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Stagione 2006

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I campioni del 2006
 Giovani (nati dal 1982 in poi)

Thomas Dekker Ventidue anni e tratti da predestinato. L'olandese ha pregustato alla Tirreno i successi che potrebbe trovare in futuro nelle corse di tre settimane. Dopo la vittoria nella corsa dei Due Mari, favorita anche dall'annullamento di un arrivo in salita, si è visto poco

Vincenzo Nibali Lo squalo dello stretto ha segnato i suoi primi successi e mostrato personalità e numeri d'alta scuola al cospetto di campioni consumati. Una tappa alla Coppi e Bartali, il Gp Plouay (corsa Pro Tour), belle prove a Parigi-Nizza e Benelux lo pongono in rampa di lancio per i prossimi anni (Nella foto: Vincenzo Nibali al COppi e Bartali, prima vittoria da pro - www.bettiniphoto.net)

Gerald Ciolek Forse qualcuno si sta ancora chiedendo se sia pro o dilettante dopo averlo visto con la maglia iridata degli Under 23. Il tedeschino, al di là di una polemica di cui non ha colpa, è già al livello dei più affermati in volata, come dimostra la vittoria di tappa al Giro di Germania al cospetto di Zabel, di cui sembra l'erede

Janez Brajkovic Lo sloveno ha fatto vedere di avere i numeri giusti per i grandi giri. Due quinti posti, al Giro di Catalunya e a quello di Svizzera, entrambe corse Pro Tour, ma soprattutto una prima metà Vuelta scintillante mettono il 23enne della Discovery in prima fila per i Tour che saranno tra due-tre anni 

Vladimir Gusev In mezzo a tanti uomini da corse a tappe che si affacciano, ecco un eccellente specialista delle classiche, soprattutto di quelle del nord. Un'eccellente impressione per il russo, che ha monetizzato meno del meritato anche per la squalifica della Roubaix (ricordate il treno?) dove era finito 4°. In tasca anche il prologo del Germania, il 4° posto finale nelle stessa corsa, il 10° al Mondiale a testimonianza di un corridore che ha mezzi per esprimersi in tutte le classiche 

Gregari

Jens Voigt Una moto. Gli abbiamo visto fare cose che forse nessun altro è in grado di ripetere attualmente. Per andarsene da solo non scatta, ma si mette a tirare come un pazzo finchè gli altri debbono mollare il treno. Basso si è accomodato al Giro, poi il tedesco ha trovato anche un po' di spazio proprio, con una tappa al Tour (quella della mezz'ora di Pereiro) e la vittoria nel suo Giro di Germania

Leonardo Piepoli Nonostante abbia trovato la condizione della vita sulle strade del Giro raccogliendo due vittorie di tappa, non è venuto meno al compito con cui si era trovato alla partenza di Seraing, e cioè aiutare Simoni. Il grimpeur pugliese l'ha fatto con grande dedizione e sostanza, sostenendo la difficile scalata al podio del trentino

 

Carlos Sastre Lo spagnolo è stato gregario solo per il Giro d'Italia, ma ha portato a termine il suo lavoro con tanta efficacia che non possiamo non includerlo tra i migliori coequipier della stagione. Ogni qualvolta la strada si è rizzata sotto le ruote, Basso ha potuto contare sull'apporto di uno dei più forti scalatori del momento che gli ha consegnato sempre un gruppetto striminzito e affaticato

 

Marzio Bruseghin Un mito del gregariato. Al Giro è stato impiegato in maniera fantasiosa dalla Lampre, sempre in fuga nelle tappe di montagna e lui si è adeguato diligentemente portando sempre a casa la pagnotta. Appena è stato lasciato fare ha conquistato piazzamenti prestigiosi, il 2° posto nella tappa friulana del Giro, il 6° al Germania, ma soprattutto è riuscito a conquistare la sua prima vittoria, il Tricolore a crono e ad indossare la maglia azzurra nel Mondiale in linea con una prestazione eccellente (Nella foto Marzio Bruseghin in maglia Tricolore - www.bettiniphoto.net)

 

 

Geert Steegmans Nome meno noto degli altri, ma che ha lasciato il segno al Tour, tanto da divenire subito ricercatissimo sul mercato. Il belga è stato lo spettacolare e attentissimo pilota di McEwen, portando fuori il velocista australiano con scatti micidiali verso una tripletta di successi. Boonen si è accorto dell'andazzo e l'ha preso subito per la prossima stagione

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