste solo Piepoli, vincitore di tappa grazie ad una splendida discesa finale, a picco Di Luca, Savoldelli e Cunego. Simoni ancora in difesa, Gutierrez, ancora ottimo, si rafforza al secondo posto. Ritirato McEwen
   
Adesso la mano di Ivan Basso sull'89° Giro d'Italia è veramente grande. Il campione della CSC anche sulle rampe del San Carlo, la prima salita alpina della corsa, ha mostrato lo stesso volto di tutte le prime due settimane di corsa e specialmente quello già ammirato alla Maielletta. Cioè tranquillità e forza, nettamente superiore agli avversari, quasi tutti, perchè Leonardo Piepoli è riuscito a reggerne il ritmo e a conquistare, dopo un'ultima discesa ben rischiosa, la sua prima vittoria di tappa al Giro d'Italia. Gli avversari veri per la classifica per Basso si erano già dispersi fin dalla prima metà della scalata valdostana, appesi ad una zattera fragilissima cui si è sostenuto il solo Gibo Simoni, in lenta crescita come da tradizione ma ancora troppo distante dalla consistenza di Basso. La tappa era partita senza Robbie McEwen (Davitamon), la maglia ciclamino lasciata sulle spalle di Bettini (Quickstep) e tre tappe in valigia.
Classifica di tappa
Classifica generale
Classifiche secondarie
Basso affonda sul San Carlo e solo Piepoli è in grado di rispondere - www.bettiniphoto.net
Il ritmo si è fatto forsennato fin dalle prime pedalate, con continui allunghi finchè a prendere il largo sono stati Bruseghin (Lampre), Julia (C.D'Epargne), Serpa (Selle Italia), Poilvet (C.Agricole), Knees (Milram) e Bonnaire (Bouygues). Il sestetto ha superato i 6' di vantaggio, con la CSC che ha controllato la situazione, lasciando poi posto in testa al gruppo, ormai in territorio valdostano, alla Saunier Duval e alla Liquigas. Con l'approssimarsi della salita, l'unica di giornata, anche il tempo si è mutato ad annunciare la durezza del finale, con pioggia e vento che hanno avversato la marcia dei corridori. All'imbocco del San Carlo i sei di testa hanno visto il loro margine ridotto ad una cinquantina di secondi, con Bruseghin e Serpa che si sono arresi per ultimi al rientro a gran velocità del gruppo. Rujano (Selle Italia) ha provato uno scattino che sancito come la sua condizione non sia assolutamente paragonabile a quella di un anno fa ed a fare selezione è stata l'andatura di Cuesta (CSC), con già Savoldelli (Discovery), Di Luca (Liquigas) e Cunego (Lampre) in grande difficoltà. Quest'ultimo è stato l'ombra del corridore visto alla Maielletta, pesante ed impacciato. Esaurito il compito dei compagni Basso ha fatto in proprio il resto del lavoro, demolendo col suo passo i coraggiosi superstiti rimasti a ruota, ed anche Simoni (Saunier Duval) si è dovuto arrendere, lasciando via libera a Piepoli, suo compagno ed appoggio alla Maielletta, che ha potuto giocarsi le carte di tappa. E così è stato: Piepoli ha mantenuto, unico, il ritmo di Basso per tutta la salita senza mai passare avanti, mentre Simoni è stato raggiunto da un convincente Gutierrez (Phonak), sempre regolare nel suo buon passo, ed anche Pellizotti (Liquigas) e Scarponi (Liberty) hanno limitato i danni meglio di corridori più strombazzati. Alla vetta, con 7 km di discesa da percorrere, Basso e Piepoli sono passati con 1'24'' sul duo Simoni-Gutierrez, con Cunego a 2'40'', Savoldelli e Di Luca ad oltre 3'. E qui la maglia rosa ha tirato i remi in barca, con una discesa bagnatissima e piena di tornanti sulla quale coscientemente non ha rischiato niente, scendendo in maniera impacciatissima. Piepoli si è così involato verso il successo e gli altri hanno potuto limare qualche decina di secondi di distacco, con Savoldelli che ha fatto il solito spettacolo. I distacchi: Basso ha chiuso a 44'', Simoni e Gutierrez a 1'19'', Scarponi, Pellizotti e la sorpresa Gadret (AG2R) a 2'08'', Cunego e Savoldelli a 2'36''. Tutto a riformulare una classifica con Basso sempre più leader, Gutierrez che si fortifica come seconda forza, mentre Simoni va a 8' tondi. Sembra che vada ad iniziare un'ultima settimana di Giro bellissima, ma probabilmente per il secondo posto.
Il ritiro di Rujano - Lo scalatore venezuelano si è stranamente ritirato in prossimità della fine della tappa, ad appena 3 km dal traguardo. Ad inizio salita verso il San Carlo, Rujano era scattato guadagnando qualche metro sul gruppo, ma era stato ripreso e staccato quasi subito. Quasi in fondo alla discesa è stato trovato a bordo strada dalla seconda ammiraglia della Selle Italia: pare che Rujano abbia sofferto il freddo e per questo si sia sentito non molto bene nel finale, decidendo così di chiudere il suo Giro d'Italia
Ivan Basso, CSC: "Ho attaccato perchè mi sono sentito molto bene, in grado di farlo. Abbiamo fatto una bellissima tappa, sia la squadra che io. In discesa ho preferito non prendere rischi, era molto difficile. Resto con i piedi per terra, mancano molte salite, guarderò la classifica solo sabato prossimo"
Leonardo Piepoli, Saunier Duval: "Simoni prima di partire mi aveva detto che se mi sentivo di poter vincere potevo fare la mia corsa. Ora cercherò di essergli di aiuto per salire sul podio"
Damiano Cunego, Lampre-Fondital "E' stata una giornata molto difficile. I distacchi sono altissimi, il mio Giro è perso. Durante la scalata al San Carlo Savoldelli ha recuperato su di noi, segno che non stavamo andando molto forte"
Danilo Di Luca, Liquigas: "Volevo attaccare ed è per questo che la squadra ha lavorato prima della salita. Purtroppo, dopo, ho visto che non avevo le gambe per farlo. In questo momento ci sono troppi corridori che vanno più forte di me, spero di vncere una tappa"
Sergio Ghisalberti, Milram: “Oggi sono soddisfatto di come ho pedalato lungo la salita. In discesa ho sofferto molto il freddo e alla fine non riuscivo più a frenare. Esco comunque da questa mia prima giornata alpina soddisfatto e penso che se non avessi preso 15 minuti nella tappa di Saltara, a causa dei problemi di stomaco che mi hanno condizionato per tutto il giorno, ora potrei essere nei primi dieci in classifica. Il Giro è comunque ancora molto lungo e spero di riuscire a fare del mio meglio nelle prossime tappe e riconquistare le posizioni perdute nelle Marche"
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