Voci
dal Fiandre - seconda parte
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| Discovery
ad albero di Natale? - La Discovery
Channel presenta al Fiandre un vero e proprio
squadrone che ha in George Hincapie il suo leader
storico ma che potrebbe giocare, per fare un
paragone calcistico, ad albero di Natale. Un
caposquadra carismatico, Hincapie appunto, che ha
già esperienza e risultati, e due battitori
liberi, Stjin Devolder e soprattutto Leif Hoste
in ottima condizione e che potrebbero lanciarsi
da lontano. Secondo Hincapie "Tom Boonen sta
andando fortissimo ma non è imbattibile.
Dovremmo cercare di non arrivare in volata con
lui, avere tanti dei nostri uomini davanti e
cercare l'attacco giusto". Una Discovery
d'attacco, quindi, che si presenta come l'unica
squadra complessivamente in grado di disturbare
la Quickstep-Innergetic del campione del mondo. |
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La stessa tesi della forza
generale della squadra è quella di Dirk De Mol,
il team manager di Hincapie & C. "George
è la nostra punta ma cercheremo di proteggere
anche Hoste, Devolder e Gusev. Dopo La Panne
Hoste ha un gran morale, e questo della fiducia
è sempre stato il suo problema" Alla Tre
Giorni di La Panne, il test più probante in
vista del Fiandre, la Discovery ha fatto faville:
la vittoria finale e due tappe per Hoste, una
tripletta nella crono conclusiva sono dati che
testimoniano la grande salute del team
Boonen boccia Petacchi - Nessuna
chance per Petacchi. A dare la sentenza è Tom
Boonen, uno che di Fiandre se ne intende. Secondo
il grande favorito e campione uscente non ci si
può improvvisare specialisti di classiche come
il Fiandre e quindi non dà nessun credito al
tentativo di Alessandro Petacchi di gettarsi
nella mischia. Anche noi crediamo che Petacchi
quest'anno non avrà possibilità di vittoria,
del resto è lui stesso a dire di voler fare un
primo approccio alla corsa per un tentativo
futuro. E' palpabile però la grande sfida che
c'è tra i due campioni: già l'anno scorso si
erano punzecchiati con Boonen che criticava
Petacchi per non essere andato al Tour e
viceversa. Anche la grande esultanza di Boonen
sul traguardo di Sanremo (che gli ha fatto
perdere il podio) è un po' in questo solco:
strabattuto da Petacchi in volata ma salvato da
Pozzato
Bernucci e Klier: leader silenziosi -
Sono due corridori di cui si parla poco ma che
rientrano nel pronostico almeno per un posto tra
i primi. Lorenzo Bernucci e Andreas Klier sono i
due leader della T-Mobile, anche perchè Steffen
Wesemann, vincitore due anni fa, ha dato forfait
all'ultimo per un malanno di stagione. Dopo
essere stato rallentato dall'influenza, Bernucci,
ha ripreso a pedalare bene e il Ds Valerio Piva
lo vede nel finale assieme a Klier e agli altri
favoriti "La Quickstep è incredibilmente
forte" dice "ma noi non faremo le
nostre tattiche sugli altri"
La CSC di Cancellara - Nessun grande favorito, ma
un ottimo complesso di squadra su cui spunta
Fabian Cancellara. E' questa la CSC per il
Fiandre, che ancora una volta dovrà fare a meno
di O'Grady, infortunato, già sul podio in questa
corsa nel passato. Cancellara sembra più uomo da
Roubaix che da Fiandre, ma già nella classica
belga può fare bene, anche grazie all'apporto di
uomini in fomra come Kroon o Arvesen. "I
nostri ultimi risultati ci danno un giustificato
ottimismo" è il parere del Ds Sunderland
E gli italiani? Detto di
Petacchi e Bernucci, ed oltre alle seconde punte
della Quickstep che ruotano attorno a Boonen
(Pozzato e Bettini), quali altri italiani possono
giocare un ruolo importante? Su tutti Alessandro
Ballan (Lampre-Fondital) , 6° l'anno scorso e in
gran spolvero in questa prima parte di stagione.
Il gigante veneto ha dimostrato condizione,
grande attitudine alle corse del nord ed buon
carisma. E' il suo momento e lo mettiamo subito
al di sotto di Boonen, tra i primi sfidanti, ma
tra quelli che hanno più bisogno di attaccare e
fare selezione. Buona prospettiva anche per Luca
Paolini (Liquigas), che dopo un avvio incerto ha
recuperato bene con il podio sanremese e belle
prestazioni nelle prime apparizioni al nord.
Dovrà cercare di inserirsi in un gruppo
d'avanguardia sui muri decisivi e sfruttare le
sue doti di velocità nel finale. Tra i possibili
attaccanti ci aspettiamo anche Roberto Petito
(Tenax), che ha qui la sua grande occasione
stagionale. La sua squadra difficilmente sarà
invitata ad altre corse di livello, quindi
mettersi in mostra è d'obbligo.
Il Koppenberg a piedi? C'è
l'allarme di qualche corridore, da Bettini a
Gilbert, che hanno provato il percorso in questi
giorni. La pioggia ha reso uno dei primi muri del
Fiandre, il Koppenberg, ai limiti
dell'impraticabilità. Fango e pietre distrutte
hanno costretto i corridori che hanno fatto il
sopralluogo a scendere di bicicletta ed arrivare
in cima a piedi. E' stata la poca motivazione di
un allenamento, come sostiene Walter Godefroot,
nell'organizzazione della corsa, o realmente il
rischio di vedere il gruppo salire a piedi sui
600 metri del Koppenberg c'è davvero? Domani, a
73 km dal traguardo, lo sapremo |
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