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Voci da Roubaix - seconda parte
   
Van Petegem: "Niente da dimostrare" Il Fiandre ha mostrato un Van Petegem in buone condizioni ma senza quel qualcosa in più delle stagioni migliori. Anche due anni fa, tuttavia, tentennò al Fiandre e poi, invece, nella Roubaix fu costretto a lasciare i sogni di gloria solo per una foratura nel momento clou. L'anno scorso fu una caduta a metterlo out anzitempo, ma in generale con il passare degli anni abbiamo visto Van Petegem sempre un po' più forte alla Roubaix che al Fiandre. Non è il favoritissimo, probabilmente neanche il primo rivale di Boonen, però non è da sottovalutare per l'esperienza e la capacità di leggere la corsa. Anche lo stato d'animo con cui il campione belga si avvicina alla corsa è dei migliori: "Non ho niente da dimostrare. Se domenica dovessi vincere sarebbe una grande cosa, altrimenti, se dovessi correre bene ma non vincere, sarei felice ugualmente. a mia carriera è in gran parte già scritta e non devo provare molto di più. Domenica al Fiandre sono andato bene. Ok, vincere è diverso, ma ho sentito di essere sulla strada buona.
Van Petegem e Museuuw all'arrivo nel 2004. Entrambi appiedati da forature nel finale dovettero accontentarsi di un 5° e 6° posto - foto t-mobile-team.com
LHo recuperato bene la fatica, alla Roubaix, però, serve anche molta fortuna. Per me sarà importante Roesems: sta andando molto forte e se dovessi rimanere indietro per una foratura lui è l'uomo che può riportarmi sui primi." Gli altri uomini della Davitamon-Lotto sono Mattan, Van Bon, Vogels, Steels, Vansevenant, Steegmans.
Boonen: "Arenberg più duro" Il grande favorito della corsa non sembra molto soddisfatto del lavoro svolto durante l'anno sabbatico della Foresta di Arenberg. "Abbiamo fatto bene a venire qui. Anche se non ho capito molto, ho potuto vedere con i miei occhi che questa Foresta non è ancora in buone condizioni. E' più pericolosa di prima, hanno tolto il fango tra una pietra e l'altra ed ora è peggio del Koppenberg (il muro del Fiandre, ndr). Arenberg è un punto veramente pericoloso della corsa: si entra velocissimi, a 65-70 all'ora, perchè tutti vogliono stare davanti e serve molta fortuna." Anche Pozzato è rimasto colpito dalla ricognizione di Arenberg, che non ha mai affrontato essendo alla sua seconda Roubaix. "Arenberg mi ha fatto una grande impressione. Le velocità sono altissime, fino a 70 all'ora e non si ha un grande controllo sulla bicicletta." Al di là di queste lamentele, il campione del mondo resta il grande favorito, essendo l'unico in grado di far male sul pavè e vincere in uno sprint anche folto (improbabile). La forza della squadra è provata così come l'armonia: Boonen e Pozzato sono così la coppia d'oro di questa Roubaix, quella che può far saltare il banco in mille modi. Con due campioni così se uno di loro attaccasse non sarebbe facile per gli avversari rincorrerlo sapendo di portarsi dietro anche l'altro
Bernucci non ce la fa Sembrava aver recuperato una condizione sufficiente per prendere il via alla Roubaix, ma Lorenzo Bernucci non potrà essere della partita dopo la caduta rimediata al Fiandre. Al suo posto la T-Mobile schiererà Korff, ed un altro cambiamento vedrà Giling al posto di Ivanov. Gli uomini di punta della squadra restano Klier e Wesemann. Altra rinuncia dell'ultimo minuto è quella del belga Philippe Gilbert della Française des Jeuz che ha preferito focalizzarsi sulle corse delle Ardenne
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