Home - Stagione 2006 - Grandi classiche

Voci dal Fiandre - seconda parte
   
Discovery ad albero di Natale? - La Discovery Channel presenta al Fiandre un vero e proprio squadrone che ha in George Hincapie il suo leader storico ma che potrebbe giocare, per fare un paragone calcistico, ad albero di Natale. Un caposquadra carismatico, Hincapie appunto, che ha già esperienza e risultati, e due battitori liberi, Stjin Devolder e soprattutto Leif Hoste in ottima condizione e che potrebbero lanciarsi da lontano. Secondo Hincapie "Tom Boonen sta andando fortissimo ma non è imbattibile. Dovremmo cercare di non arrivare in volata con lui, avere tanti dei nostri uomini davanti e cercare l'attacco giusto". Una Discovery d'attacco, quindi, che si presenta come l'unica squadra complessivamente in grado di disturbare la Quickstep-Innergetic del campione del mondo.
Leif Hoste, 28 anni, uno dei nomi per il Fiandre - www.bettiniphoto.net
La stessa tesi della forza generale della squadra è quella di Dirk De Mol, il team manager di Hincapie & C. "George è la nostra punta ma cercheremo di proteggere anche Hoste, Devolder e Gusev. Dopo La Panne Hoste ha un gran morale, e questo della fiducia è sempre stato il suo problema" Alla Tre Giorni di La Panne, il test più probante in vista del Fiandre, la Discovery ha fatto faville: la vittoria finale e due tappe per Hoste, una tripletta nella crono conclusiva sono dati che testimoniano la grande salute del team
Boonen boccia Petacchi - Nessuna chance per Petacchi. A dare la sentenza è Tom Boonen, uno che di Fiandre se ne intende. Secondo il grande favorito e campione uscente non ci si può improvvisare specialisti di classiche come il Fiandre e quindi non dà nessun credito al tentativo di Alessandro Petacchi di gettarsi nella mischia. Anche noi crediamo che Petacchi quest'anno non avrà possibilità di vittoria, del resto è lui stesso a dire di voler fare un primo approccio alla corsa per un tentativo futuro. E' palpabile però la grande sfida che c'è tra i due campioni: già l'anno scorso si erano punzecchiati con Boonen che criticava Petacchi per non essere andato al Tour e viceversa. Anche la grande esultanza di Boonen sul traguardo di Sanremo (che gli ha fatto perdere il podio) è un po' in questo solco: strabattuto da Petacchi in volata ma salvato da Pozzato
Bernucci e Klier: leader silenziosi - Sono due corridori di cui si parla poco ma che rientrano nel pronostico almeno per un posto tra i primi. Lorenzo Bernucci e Andreas Klier sono i due leader della T-Mobile, anche perchè Steffen Wesemann, vincitore due anni fa, ha dato forfait all'ultimo per un malanno di stagione. Dopo essere stato rallentato dall'influenza, Bernucci, ha ripreso a pedalare bene e il Ds Valerio Piva lo vede nel finale assieme a Klier e agli altri favoriti "La Quickstep è incredibilmente forte" dice "ma noi non faremo le nostre tattiche sugli altri"
La CSC di Cancellara - Nessun grande favorito, ma un ottimo complesso di squadra su cui spunta Fabian Cancellara. E' questa la CSC per il Fiandre, che ancora una volta dovrà fare a meno di O'Grady, infortunato, già sul podio in questa corsa nel passato. Cancellara sembra più uomo da Roubaix che da Fiandre, ma già nella classica belga può fare bene, anche grazie all'apporto di uomini in fomra come Kroon o Arvesen. "I nostri ultimi risultati ci danno un giustificato ottimismo" è il parere del Ds Sunderland
E gli italiani? Detto di Petacchi e Bernucci, ed oltre alle seconde punte della Quickstep che ruotano attorno a Boonen (Pozzato e Bettini), quali altri italiani possono giocare un ruolo importante? Su tutti Alessandro Ballan (Lampre-Fondital) , 6° l'anno scorso e in gran spolvero in questa prima parte di stagione. Il gigante veneto ha dimostrato condizione, grande attitudine alle corse del nord ed buon carisma. E' il suo momento e lo mettiamo subito al di sotto di Boonen, tra i primi sfidanti, ma tra quelli che hanno più bisogno di attaccare e fare selezione. Buona prospettiva anche per Luca Paolini (Liquigas), che dopo un avvio incerto ha recuperato bene con il podio sanremese e belle prestazioni nelle prime apparizioni al nord. Dovrà cercare di inserirsi in un gruppo d'avanguardia sui muri decisivi e sfruttare le sue doti di velocità nel finale. Tra i possibili attaccanti ci aspettiamo anche Roberto Petito (Tenax), che ha qui la sua grande occasione stagionale. La sua squadra difficilmente sarà invitata ad altre corse di livello, quindi mettersi in mostra è d'obbligo.
Il Koppenberg a piedi? C'è l'allarme di qualche corridore, da Bettini a Gilbert, che hanno provato il percorso in questi giorni. La pioggia ha reso uno dei primi muri del Fiandre, il Koppenberg, ai limiti dell'impraticabilità. Fango e pietre distrutte hanno costretto i corridori che hanno fatto il sopralluogo a scendere di bicicletta ed arrivare in cima a piedi. E' stata la poca motivazione di un allenamento, come sostiene Walter Godefroot, nell'organizzazione della corsa, o realmente il rischio di vedere il gruppo salire a piedi sui 600 metri del Koppenberg c'è davvero? Domani, a 73 km dal traguardo, lo sapremo
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