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aprile 2006, Liegi-Bastogne-Liegi 262 km
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Valverde
non si ferma più
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| Dopo la Freccia Vallone,
Valverde si ripete anche a Liegi con una tattica
accorta. Una fuga da lontano di 26 uomini
impaurisce un po' il gruppo, poi un attacco di
Boogerd e Rodriguez sullo Sprimont viene
annullato nel finale con Valverde che si impone
facilmente in una volata di una decina di uomini.
Sul podio Bettini e Cunego, ottimi protagonisti
come Basso |
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| Le
Ardenne hanno trovato un nuovo re. Magari non un
protagonista spettacolare come altri in passato,
ma un uomo in grado di leggere la corsa con
freddezza e fare sempre la mossa giusta prima di
sottomettere tutti con una rasoiata finale.
Parliamo di Alejandro Valverde (Caisse
d'Epargne), che dopo aver girovagato tra corse a
tappe, classiche, gare di una settimana, è
riuscito a trovare la propria dimensione. E che
dimensione: Freccia e Liegi una via l'altra vinte
con apparente semplicità dopo corse poco
appariscenti ma di eccellente sagacia. Quello che
ci sorprende è come un ragazzo di 25 anni sia in
grado di dimostrare come si corre con la testa ed
alcuni squadroni continuino a commettere degli
svarioni tattici fin troppo evidenti. Veniamo
alla gara, però: un'azione di 26 corridori
partita dopo una trentina di km ha messo qualche
apprensione al gruppo doo aver raggiunto un
vantaggio di oltre 7'. |
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| Un gruppo folto e ben assortito,
con corridori di alto livello come Wesemann e
Rogers (T-Mobile), Voigt (CSC), Flecha
(Rabobank), Nibali (Liquigas) e Commesso
(Lampre). La CSC si è presa carico per lungo
tempo dell'inseguimento, ma è stata la T-Mobile
a far scoppiare definitivamente le possibilità
della fuga facendo scattare Wesemann ad oltre 80
km dal traguardo, sulla Cote de Wanne. Uno scatto
che ha seminato la residua armonia del gruppetto
che di lì a poco è stato raggiunto, mentre
Wesemann ha alzato bandiera bianca a 50 km
dall'arrivo. E' stata ancora la CSC con il
coriaceo Voigt a guidare il gruppo fin sulle
prime rampe della Redoute, la salita simbolo
della corsa, dove Basso (CSC) e Bettini
(Quickstep) hanno fatto una fugace apparizione in
testa e dove il solo Cunego (Lampre) ha dato
un'accelerata decisa che però ha creato solo un
po' di selezione da dietro. Nel successivo
falsopiano, infatti, si sono radunati ancora una
trentina di uomini con tutti i favoriti davanti e
con Bettini già lasciato solo da una squadra
ancor più debole rispetto alle previsioni.
L'attenzione si è così spostata già tutta
verso il gran finale del Saint Nicolas, ma a
sorpresa è stato uno dei favoriti, Michael
Boogerd (Rabobank) a lanciare un affondo deciso
sullo Sprimont, una delle cote più semplici a 30
km dall'arrivo. All'attacco dell'olandese si è
aggregato Joaquim Rodriguez (Caisse d'Epargne),
uomo ombra di Valverde, ed un'azione parsa
interlocutoria si è trasformata presto in molto
pericolosa. Nessuno ha preso con energia la guida
del gruppetto e così Bettini e Cunego non hanno
potuto fare altro che aspettare il rientro dei
compagni staccati quando Boogerd e Rodriguez già
veleggiavano con una quarantina di secondi di
magine. E con questo vantaggio la coppia di testa
ha cominciato il Sart-Tilman, la salita ad una
quindicina di km dal traguardo, con Jaksche
(Liberty) schierato all'inseguimento
infruttuosamente, se è vero che solo un affondo
deciso di Bettini ormai al culmine della salita
ha fatto perdere terreno al duo
spagnolo-olandese. Una volta scollinato il Grillo
però si è trovato malinconicamente solo e sullo
stradone in discesa che ha condotto la corsa
verso Liegi non ha potuto far altro che essere
inghiottito nuovamente dagli inseguitori, ora
capeggiati da Stangelj e Figueras (Lampre). La
rampa decisiva, quella del Saint Nicolas ha
presentato subito il conto a Boogerd e Rodriguez
che si sono appesantiti, mentre un ottimo
Perdiguero (Phonak) scuoteva il gruppo facendo
netta selezione: in prossimità dello
scollinamento lo spagnolo si è accodato ai primi
e subito dopo si è formato un gruppetto di una
decina di uomini con anche Schleck, Basso,
Cunego, Bettini, Valverde, Sinkewitz, Di Luca.
Gli ultimi tentativi di Schleck e Basso, così
come quello di Sinkewitz sono stati troppo deboli
per poter evitare lo sprint che così si è
materializzato nel nome e nella forza di
Alejandro Valverde: mai una pedalata spesa in
malo modo durante la corsa e netto successo in
volata su un comunque bravissimo Bettini ed
sempre più convincente Cunego. 4° posto per
Sinkewitz, che non ha trovato niente di meglio da
fare che tirare la volata a Valverde, davanti ad
un generoso Boogerd, che se avesse trovato un
compagno di fuga in più avrebbe davvero potuto
fare il colpaccio. Molto bene anche Basso: la sua
CSC forse avrebbe dovuto cercare di più la corsa
dura fin dalla Redoute non avendo uomini veloci,
ma il varesino si è mosso veramente bene e con
una condizione più che soddisfacente. Anche
Simoni ha assaporato le prime posizioni fino alla
periferia di Liegi, dove ha trovato strappi
troppo secchi per le sue caratteristiche, mentre
a Di Luca crediamo abbia difettato un po' la
mancanza nelle gambe di corse di questa
lunghezza. Più di tutto ci preme però parlare
della situazione di Bettini: la sua Quickstep,
che da lui ha raccolto grandi soddisfazioni, l'ha
abbandonato, assegnandogli una squadra
insufficiente per un capitano di queste qualità.
Lo smantellamento dell'intelaiatura creata negli
anni, da Sinkewitz a Paolini, da Moreni a
Verbrugghe, ci sembra davvero poco generoso nei
confronti del Grillo che oggi ha fatto l'unica
corsa che poteva fare: aspettare il più
possibile e fare un solo affondo, quello
decisivo. Purtroppo la fuga di Boogerd l'ha
costretto ad anticipare i tempi, finendo così
per incidere poco sul risultato. |
| Alejandro Valverde, Caisse
d'Epargne: "Joaqum Rodriguez ha
fatto un lavoro enorme. Non ho reagito agli
attacchi, ho sempre preferito correre in attesa,
sapevo di essere tra i più veloci, ma senza
sottostimare Bettini. Dopo aver vinto la Freccia
ho trovato la giusta tranquillità. così come la
squadra. Vincere una corsa con tanta storia è
veramente importante ed ancor di più perchè
sono il primo spagnolo a vincerla" |
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