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Verso il Giro di Svizzera
   
E' la quarta corsa a tappe del panorama mondiale per importanza, ma anche un'importante rifinitura in vista del Tour de France. Siamo al Giro di Svizzera, che apre il sipario su molti importanti spunti della fase centrale della stagione. Il più atteso sarà la verifica di Jan Ullrich: il tedesco è passato in terra elvetica anche negli scorsi anni, spesso con qualche problemino a seguire i migliori in salita. Quest'anno arriverà però con il plus di allenamento del Giro d'Italia e sarà interessantissimo vedere se questo gli sarà servito ad ingranare la marcia corretta con un po' più di celerità. Anche se nessuno dei rivali più accreditati per la Grande Boucle (Basso, Vinokourov, Landis, Valverde) sarà al via della Svizzera, il test sarà comunque di altissimo livello, sia per la bontà del percorso che per il cast comunque notevole che la corsa mette insieme.
Jan Ullrich in giallo un anno fa. La vittoria finale andò poi a Aitor Gonzalez - foto t-mobile-team.com
Tra coloro che faranno classifica al Tour saranno al via infatti Cadel Evans, Stefano Garzelli, Vladimir Karpets, Michael Rasmussen e quell'Andreas Kloden che dopo il podio del 2004 è tornato, complice qualche infortunio, subito nell'ombra e che Ullrich avrà ancora come compagno più fidato.Vediamo un po' quale percorso si troveranno sotto le ruote questi campioni. La 1° tappa, sabato 10, da Baden a Baden è di 155 km con uno strappo, l'Hertenstein, da ripetere due volte, di cui l'ultima ad una ventina di km dall'arrivo. Una frazione che può essere comunque da velocisti. Domenica da Bremgartner a Einsielden per 156 km sarà un'altra tappa mossa con un GPM ad una trentina di km dall'arrivo, ma anch'essa favorevole alle ruote veloci. La terza tappa, da Einsielden a Arlesheim presenta un percorso da scattisti, con continui saliscendi che possono lanciare od una fuga od un attacco nel finale. Si proseguirà con la Niederbipp-La Chaux de Fonds, altra giornata che riteniamo possa essere terreno per velocisti. Il giorno dopo, per la tappa numero 5, lo scenario cambierà completamente, con chilometraggio lungo, ben 229 km, ed arrivo in quota a Leukerbad. Quella d'arrivo sarà l'unica salita di giornata, ma non è per questo una frazione da sottovalutare, con circa 13 km di scalata che ridisegneranno la classifica. Giovedì 15 sarà un altro tappone: 212 km da Fiesch a La Punt con il Furkapass e l'Oberalpass nella prima parte e poi l'Albulapass a decidere la corsa con i suoi 14 km al 7% a due pedalate dall'arrivo.
Michael Rogers impegnato nella crono del Giro di Svizzera di un anno fa. L'australiano chiuse con un 2° posto nella classifica generale alle spalle di Aitor Gonzalez - foto t-mobile-team.com
La tappa numero 7 sarà invece più indicata per una fuga: altri 233 km, da Saint Moritz ad Ascona con il Lukmanierpass poco oltre metà percorso che non dovrebbe lanciare allo scoperto nessun uomo di classifica. Il giorno successivo si riaffronterà la stessa salita dal versante opposto, quindi in successione l'Oberalpass ed il San Gottardo che con i suoi 8,6 km al 7,1% può scatenare l'ultima bagarre per l'assalto alla maglia gialla. Partenza ed arrivo di questa ultima tappa in linea saranno fissate ad Ambri con 166 km da percorrere. La gran chiusura sarà domenica con una prova a cronometro mossa di 30,7 km, da Kerzers a Berna. Un percorso, quindi, di ottimo livello, con tante salite lunghe, chilometraggi elevati, come si confà ad una corsa a tappe che deve vivere di luce propria, oltre che essere trampolino di lancio verso un grande Tour. Il faro della corsa, come abbiamo già individuato, sarà Ullrich, con una squadra di altissimo livello che prevede Kloden, Rogers e Guerini, tutti a fare le grandi prove per il Tour. Tra gli sfidanti più interessanti per la classifica inseriamo Karpets e Colom (Caisse d'Epargne), Contador e Jaksche (Astana-Wurth), Vila (Lampre), Schleck (CSC), Rasmussen (Rabobank), Evans (Davitamon), Totschnig (Gerolsteiner), Gomez Marchante (Saunier Duval) e Garzelli (Liquigas). Tra velocisti e cacciatori di tappe i nomi si sprecano, dal campione del mondo Boonen e Bettini (Quickstep), ad una super Rabobank con Freire, Flecha e Boogerd, a Cancellara (CSC), Bennati e Ballan (Lampre), McEwen (Davitamon), Zabel e Celestino (Milram), Paolini (Liquigas). Uomini di prestigio per tutte le tappe, quindi, e conseguente spettacolo assicurato.
