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23 aprile 2006, Liegi-Bastogne-Liegi 262 km
Valverde non si ferma più
Dopo la Freccia Vallone, Valverde si ripete anche a Liegi con una tattica accorta. Una fuga da lontano di 26 uomini impaurisce un po' il gruppo, poi un attacco di Boogerd e Rodriguez sullo Sprimont viene annullato nel finale con Valverde che si impone facilmente in una volata di una decina di uomini. Sul podio Bettini e Cunego, ottimi protagonisti come Basso
   
Le Ardenne hanno trovato un nuovo re. Magari non un protagonista spettacolare come altri in passato, ma un uomo in grado di leggere la corsa con freddezza e fare sempre la mossa giusta prima di sottomettere tutti con una rasoiata finale. Parliamo di Alejandro Valverde (Caisse d'Epargne), che dopo aver girovagato tra corse a tappe, classiche, gare di una settimana, è riuscito a trovare la propria dimensione. E che dimensione: Freccia e Liegi una via l'altra vinte con apparente semplicità dopo corse poco appariscenti ma di eccellente sagacia. Quello che ci sorprende è come un ragazzo di 25 anni sia in grado di dimostrare come si corre con la testa ed alcuni squadroni continuino a commettere degli svarioni tattici fin troppo evidenti. Veniamo alla gara, però: un'azione di 26 corridori partita dopo una trentina di km ha messo qualche apprensione al gruppo doo aver raggiunto un vantaggio di oltre 7'.
Classifica
Alejandro Valverde: dopo qualche delusione infila Freccia e Liegi una dietro l'altra - www.bettiniphoto.net
Un gruppo folto e ben assortito, con corridori di alto livello come Wesemann e Rogers (T-Mobile), Voigt (CSC), Flecha (Rabobank), Nibali (Liquigas) e Commesso (Lampre). La CSC si è presa carico per lungo tempo dell'inseguimento, ma è stata la T-Mobile a far scoppiare definitivamente le possibilità della fuga facendo scattare Wesemann ad oltre 80 km dal traguardo, sulla Cote de Wanne. Uno scatto che ha seminato la residua armonia del gruppetto che di lì a poco è stato raggiunto, mentre Wesemann ha alzato bandiera bianca a 50 km dall'arrivo. E' stata ancora la CSC con il coriaceo Voigt a guidare il gruppo fin sulle prime rampe della Redoute, la salita simbolo della corsa, dove Basso (CSC) e Bettini (Quickstep) hanno fatto una fugace apparizione in testa e dove il solo Cunego (Lampre) ha dato un'accelerata decisa che però ha creato solo un po' di selezione da dietro. Nel successivo falsopiano, infatti, si sono radunati ancora una trentina di uomini con tutti i favoriti davanti e con Bettini già lasciato solo da una squadra ancor più debole rispetto alle previsioni. L'attenzione si è così spostata già tutta verso il gran finale del Saint Nicolas, ma a sorpresa è stato uno dei favoriti, Michael Boogerd (Rabobank) a lanciare un affondo deciso sullo Sprimont, una delle cote più semplici a 30 km dall'arrivo. All'attacco dell'olandese si è aggregato Joaquim Rodriguez (Caisse d'Epargne), uomo ombra di Valverde, ed un'azione parsa interlocutoria si è trasformata presto in molto pericolosa. Nessuno ha preso con energia la guida del gruppetto e così Bettini e Cunego non hanno potuto fare altro che aspettare il rientro dei compagni staccati quando Boogerd e Rodriguez già veleggiavano con una quarantina di secondi di magine. E con questo vantaggio la coppia di testa ha cominciato il Sart-Tilman, la salita ad una quindicina di km dal traguardo, con Jaksche (Liberty) schierato all'inseguimento infruttuosamente, se è vero che solo un affondo deciso di Bettini ormai al culmine della salita ha fatto perdere terreno al duo spagnolo-olandese. Una volta scollinato il Grillo però si è trovato malinconicamente solo e sullo stradone in discesa che ha condotto la corsa verso Liegi non ha potuto far altro che essere inghiottito nuovamente dagli inseguitori, ora capeggiati da Stangelj e Figueras (Lampre). La rampa decisiva, quella del Saint Nicolas ha presentato subito il conto a Boogerd e Rodriguez che si sono appesantiti, mentre un ottimo Perdiguero (Phonak) scuoteva il gruppo facendo netta selezione: in prossimità dello scollinamento lo spagnolo si è accodato ai primi e subito dopo si è formato un gruppetto di una decina di uomini con anche Schleck, Basso, Cunego, Bettini, Valverde, Sinkewitz, Di Luca. Gli ultimi tentativi di Schleck e Basso, così come quello di Sinkewitz sono stati troppo deboli per poter evitare lo sprint che così si è materializzato nel nome e nella forza di Alejandro Valverde: mai una pedalata spesa in malo modo durante la corsa e netto successo in volata su un comunque bravissimo Bettini ed sempre più convincente Cunego. 4° posto per Sinkewitz, che non ha trovato niente di meglio da fare che tirare la volata a Valverde, davanti ad un generoso Boogerd, che se avesse trovato un compagno di fuga in più avrebbe davvero potuto fare il colpaccio. Molto bene anche Basso: la sua CSC forse avrebbe dovuto cercare di più la corsa dura fin dalla Redoute non avendo uomini veloci, ma il varesino si è mosso veramente bene e con una condizione più che soddisfacente. Anche Simoni ha assaporato le prime posizioni fino alla periferia di Liegi, dove ha trovato strappi troppo secchi per le sue caratteristiche, mentre a Di Luca crediamo abbia difettato un po' la mancanza nelle gambe di corse di questa lunghezza. Più di tutto ci preme però parlare della situazione di Bettini: la sua Quickstep, che da lui ha raccolto grandi soddisfazioni, l'ha abbandonato, assegnandogli una squadra insufficiente per un capitano di queste qualità. Lo smantellamento dell'intelaiatura creata negli anni, da Sinkewitz a Paolini, da Moreni a Verbrugghe, ci sembra davvero poco generoso nei confronti del Grillo che oggi ha fatto l'unica corsa che poteva fare: aspettare il più possibile e fare un solo affondo, quello decisivo. Purtroppo la fuga di Boogerd l'ha costretto ad anticipare i tempi, finendo così per incidere poco sul risultato.
Alejandro Valverde, Caisse d'Epargne: "Joaqum Rodriguez ha fatto un lavoro enorme. Non ho reagito agli attacchi, ho sempre preferito correre in attesa, sapevo di essere tra i più veloci, ma senza sottostimare Bettini. Dopo aver vinto la Freccia ho trovato la giusta tranquillità. così come la squadra. Vincere una corsa con tanta storia è veramente importante ed ancor di più perchè sono il primo spagnolo a vincerla"
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