19
maggio 2006, 12° tappa Livorno - Sestri Levante
171 km
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Horrach,
vittoria-brivido
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| Finale thrilling nella 12°
tappa. Una fuga da lontano porta avanti Mori e
Sella che in vista dell'arrivo cadono due volte
in discesa. Ne approfitta, tra gli altri
fuggitivi, Horrach che si impone con un allungo
all'ultimo km. Uno scattino di Di Luca non
impaurisce Basso. In crisi Honchar, caduto in
partenza |
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| Quante
emozioni nella Livorno-Sestri Levante, dodicesimo
capitolo nella storia del Giro 2006! Poteva
sembrare una tappa tranquillamente di passaggio,
con le Alpi già ad occhieggiare per le prossime
cartine della corsa, invece è stata battaglia
dal primo all'ultimo km con colpi di scena ed
anche un piccolo antipasto della reazione che gli
avversari di Basso stanno preparando per le
prossime tappe. L'ha spuntata Joan Horrach
(Caisse d'Epargne), che ha monetizzato la lunga
fuga che come prevedibile ha caratterizzato la
tappa, ma gli eroi di giornata, ed anche i più
forti, sono stati Manuele Mori (Saunier Duval) e
Emanuele Sella (Panaria). Già in partenza la
corsa si è dispiegata con l'azione decisiva dopo
6 km, forte di 15 corridori, ed una caduta che ha
coinvolto tra gli altri Di Luca (Liquigas),
Honchar (T-Mobile) e Laiseka (Eurskaltel). |
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| Per quest'ultimo le conseguenze
più gravi, con una sospetta frattura della
clavicola e la chiusura del Giro all'ospedale di
Pisa. Il gruppetto dei battistrada ha messo via
7' di margine che ha poi mantenuto, con limitate
variazioni, per tutta la parte finale della
tappa, mentre la CSC di Basso ha tirato il grosso
per tutto il giorno, ma senza eccessi. Dopo
l'ingresso in Liguria e l'attraversamento delle
Cinque Terre si è entrati nel vivo, con i
saliscendi di Biassa e Volastra che hanno fatto
una prima selezione naturale, in uno spettacolo
paesaggistico mozzafiato. E' stato dopo Levanto,
però, che sono iniziati i fuochi artificiali,
con la non proibitiva scalata al Guaitarola che
ha lanciato un combattivo Sella (Panaria) a
sgranare il drappello dei fuggitivi che si sono
ridotti a 6 unità: lo stesso Sella con il
compagno di team Baliani, Belli (Selle Italia),
Mori (Saunier Duval), Engels (Quickstep), Horrach
(Caisse d'Epargne). Da dietro con la CSC tutta
schierata, Di Luca ha provato un allungo
d'orgoglio cui ha risposto Bettini (Quickstep),
che ha rischiato di finire per terra a causa di
uno spettatore con smania di protagonismo verso
la telecamera. Tutto è rientrato in breve, ma la
voglia di reagire degli scalatori bastonati da
Basso è stata ben evidente. Intanto esaurita la
scalata al Guaitarola i fuggitivi si sono immessi
nell'Aurelia e nella discesa conclusiva, con
Sella e Mori che stanchi della mancata
collaborazione di alcuni compagni hanno lasciato
la compagnia mettendo una quindicina di secondi
di margine a meno di 10 km dall'arrivo. Il tratto
più difficoltoso e tortuoso della discesa però
ha presentato un conto salatissimo: Mori ha preso
male una curva stretta prima di un tornante ed è
finito dritto rotolando nella piega successiva
della strada, mentre Sella è volato pesantemente
sul guard-rail. Un attimo e di nuovo in corsa, ma
qualche curva dopo Mori è finito ancora lungo e
Sella ha preso in pieno la sua bici con ancora i
due protagonisti della tappa entrambi a terra.
Gli altri 4, Baliani, Belli, Horrach ed Engels,
si sono così ritrovati in testa all'imbocco
degli ultimi 4 km pianeggianti, con Belli che ha
provato un buon allungo per cercare la sua prima
vittoria al Giro, ma con Baliani che ha annullato
tutto, ed il successivo colpetto di Horrach che
è andato a segno. Engels ha vinto la volata per
il piazzamento sugli straordinari Sella e Mori,
riportatisi sotto proprio alle ultime pedalate.
Il gruppo, con una cinquantina di uomini, è
arrivato a 7' senza patemi, con tutti gli uomini
di classifica ma non Honchar: l'ucraino, dopo la
caduta nei primi km, ha faticato tutto il giorno
ed ha dovuto lasciare sul terreno le sue
possibilità di ben figurare nella generale. Con
i nuovi innesti di Belli e Sella, che entrano
nella top 5 grazie alla fuga, gli uomini di
classifica si apprestano ora al primo approccio
con le Alpi: domani il San Carlo dovrà dirci se
può iniziare la rimonta per Cunego & c.
oppure se Basso è ancora inattaccabile. |
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