11
marzo 2006, Tirreno-Adriatico 4° tappa
Paglieta-Civitanova Marche 219 km
|
Hushovd
brucia Petacchi
|
| |
|
| Non
riesce ancora a sbloccarsi in questa Tirreno
Alessandro Petacchi. Il campione della Milram è
arrivato alla Corsa dei due mari su una scia
vincente davvero notevole, ha dimostrato
un'eccellente condizione in salita, ma non è
finora riuscito a smuovere la casellina delle
vittorie dallo zero. Oggi un bel testa a testa
con Hushovd (Credit agricole) si è risolto con
il successo del norvegese proprio sulla riga.
Anche questa quarta tappa è andata via con clima
piuttosto rigido e tanto vento, con una fuga a
lunga gittata annullata (Commesso e Aggiano tra i
protagonisti) ed uno spicchio di bagarre finale,
quando è stato sufficiente uno strappo di 1 km
per far uscire allo scoperto nomi da grandi
classiche. |
|
| Ci sono stati Flecha (Rabobank) e
Rebellin (Gerolsteiner) tra gli attaccanti che
hanno animato lo strappo di Corva ad una decina
di km dal traguardo, ma il gruppo,
allungatissimo, si è piano piano ricomposto con
anche Petacchi e Hincapie (Discovery) nelle prime
posizioni. La Milram ha provato a prendere la
guida del gruppo nel finale, pur dovendo fare a
meno di Ongarato, ritiratosi stamane, ma il treno
non è uscito così veloce, probabilmente
condizionato anche dal vento. Ai 250 metri Degano
(Barlworld) ha provato ad anticipare lo sprint
spostandosi sul binario opposto, Hushovd ha
raccolto la possibilità mettendosi un attimo a
ruota dell'italiano ed uscendo fortissimo con una
progressione che ha piegato Petacchi proprio
negli ultimi metri. Freire (Rabobank) ha raccolto
altri abbuoni con un 3° posto, davanti a Pozzato
(Quickstep) ed Hincapie. Qualche campanello
d'allarme arriva così per Petacchi, nonostante
una condizione che sembra eccellente. Da domani
sarà tempo di rivoltare la classifica, prima con
la cronometro di Servigliano, di 20 km, e poi con
la scalata ai Monti della Laga di lunedì: una
due giorni che promette un bello spettacolo. |
| Alessandro Petacchi,
Milram: Onore a Hushovd perché ha
fatto una bella volata. I miei compagni di
squadra hanno fatto un lavoro straordinario,
stavolta ho sbagliato io. Ho detto a Zabel di
partire troppo presto e di conseguenza sono
scattato troppo lontano dallarrivo anchio.
Fare 230 metri di sprint con il vento contrario
è stato troppo anche per me. Devo dire,
comunque, che Hushovd, anche se veniva da dietro
ed era avvantaggiato, ha fatto la volata al vento
quasi quanto me. Ripeto, è andato veramente
forte. La mia condizione è molto buona, forse
più di quella dellanno scorso. Oggi ho
sbagliato, ma limportante è sentirsi bene
per la Sanremo |
| |
| |
| |
|
|