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Voci dalla Liegi - seconda parte
   
Vinokourov con la testa al Tour Il campione uscente della Doyenne approccia questa Liegi in maniera molto morbida. Nessun assillo per il risultato, ma una condizione che può consentirgli di essere comunque protagonista. "Credo di essere in una buona forma. Il mio obiettivo comunque per quest'anno è il Tour de France al 100%. Sono qui soprattutto per entrare nell'ambiente e comunque abbiamo una squadra forte per questa Liegi. Con Manolo Saiz abbiamo deciso di ridurre il numero di corse prima del Tour: gli ani passati arrivavo in Francia con 55 giorni di gare, quest'anno arriverò con 20 e credo che questo farà la differenza a fine Tour. Se ho perso tempo in T-Mobile? Non lo so, nel 2002 Ullrich era in Bianchi ed io avevo prolungato il mio contratto con la T-Mobile. Poi Ullrich è tornato, ma è difficile dirlo, anche perchè nel 2004 non ho potuto correrlo il Tour e l'anno scorso ho fatto una buona corsa." La Liberty Seguros sarà al via con Vinokourov, Contador, David Etxebarria, Jaksche, Serrano, Vicioso, Redondo e Kashechkin. Tutto il gruppo, tranne Vinokourov e Kashechkin, ha visionato ieri, venerdì, gli ultimi 100 km del percorso. Vino ha preferito effettuare la sua ricognizione in solitario, mentre Kashechkin conosceva già alla perfezione queste strade per aver vissuto a Liegi per 4 anni.
Vinokourov in conferenza stampa con Manolo Saiz
Basso: "Cunego può vincere" Ivan Basso lancia Cunego. In attesa del Giro d'Italia, il varesino ha inserito uno dei grandi rivali per la corsa rosa tra i favoriti della Liegi, mentre Cunego tende a sfilarsi un po' e considerare questa corsa una tappa intermedia per il grande appuntamento. Per la tattica di corsa Basso è chiarissimo: cercherà di attaccare ma se dovesse trovarsi nel finale in un gruppetto con corridori più veloci (difficile trovarne di più lenti di lui) non collaborerebbe per cercare così di favorire il rientro dei compagni: "Meglio cercare la vittoria con Kroon e Schleck che un piazzamento personale, la filosofia della nostra squadra è questa. Sto andando bene ma da qui a pensare di vincere... Penso che la stampa si attenda troppo da me ed è la stessa cosa per il Giro o il Tour. Vengo da allenamenti molto duri su colli di 15 km piuttosto che su cote come quelle della Liegi. Non è la stessa cosa una salita delle Ardenne o il Mortirolo. Sono in fase ascendente in funzione del Giro, ma non sono ancora al 100%. Il mio favorito per Liegi è Valverde, un corridore di grande classe. Ma anche Vinokourov, Boogerd, Rebellin, Bettini stanno andando bene, per non parlare di Di Luca e Cunego. Damiano è in condizione, può vincere questa corsa perchè ha classe ed esplosività. Redoute e Saint Nicolas sono salite che gli si adattano e poi è molto veloce in volata. Se la corsa sarà battagliata ci sarà selezione naturale, altrimenti bisognerà essere attenti, scegliere il momento buono e non fare uno scatto di troppo"
Bettini: "Attenzione alle fughe" E' la corsa che gli ha cambiato la carriera nel 2000 e quindi Paolo Bettini non può che avere un occhio di riguardo per la Liegi. Quest'anno ci arriva con pochi risultati raccolti nel mese del nord, un po' per una condizione che dopo un avvio di stagione magico si è bloccata ed un po' per la presenza di Boonen che l'ha costretto in alcune situazioni a fare buon viso a cattivo gioco. A Liegi però la sua carriera ha preso un'altra strada e qui Bettini ha sempre sfornato il meglio anche in momenti non facili. "La Liegi è lunga e difficile" dice il campione olimpico "Si parla di Haute Levèe e Redoute tra le cote, ma io penso che un punto molto importante sarà la Vecquèe. E' lì che l'anno scorso Voigt e Vinokourov sono partiti e pur avendo preso solo 40 secondi non li abbiamo più raggiunti: bisognerà fare attenzione. Baguet è in buona forma, mi ha molto aiutato, ma spero che anche Garate possa essere con me sulle ultime cote."

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