Le speranze della LPR L'unica wild-card del Giro di Svizzera è stata assegnata al Team LPR guidato da Orlando Maini. “Avremmo voluto arrivare a questo appuntamento con un paio di successi in più - ammette Maini - ma, in questa prima parte di stagione, tra infortuni e defezioni, non possiamo dire di essere stati fortunati. In ogni caso, affrontiamo questa corsa con il consueto entusiasmo, convinti di avere, nel nostro gruppo, gli atleti in grado di fare bene. Con Beuchat, Dietzicker, Ermeti e Maccanti abbiamo quattro corridori che possono inserirsi nelle fughe a sorpresa; per gli arrivi in volata, siamo coperti dall'esplosività di Khalilov e dall'esperienza di Metlushenko. Poi c'è Contrini, il nostro jolly, l'uomo che, se trova la giusta convinzione, può regalarci una grande impresa. E, infine, c'è Muraglia che, dalla Spagna, ha lanciato rincuoranti segnali di ripresa. Valoti? Se sarà alla partenza, dopo la caduta alla Bicicletta Basca, non potrà essere logicamente al top della condizione. Dovrà correre in tranquillità, preparando magari il Campionato Italiano". A dispetto dei singoli, l'obiettivo è sempre lo stesso: “Certo, anche se stavolta avremo degli stimoli particolari - conclude Maini - siamo in Svizzera, a due passi da Mendrisio, dove c'è la nostra base amministrativa. La voglia di fare bene è tantissima. Per la nostra stagione questo Giro di Svizzera rappresenta un impegno decisivo e, anche se di fronte avremo le più forti squadre del mondo, faremo di tutto per lasciare il segno".
“Per noi questa corsa ha una duplice importanza - spiega Massimiliano Bordogna, Responsabile delle Relazioni Esterne del team Lpr - far parte di un cast di formazioni di questo livello è, già di per sè, un motivo di grande soddisfazione. Se poi aggiungiamo il fatto che la nostra base amministrativa è nel Ticino, non possiamo non considerare questo appuntamento come l'epicentro della nostra annata agonistica. Fra l'altro, in questa edizione, il novero dei partenti sarà particolarmente qualificato, per cui esserci è ancora più gratificante". Gli auspici sono quelli classici di ogni vigilia: “Certo, ottenere un risultato, magari una vittoria, sarebbe qualcosa di formidabile - prosegue Bordogna - però sarebbe già molto importare ripetere le brillanti prestazioni del Giro di Romandia quando, a dispetto dei risultati, i giudizi positivi degli osservatori furono unanimi". Malgrado la stagione abbia pesantemente decimato l'organico, le opportunità per ben figurare non mancano: “In particolare - conferma Bordogna - credo che la tappa di Ascona potrebbe essere congeniale alle nostre caratteristiche. E' una frazione incastonata in mezzo a due tapponi alpini e la discesa finale potrebbe essere il terreno ideale, ad esempio, per Contrini. Nelle tappe più dure uno come Muraglia, che mi dicono in confortante crescendo di condizione, potrebbe trovare lo spunto vincente e, negli arrivi in volata, Metlushenko ha tutte le carte in regola per arrivare con i primi. Stesso discorso per Beuchat che in questa stagione ha già dimostrato di essere competitivo su certi tracciati, vincendo anche una corsa". Qualunque sia il bilancio finale, per il Team Lpr sarà comunque un banco di prova importantissimo, l'ennesimo confronto con il ciclismo dei superbig: “Sul piano delle visibilità - conclude Bordogna - il Tour de Suisse può darci moltissimo, coronando quel processo di crescita, sia in termini di risultati che d'immagine, impostato ormai da un paio di anni. E' evidente che molto dipenderà dai risultati, ma a questo dovranno pensare i nostri corridori, magari non fuoriclasse di prima grandezza, ma comunque ragazzi seri che, già in pasato, hanno dimostrato di meritare queste vetrine".
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