Home - Stagione 2006 - Grandi classiche

Liegi, i favoriti
   
Ultima "tappa" della primavera del Nord, con un lotto di favoriti decisamente ampio e variegato da cui non è per niente semplice tirare fuori un nome secco cui assegnare il ruolo di numero 1. Intanto ricordiamo che un anno fa la Liegi fu decisa con un attacco a sorpresa di Voigt e Vinokourov con vittoria allo sprint di quest'ultimo. Quest'anno Vinokourov si ripresenta con ambizioni più moderate: la sua campagna del nord in pratica inizia e finisce a Liegi, avendo preferito rimanere fuori dalla bagarre ed allenarsi per il suo grande obiettivo stagionale, il Tour de France. Una recente vittoria al Castilla-Leon testimonia di una condizione buona, ma una corsa come la Liegi è tutt'altra cosa. Quindi Vinokourov da tenere in considerazione ma non proprio in prima fila. Al suo fianco in casa Liberty si punta anche su un David Etxebarria che è tornato su buoni livelli e si propone come buon piazzato. La squadra più forte, secondo noi, sarà la CSC: i risultati delle due corse precedenti, Amstel e Freccia, indicano questo, uniti al fatto che la Liegi è la classica che meglio si adatta ad Ivan Basso, che sarà a giocarsi carte importanti. Il terzetto Schleck - Kroon - Basso, sostenuto da un complesso forte, è quello che può proporre la corsa dura, sia per le caratteristiche dei corridori che per lo stato di forma in cui si trovano. Basso tra i favoritissimi, quindi, assieme a Di Luca, che alla Freccia ha dimostrato di poter dare una scossa all'apatia della Liquigas e di essere già avanti con la condizione.
Samuel Sanchez: il basco è tra i protagonisti di questo scorcio di stagione e tra i favoriti della Liegi - www.bettiniphoto.net
La squadra inizialmente sembrava schierarsi per Garzelli, ma il varesino fin qui non ha dato grandi dimostrazioni di efficienza e crediamo che l'unica scelta possa essere Di Luca in casa Liquigas. Oltretutto stavolta l'abruzzese non avrà il peso del pronostico addosos come un anno fa e questo potrebbe favorirlo. Continuando a parlare di italiani passiamo in casa Quickstep, dove Paolo Bettini deve fare i conti con una squadra che è l'ombra della corazzata dispiegata sul pavè per Boonen. Anche il Grillo comunque non è al 100% e non crediamo sia in grado di proporre il suo solito gioco di 3-4 scatti in fila che stendono tutti. Stavolta, secondo noi, dovrà correre di conserva ed attendere il finale. Un po' in ribasso anche Davide Rebellin (Gerolsteiner), reduce da un paio di settimane travagliate: il veneto ha già corso altre classiche in condizioni difficili, l'esperienza e la determinazione non gli fanno difetto, ma non crediamo possa avere reali chance di vittoria. Tra i suoi compagni merita una citazione Wegmann, corridore da primi 10. Ancora incerta la partecipazione di Cunego, in una Lampre che senza il veronese non avrebbe grandi ambizioni, ma che con il suo leader giocherebbe un ruolo di primo piano. Passiamo il confine ed andiamo a vedere quali possono essere gli avversari più pericolosi dei nostri: su tutti, naturalmente, tanti spagnoli. Dopo la vittoria alla Freccia parte con nuova luce Alejandro Valverde (Caisse d'Epargne), che tuttavia in una prova di 260 km potrebbe trovare un ostacolo non facilmente scavalcabile. Anche l'ex iridato Astarloa (Barloworld) punta forte su questa Liegi dopo che alla Freccia ha dimostrato di andare forte, sbagliando solo i tempi dell'allungo sul Muro di Huy. Nel gruppetto dei più forti lo mettiamo di sicuro, così come Martin Perdiguero (Phonak), Samuel Sanchez (Euskaltel), Patrick Sinkewitz (T-Mobile) e il solito Michael Boogerd (Rabobank) che se, per una volta nella vita, avesse una squadra con una tattica logica e non scattasse a casaccio potrebbe davvero avere le gambe del vincente. Un po' più sotto mettiamo Bertagnolli (Cofidis), Gilbert (FdJeux), Kessler (T-Mobile), corridori che possono conquistare piazzamenti nei 10 e con un po' di fortuna qualcosa in più. Segnaliamo infine la presenza di Gibo Simoni (Saunier Duval): in una corsa impegnativa come questa e con una forma già da Giro d'Italia potrebbe essere una delle mine vaganti da non sottovalutare.

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